48° Congresso Nazionale AIS

48° Congresso Nazionale AIS

Da venerdì 21 a lunedì 24 novembre la Delegazione AIS di Sassari si è praticamente trasferita a Torino, per rappresentare la Sardegna al 48° Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Sommeliers. 

 Da venerdì 21 a lunedì 24 novembre la Delegazione AIS di Sassari si è praticamente trasferita a Torino, per rappresentare la Sardegna al 48° Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Sommeliers. Ben 14 associati in trasferta piemontese hanno fatto sì che la nostra fosse la Delegazione più rappresentata a livello nazionale.

Una tre giorni baciata da condizioni meteo favorevolissime, durante la quale abbiamo potuto scoprire una Torino inaspettata, capace di affiancare alla classica austerità sabauda una grande disponibilità all’accoglienza e un’atmosfera piacevolmente edonistica.

Nella mattinata di sabato 22, all’interno del Teatro Carignano, la Fanfara Montenero degli Alpini ha introdotto i lavori dell’Assemblea Nazionale, con una suggestiva esecuzione dell’Inno di Mameli. Dopo i saluti del Presidente AIS Piemonte Fabio Gallo, del Governatore Chiamparino e, in rappresentanza del Sindaco Fassino, dell’Assessore Braccialarghe, il Presidente Antonello Maietta ha ringraziato i partecipanti, ricordando l’importanza di questi momenti di incontro, partecipazione associativa e confronto e sottolineando quanto sia stato importante per l’associazione l’anno 2014, per il rinnovo delle cariche elettive e per la nuova gestione “interna” dei prodotti editoriali. Dopodiché il Presidente ha presentato i componenti della Giunta Nazionale, dando infine appuntamento all’importantissima edizione del prossimo anno che coinciderà con il 50° anniversario di fondazione dell’AIS e con EXPO 2015.

Sempre il Teatro Carignano ha poi ospitato l’interessante convegno sulle MeGa (Menzioni Geografiche Aggiuntive) di Barolo e Barbaresco, la prima vera e propria catalogazione ufficiale di “Cru” in Italia, uno strumento indispensabile per la valorizzazione del territorio e delle specificità produttive locali.

Alle 14, nel dirimpettaio Palazzo Carignano, c’è stata l’apertura dei banchi d’assaggio, nei quali i visitatori hanno potuto degustare una gran quantità di eccellenze enologiche piemontesi. I “fuoriclasse” Barolo e Barbaresco erano rappresentati da un gran numero di produttori, alcuni dei quali hanno gratificato i degustatori con annate meno recenti delle loro etichette, consentendo così di apprezzare adeguatamente vini che, fisiologicamente, necessitano di un affinamento prolungato per esprimersi al meglio.

Tra le tante etichette di Barolo degustate ci hanno colpito particolarmente il “Monprivato” 2006 di Giacomo Conterno, la Riserva “Rocche dell’Annunziata” 2003 di Roberto Voerzio e il “Rocche Rivera” 2008 dei Vigneti Luigi Oddero.

Ma anche gli altri banchi d’assaggio hanno riservato importanti conferme e, in taluni casi, graditissime sorprese, consentendo di apprezzare i vini prodotti nel Roero (tra i quali si è distinto il produttore Malvirà), la sottozona Nizza della Barbera d’Asti (notevoli il “La Court” di Michele Chiarlo e il “Neuvsent” di Cascina Garitina), la DOC di confine Carema (soprattutto i vini della Cantina dei Produttori di Nebbiolo di Carema), la piccola denominazione Albugnano (ci ha colpito particolarmente la versione giovane della Cantina Monsparone) e la bella realtà della DOC Boca (ben rappresentata dall’azienda Podere ai Valloni).

Il continuo assortimento di ottimi grissini ha consentito di intervallare piacevolmente le degustazioni, così come gli assaggi dei celebri formaggi piemontesi, tra i quali abbiamo gradito soprattutto la Toma semigrassa, il Bra duro e il Castelmagno di montagna.

Contemporaneamente, l’altra storica sede di Palazzo Barolo ha ospitato la prima delle tre degustazioni guidate, vero e proprio omaggio ai terroir più importanti, dedicata alle grandi annate di Barolo e Barbaresco, un bellissimo percorso attraverso la storia delle Langhe, con la possibilità di degustare grandissimi vini, tra i quali si sono particolarmente distinti il Barolo 1961 di Giacomo Conterno, il Barolo “Vigna Rionda” 1989 di Oddero e il Barbaresco “Sorì Tildin” 1970 di Gaja. Di questo evento parleremo più diffusamente nei prossimi giorni, in uno specifico approfondimento.

Nella giornata di domenica 23 le degustazioni guidate hanno riguardato due autentici “paradisi del terroir”, Bordeaux e la Borgogna. Abbiamo partecipato alla seconda, nella quale i brillanti relatori Cristiano Cini e Ivano Antonini ci hanno guidato alla scoperta di grandissimi vigneti di Chardonnay e Pinot Noir, mitici produttori ed etichette meritatamente celebri. In un panorama complessivo di qualità elevatissima, non possiamo esimerci dal segnalare le autentiche eccellenze del Chevalier Montrachet Grand Cru 2008 Louis Jadot, il Vosne-Romanée Clos Goillotte 2007 Prieuré Roch e il Musigny Grand Cru 2006 Joseph Drouhin.

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Approfittando dell’occasione, ci siamo concessi una cena di alto livello presso il ristorante Magorabin, stellato Michelin che si trova a due passi dalla Mole Antonelliana. Lo chef Marcello Trentini e il maitre Paolo Manoni (sassarese recentemente trasferitosi a Torino) ci hanno guidato in un suggestivo percorso nella tradizione piemontese rivisitata con grande inventiva, caratterizzato da materie prime eccellenti e cotture perfette. Il tutto accompagnato da tre grandi vini serviti in magnum (Timorasso “Costa del vento” 2007 Massa, Barbera d’Alba “Marun” 2005 Correggia e Nebbiolo d’Alba 2004 Hilberg Pasquero) e dalla piacevole scoperta del vino dolce, la Malvasia di Castelnuovo Don Bosco.

L’appendice congressuale del lunedì, “In Bianco”, dedicata ai grandi vini bianchi italiani e di alcune nazioni europee, ha nuovamente riempito di eccellenze enologiche i banchi d’assaggio di Palazzo Carignano. Nell’ampia rappresentanza piemontese abbiamo apprezzato soprattutto l’Erbaluce di Caluso “Le Chiusure” di Benito Favaro, il Langhe Riesling “Hérzu” di Ettore Germano e il Roero Arneis “Bricco delle ciliegie” di Almondo.

Tra gli altri bianchi nazionali abbiamo gradito il C.O.F. “Morus Alba” di Vignai da Duline (monumentale l’annata 2001), il Soave “La Rocca” di Pieropan e il Valle d’Aosta Petit Arvine di Les Crêtes, mentre, a livello europeo, segnaliamo lo Chablis Gran Cru “Valmur” 2008 Louis Moreau per la Francia, il Wehlener Sonnenuhr Riesling Spätlese 1996 Kerpen per la Germania e il Kirchberg Gemischter Satz 2007 Dürnberg per l’Austria.

E poi, di corsa all’aeroporto di Cuneo, per il rientro in Sardegna. Siamo arrivati alla fine e, quasi, dimenticavamo di fare i complimenti per l’impeccabile organizzazione ai colleghi di AIS Piemonte e allo staff della sede centrale.

L’appuntamento, dicevamo, è per Milano 2015. Noi, sicuramente, ci saremo.

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