Vitae, la guida vini AIS 2015

Vitae, la guida vini AIS 2015

Quando, nella tarda primavera scorsa, si è iniziato a parlare del nuovo corso della guida firmata AIS, con il coinvolgimento diretto delle sezioni regionali, il traguardo sembrava lontanissimo e difficile da raggiungere.

Quando, nella tarda primavera scorsa, si è iniziato a parlare del nuovo corso della guida firmata AIS, con il coinvolgimento diretto delle sezioni regionali, il traguardo sembrava lontanissimo e difficile da raggiungere. Adesso, tenere tra le mani l’elegante volume della guida Vitae, poterlo sfogliare, trovare sulle pagine il frutto del nostro impegno, è davvero una grande soddisfazione.

L’Hotel Magna Pars Suites di Milano, un’antica fabbrica di profumi di inizio Novecento riconvertita a prestigiosa sede congressuale, è stato teatro della presentazione in anteprima per la stampa di Vitae, la prima guida dei vini italiani curata dall’AIS, tenutasi nella mattinata del 3 novembre e proseguita poi con la degustazione dei vini che hanno ottenuto il riconoscimento più alto.

La guida, dalla veste al tempo stesso sobria ed elegante che riprende quella dell’omonima rivista, verrà stampata in 45.000 copie, di cui 35.000 riservate ai soci AIS, e non sarà disponibile in libreria ma solo attraverso i canali distributivi dell’Associazione Italiana Sommelier.

Il volume è composto da 2.160 pagine e 2.000 sono le aziende recensite, per un totale di oltre 10.000 vini descritti in guida, sui circa 28.000 degustati dalle varie commissioni dislocate su tutto il territorio nazionale, che hanno potuto contare sul contributo di oltre 900 colleghi-collaboratori.

Dopo attente e ripetute sedute di degustazione, solo 400 sono le eccellenze premiate con le “4 viti”, e, tra queste, 25 hanno ottenuto una menzione particolare (simboleggiata da un tastevin), legata a questa motivazione: “vini che hanno contribuito a imprimere una svolta produttiva al territorio di origine, che rappresentano modelli di riferimento di indiscusso valore nella rispettiva zona, o che hanno strappato all’oblio e riportato all’attenzione del settore vitigni dimenticati”.

La vite, che dà il nome alla guida e sintetizza graficamente i punteggi conseguiti dai vini, è senza dubbio uno dei più efficaci ambasciatori del territorio. E proprio il legame con il territorio è alla base del progetto fondativo della nostra guida, sia nel valorizzare la ricchezza ampelografica della penisola, sia nello sfruttare la capillare presenza dell’AIS in tutte le province italiane, con la sua inestimabile dote di conoscenze ed esperienze maturate nel corso degli anni. Un patrimonio da mettere a disposizione dei lettori attraverso un linguaggio chiaro ed efficace, capace di coniugare precisione tecnica ed immediata accessibilità, “scritto in stampatello”, come sintetizza, utilizzando una suggestiva immagine, il presidente nazionale AIS Antonello Maietta.

La Sardegna è presente in guida con 40 aziende, tra le quali 8 hanno ottenuto il massimo riconoscimento (espresso, come si diceva, in 4 viti) e precisamente

  • Argiolas: Turriga 2010
  • Cantina Gallura: Genesi – Vermentino di Gallura Superiore DOCG 2012
  • Cantina Santadi: Terre Brune – Carignano del Sulcis Superiore DOC 2010
  • Cherchi: Soberanu 2012
  • Contini: Vernaccia di Oristano DOC Riserva 1990
  • Mesa: Forterosso – Carignano del Sulcis Passito DOC 2012
  • Sella & Mosca: Monteluce Alghero Passito DOC 2011
  • Columbu: Malvasia di Bosa DOC Riserva 2010

Quest’ultima cantina figura tra le 25 aziende italiane che hanno ottenuto la menzione particolare simboleggiata dal tastevin.

La stretta correlazione fra territorio e commissioni di degustazione ha permesso di valorizzare le diverse, e a volte piccole, realtà locali, portando a scelte ponderate e mai banali.

Nello specifico, l’assegnazione dei riconoscimenti sopra elencati è solo il risultato finale di un accurato lavoro di squadra che ha visto impegnati tanti sommelier isolani che hanno profuso grande impegno nelle varie fasi in cui era articolato l’incarico assegnatoci.

Dallo stoccaggio e catalogazione dei campioni (mascherati e codificati, così da essere perfettamente anonimi) da inviare nelle varie sedi, alle numerose sedute delle commissioni di degustazione, per arrivare infine alla redazione delle schede relative alle aziende e ai vini degustati. Un percorso lungo e costellato di sempre nuove e impreviste difficoltà, superate però in scioltezza grazie all’abnegazione dei tanti colleghi che, dimostrando grande disponibilità, hanno offerto con entusiasmo la propria collaborazione.

Il referente per la Sardegna, Pier Paolo Fiori, con Dino Addis
Il referente per la Sardegna, Pier Paolo Fiori, con Dino Addis

Sarebbero tanti i collaboratori da citare, ma crediamo di rappresentarli tutti limitandoci ai due che hanno trascorso vacanze (?) da reclusi per completare, in una complicata lotta contro il tempo, la delicata fase redazionale, e cioè il presidente regionale Roberto Dessanti e il delegato AIS di Sassari Pier Paolo Fiori. E proprio a Pier Paolo Fiori, referente per la Sardegna della guida Vitae, chiediamo di raccontare la vera e propria avventura che ci ha visto coinvolti: «Avventura?? Un percorso di guerra direi, alla Indiana Jones, iniziato con il complicatissimo reperimento dei campioni, che tardavano ad arrivare, vuoi per italica lentezza, vuoi per diffidenza malcelata, e non ci permettevano di comporre e anonimizzare i lotti omogenei da inviare alle commissioni di degustazione; alla fine, con circa 45 giorni di ritardo, 350 etichette ben rappresentative del panorama enologico sardo erano finalmente “in magazzino”.

Poi le degustazioni, inizialmente arrampicata di XI grado per via di un’inesperienza che ovviamente scontavamo tutta, finché non abbiamo preso le misure e soprattutto confidenza con la penna, per tradurre adeguatamente il vino in parole.

Infine l’armonizzazione dei giudizi, interpretati sì con stile personale, ma nel contempo giornalistico e asciutto, adeguato alle linee richieste dal coordinatore nazionale e tecnicamente coerente con la scuola AIS, senza troppe enfasi e fantasie pindariche, per intenderci!

E’ stata forse la parte più difficile e faticosa, anche perché tutta “agostana”! Ma menati gli ultimi fendenti, il primo settembre, alle 2 del mattino, abbiamo “consegnato” e spento i computer, attendendo … con ansia liceale la correzione dei compiti e il voto finale.

In tutta sincerità la mail arrivata da Milano a firma del Presidente Maietta che ci ringraziava per il lavoro svolto “con grande competenza e senso di responsabilità” ci ha un po’ emozionati; e questa bella gratificazione, rivissuta oggi al Magna Pars Suites, vorrei condividerla con Attilia, Tiziana, Giuseppe, Roberto e Antonio che hanno presieduto le commissioni e con tutti coloro che con grande disponibilità, solida competenza e “impagabile” spirito di sacrificio hanno collaborato e contribuito al raggiungimento di questo importante obiettivo, che oggi si concretizza con circa 2 kg di “fitta” soddisfazione tra le mani».

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