Inaugurazione della nuova Sala di degustazione presso la cantina Sella & Mosca

All’interno delle tenute della cantina Sella & Mosca, nel pomeriggio di mercoledì 14 novembre c’è stata l’inaugurazione della nuova ed avveniristica Sala di degustazione, un locale dotato di tutti i comfort per consentire agli addetti ai lavori (e non solo) la degustazione dei vini nelle condizioni migliori. Comode postazioni, perfetta illuminazione, possibilità di utilizzo di strumenti tecnologici, il tutto racchiuso in una cornice capace di fondere al meglio istanze innovative e rispetto della tradizione, come nel caso della parte del soffitto strutturata come l’interno di una vera e propria botte, doghe comprese. I responsabili tecnici ed amministrativi dell’azienda hanno chiamato a raccolta un gruppo di sommelier della Delegazione di Sassari, capeggiati dal Delegato Roberto Dessanti, nonché il giornalista della Nuova Sardegna Pasquale Porcu, esperto di Eno-gastronomia. Per l’occasione l’azienda ha deciso di presentare in anteprima l’annata 2007 del Marchese di Villamarina, in procinto di essere messa in commercio, che, nel frattempo, ha già raccolto i maggiori riconoscimenti delle più importanti guide enologiche nazionali, come del resto avviene praticamente tutti gli anni. Accanto al fuoriclasse aziendale, la Sella & Mosca ha proposto in degustazione anche il Cannonau Riserva Dimonios 2008 e il Tanca Farrà 2008, quasi a comporre un percorso che dal monovitigno Cannonau conduce, attraverso l’uvaggio Cannonau-Cabernet del tanca Farrà, al monovitigno Cabernet del Marchese. Il dibattito che ha fatto seguito alle degustazioni individuali ha offerto spunti molto interessanti. Innanzitutto il fatto che, pur accostate ad un fuoriclasse come il Marchese, le altre due etichette non hanno per niente sfigurato e poi la perfetta pulizia olfattiva, caratteristica comune di tutti i vini degustati, ennesima conferma dell’estrema cura e attenzione profuse nel lavoro in cantina. Del Cannonau Dimonios si è apprezzato l’aspetto della bevibilità e comunque il tratto identificativo della personalità nell’offrire una declinazione del vitigno diversa, per forza di cose, da quelle di altre aree geografiche, ma non per questo meno apprezzabile. L’unico ostacolo a una completa espressione equilibrata del vino è il leggero sbilanciamento verso le componenti morbide, soprattutto l’alcol e la speziatura dolce del legno, percettibile nonostante si tratti di botti grandi. Il Tanca Farrà anche nel millesimo 2008 ha proposto quelli che sono i suoi abituali punti di forza, declinando in una chiave meno impegnativa le caratteristiche olfattive e gustative del più celebre Marchese. Come hanno sottolineato i tecnici dell’Azienda, l’accostamento al Cannonau di un vitigno internazionale – in questo caso Cabernet Sauvignon – composta spesso il rischio che quest’ultimo prevalga sull’autoctono. Nel caso del Tanca Farrà 2008 l’evidente impatto del Cabernet (soprattutto nelle componenti erbacee e balsamiche) ben si è amalgamato con la freschezza e il fruttato del Cannonau, garantendo anche una buona persistenza. Gran parte dei sentori del Tanca Farrà li abbiamo poi ritrovati nel Marchese di Villamarina, inseriti in un contesto più ampio e avvolgente, caratterizzato – via via che la degustazione andava avanti – da un susseguirsi di diverse sfaccettature, accomunate dall’estrema eleganza e dalla lunghissima persistenza. Già da ora il millesimo 2007 si candida ad essere uno dei più significativi nell’Albo d’oro di questa autentica eccellenza enologica isolana. L’inevitabile “gioventù” degli ultimi due vini degustati ha portato ad alcune interessanti considerazioni sulle disdicevoli tendenze degustative più in voga, che privilegiano unicamente i vini appena imbottigliati, causando una serie di conseguenza negative: in primis l’apprezzamento generalizzato per i prodotti di pronta beva, senza prestare attenzione alla qualità. Poi il fatto che, in questo modo, ci si priva della possibilità di apprezzare sfumature e connotazioni meno immediate che richiedono, ovviamente, un approccio alla degustazione più attento e concentrato. Al termine dell’incontro c’è stata una degustazione di prodotti locali con, a sorpresa, l’assaggio della nuova annata del Nasco passito Monteluce, ricomparso dopo qualche anno di oblio. Al momento dei saluti i responsabili dell’azienda hanno manifestato l’intenzione di calendarizzare a scadenze più o meno regolari altri incontri analoghi. Certamente una buona notizia, un’imperdibile occasione di collaborazione e arricchimento reciproco. Sommelier Giorgio Demuru Delegazione AIS Sassari

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