Guida alle birre d’Italia 2015

Guida alle birre d'Italia 2015

Carissimi amici sommelier e appassionati il movimento brassicolo italiano è in gran fermento!

Tanto interesse non poteva lasciare indifferente il mondo editoriale.

Carissimi amici sommelier e appassionati il movimento brassicolo italiano è in gran fermento!

Il numero di birrifici artigianali in Italia inizia ad essere rilevante, contando oltre 500 produttori, così come non è più trascurabile il fenomeno del Home Brewing, la produzione casalinga della birra. Tanto interesse non poteva lasciare indifferente il mondo editoriale e, infatti, già dal 2008, il movimento Slow Food, pubblica la Guida alle birre d’Italia, curata da Luca Giaccone ed Eugenio Signoroni, giunta ormai alla quarta edizione.

La Guida, pubblicata con cadenza biennale, è interessante e ben organizzata, con ben 329 aziende analizzate e 1628 birre descritte. È un volumetto compatto, rilegato e con copertina semi-rigida, elegante e pratico, ordinato come la maggior parte delle guide del settore: brevi note introduttive, varie sezioni, una per ogni regione italiana, e una parte finale dedicata alle produzioni industriali.

La parte introduttiva contiene una breve descrizione del volume ed evidenzia la vivacità del movimento birraio italiano, con un rilevante aumento delle realtà produttive artigianali rispetto alle passate edizioni della guida. Viene descritto il metodo adottato, con l’assaggio delle birre e la visita diretta a tutti luoghi di produzione. In questa sezione è contenuto un interessante contributo relativo alla produzione delle birre senza glutine, con i risultati di alcune sperimentazioni condotte dall’associazione Nonsologlutine Onlus. Poi la classica legenda, con la quale si spiegano i simboli e la relativa chiave di lettura per facilitare la comprensione della guida. Singolare il metodo di giudizio impiegato; infatti le birre non vengono valutate con l’assegnazione di punteggi, ma si utilizzano delle categorie di merito, per “premiare” quelle ritenute meritevoli. Così si ritrovano titoli come (cito testualmente): Birra Slow, che oltre ad essere eccellente per valore organolettico è in grado di emozionare, perché racconta la storia di un territorio, di un birrificio o di un birraio; Birra Quotidiana, di grande qualità organolettica che ha come caratteri principali equilibrio, semplicità e piacevolezza; Grande Birra, di assoluto valore organolettico, da non perdere. Un metodo poco convenzionale, ma oramai consolidato nelle guide Slow Food.

Le sezioni regionali sono organizzate con il classico impianto, da nord a sud, lasciando alla fine il capitolo dei birrifici industriali. In ogni sezione la descrizione delle aziende è affidata a schede introduttive, redatte secondo uno schema pratico, con brevi note sul birraio, sul birrificio e sulle birre, in particolare la capacità, la filosofia e lo stile produttivo. Poi la descrizione analitico-sensoriale delle singole birre e l’indicazione di alcuni caratteri produttivi (per es. tipo di fermentazione alta/bassa/spontanea, rifermentazione in bottiglia, ecc…).

Dopo aver esposto i pregi di questa guida, è opportuno rimarcare alcuni aspetti da migliorare: manca una descrizione della tecnica di degustazione della birra, che faciliterebbe e guiderebbe l’assaggio e la comprensione da parte dei neofiti, che, spinti dalla curiosità, potrebbero voler provare i prodotti raccontati; inoltre, sarebbe opportuno inserire uno schema sulla classificazione delle birre, per facilitare il lettore nella comprensione dei vari stili produttivi, e, infine, delle note sul servizio, come l’impiego del bicchiere giusto e la corretta spillatura della birra. Sarebbero gradite anche delle note di abbinamento cibo-birra, in modo da valorizzare appieno questa antica e nobile bevanda.

Tutto sommato, una guida da consigliare a tutti gli appassionati.

Buona lettura!

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