Sicilia IGT “Hierà”

Sicilia IGT Hierà

Iniziamo con un vino non molto conosciuto, prodotto dall’azienda Hauner, che ha sede a Salina, nelle isole Eolie. La cantina fu fondata negli anni 70 da Carlo Hauner, poliedrico artista bresciano di origine boema, che iniziò l’attività dedicandosi soprattutto alla produzione della Malvasia, nobile vino che ha dato notorietà a questi suggestivi territori incastonati nel basso Tirreno, al largo delle coste nord-occidentali della Sicilia.

Iniziamo con un vino non molto conosciuto, prodotto dall’azienda Hauner, che ha sede a Salina, nelle isole Eolie. La cantina fu fondata negli anni 70 da Carlo Hauner, poliedrico artista bresciano di origine boema, che iniziò l’attività dedicandosi soprattutto alla produzione della Malvasia, nobile vino che ha dato notorietà a questi suggestivi territori incastonati nel basso Tirreno, al largo delle coste nord-occidentali della Sicilia. Alla morte di Carlo Hauner, nel 1996, il testimone è passato nelle mani del figlio Carlo junior che, da allora, porta avanti l’attività dell’azienda, presentando una gamma di prodotti di estremo interesse che, alle grandi versioni di Malvasia, affianca una serie di vini di sicuro valore, provenienti da un terroir “unico”, chiaramente influenzato dal suolo vulcanico e dall’onnipresenza del mare.

Il vino in questione è il Sicilia IGT “Hierà”, annata 2011, alc. 13,5%, ottenuto da uve Calabrese (60%), Alicante (30%) e Nocera (10%), con macerazione sulle bucce, breve passaggio in barrique e ulteriore affinamento in bottiglia. Le uve provengono da un vigneto collocato a un’altitudine di 400 metri sul livello del mare, nell’isola di Vulcano in cui, secondo la mitologia, si trovava l’officina di Efesto (il dio Vulcano, appunto) e che i Greci chiamavano Hierà Ephaistou, cioè “Isola sacra ad Efesto”.

E da qui prende il nome questo vino, che si presenta con uno scintillate colore rubino carico, fitto e vivace, screziato qua e là da giovanili lampi violacei. Ruota nel bicchiere con una buona consistenza, lasciando degli archetti mediamente lenti e, soprattutto, “colorati”.

All’olfatto si impongono inizialmente fragranti sentori fruttati (piccoli frutti rossi e susina) e una gradevole speziatura piccante, poi il bouquet di completa con toni erbacei e floreali, delicati soffi iodati e discreti richiami di spezie dolci.

Al palato, la decisa componente acido-sapida ci fa subito capire che abbiamo a che fare con un vino di grande beva, poi l’alcol e una discreta morbidezza provvedono subito a bilanciare il tutto. I tannini gentili si avvertono in un secondo tempo, portando all’assaggio un po’ di nerbo senza però essere mai invasivi. Anche in bocca torna un bel frutto carnoso, quasi masticabile. Un vino sicuramente fine ed equilibrato, con una buona persistenza in cui frutta e spezie si rincorrono piacevolmente, completando il quadro di un prodotto di buon livello e dall’ottimo rapporto qualità- prezzo (fascia 10-12 €).

Le caratteristiche giovanili consigliano sicuramente un consumo a breve e medio termine, ma è legittima la curiosità di valutare gli effetti di una non troppo prolungata evoluzione. L’abbiamo accostato (in momenti diversi…) a Melanzane alla Parmigiana, Buzzonaglia di Tonno Rosso e Pecorino semi-stagionato e, senza dubbio alcuno, possiamo definire riusciti tutti questi abbinamenti.

Hanno letto questo post [ 18 ]