Rassegna Enologica Benetutti – 1 Giugno 2013

Il 1 giugno 2013 si è svolta a Benetutti la consueta Rassegna Enologica, giunta alla sua 13° edizione. L’organizzazione è stata curata dalla “Confraternita dell’Arvisionadu”, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale, la quale già da qualche anno cerca di sviluppare diverse iniziative volte a salvaguardare e valorizzare il particolare vitigno Arvisionadu, tipico appunto di quest’area. Dedicato particolarmente a questo vitigno è stato il leitmotif della serata di premiazione, curata dal Prof. Giovanni Antonio Farris, professore di Microbiologia del dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari, che ha visto alcuni importanti interventi incentrati sul tema dei vitigni “minori” e delle prospettive di sviluppo locale. Gli interventi sono stati curati da Riccardo Lagorio (marchio DeCo), Giuseppe Pirro (Tintìlia molisana), Luca Mercenaro (ricerca agronomica Università di Sassari), Angelo Angioi (esperto enologo sardo), Gianni Lovicu (progetto AKINAS), con l’introduzione a cura di Giuseppe Scanu, docente dell’Università di Sassari Veniamo al concorso. Visto l’ampio numero di partecipanti nelle varie categorie (Bianchi amatori, Bianchi Produttori, Rossi amatori, Rossi produttori, Arvisionadu), le sessioni di degustazione delle commissioni, costituite da esponenti del mondo produttivo, dell’AIS, dell’ONAV, dell’Agenzia LAORE, si sono articolate per l’intera mattinata. La selezione ha portato infine ai seguenti vincitori: Bianchi Amatori: Satta Pierpaolo (Benetutti); Cherchi Salvatore (Benetutti); Sanna Giovanni (Benetutti). Rossi Amatori: Usai Pietro (Bono); Rattu Piero (Benetutti); Salaris Giovanni (Benetutti). Bianchi Produttori: Usai Bastianino (Ozieri); Lai Mario (Benetutti); Farina Tonino (Bono). Rossi Produttori: Molinu Giovanni (Benetutti); Farina Tonino (Bono); Fenu Salvatore (Mores). Arvisionadu: Molinu Giovanni (Benetutti); Cherchi Antonio (Benetutti); Sanna Giovanni (Benetutti). Degna di nota la categoria Rossi amatori, nella quale si è riscontrata una classifica nelle prime dodici posizioni molto compressa e particolarmente livellata verso l’alto; il che ha reso piuttosto faticosa la selezione dei primi tre concorrenti vincitori. Nella categoria Arvisionadu, che ha visto premiati tutti produttori di Benetutti (nella scorsa stagione a sorpresa vinse un produttore di Ozieri), si sono particolarmente distinti i primi 6 campioni, i quali presentavano colore, limpidezza, pulizia olfattiva e gustativa di ottimo livello, nonché una spiccata tipicità varietale. Un cenno al vino (e vitigno) principe della rassegna. Il Goceano e principalmente il territorio di Benetutti risultano un’area particolarmente vocata per questo vitigno autoctono. È citato in alcuni scritti del Cettolini (1897), il quale lo indica presente anche nel Nuorese, con il nome di Arvusiniagu e Arvusemidanu; la sua presenza in diverse aree della Sardegna tra cui Ozieri (con il nome di Alvu-signadu), Bono (Arvisiniadu), ed il territorio di Sassari (Arvusiniagu) è riportata dal Cara, nel 1909 (G.Nieddu – Vitigni della Sardegna, 2011). In Goceano dalla trasformazione delle uve Arvesiniadu o Arvisionadu si ottengono principalmente: un vino in purezza, un secondo prodotto, tradizionale, in uvaggio con Vermentino e con la varietà Arriadorza, ed un terzo, anch’esso legato alla tradizione, che prevede la maturazione del vino in botti scolme sotto il velo filmogeno prodotto dai lieviti “flor” (Farris et al., 1996). La produzione di vino Arvisionadu è oggi sotto gli occhi attenti della Confraternita dell’Arvisionadu, nata poco più di un anno fa appositamente per tutelare e valorizzare questa produzione tipica, benché ancora di nicchia. Il vino, nella sua produzione ottimale si presenta con un colore giallo paglierino non troppo carico, al naso si evidenziano sentori floreali delicati in connubio con una percettibile mineralità. Al gusto una buona acidità e sapidità sono giustamente equilibrati da una piena morbidezza, con una chiusura leggermente ammandorlata. Caratteristiche gusto olfattive più rilevanti, con maggiore persistenza, se vinificato correttamente, soprattutto nei tempi e nelle temperature di fermentazione, meno evidenti in taluni casi di produzione più “casereccia”. Sommelier Antonio Furesi Delegazione di Sassari.

Hanno letto questo post [ 15 ]