Manteniamoci giovani – vita e vino di Emidio Pepe

Manteniamoci giovani – vita e vino di Emidio Pepe

Carissimi amici sommelier ed appassionati, questo libro narra di un personaggio, una figura di spicco della vitivinicoltura italiana, apprezzato e stimato dagli enofili di tutto il mondo: Emidio Pepe.

Carissimi amici sommelier ed appassionati, ho scelto un libro pubblicato di recente: “Manteniamoci giovani – vita e vino di Emidio Pepe”, scritto da Sandro Sangiorgi, coadiuvato da Alice Colantonio e Matteo Gallello, per Porthos Edizioni.

Il testo narra di un personaggio, una figura di spicco della vitivinicoltura italiana, apprezzato e stimato dagli enofili di tutto il mondo: Emidio Pepe. In quattro capitoli Sangiorgi ci propone un racconto vivace ed interessante, sfoggiando abili capacità comunicative. Dopo alcune interessanti note introduttive, viene descritta la biografia e la storia di una famiglia, proposta per far comprendere al lettore in quale contesto educativo e sociale sia nato e maturato questo singolare produttore abruzzese. La storia familiare prosegue nel racconto dell’evoluzione tecnico- professionale che ha avuto l’azienda col trascorrere degli anni, soprattutto per il contributo delle nuove leve, che hanno cercato di introdurre innovazioni senza però alterare lo spirito tradizionale del capostipite, che rimane ancora saldamente alla guida di tutte le operazioni della produzione.

Segue il capitolo dedicato alla personalità e al pensiero di Emidio Pepe: qui si delineano i tratti caratteristici di un personaggio carismatico ed autorevole, che talvolta possono sembrare anche contradittori ma che manifestano una coerenza e una solidità di principi granitiche! Introverso, ma abile uomo di marketing; tradizionalista, ma rivoluzionario per i suoi tempi; venditore di vini giramondo, ma fortemente legato alla sua famiglia ed alla sua casa.

Emidio Pepe è uno che si è fatto da solo, un pioniere. Uno che, quando tutti dicevano che il montepulciano poteva dare solo vini mediocri, di pronta beva e non adatti all’invecchiamento, ha iniziato a produrre grandi vini proprio da uve montepulciano. Lo stesso che, quando tutti pensavano che le uve trebbiano potevano dare solo vini semplici, scarichi e senza prospettive, adatti solo alla distillazione, ha provato, scegliendo accuratamente i vigneti, a fare con esse dei grandi vini di lungo affinamento e grandi prospettive. In barba a quanti pensano che solo con le modalità di allevamento della vite a guyot e cordone speronato si riescano a fare vini di qualità senza annichilire le rese, lui ha scelto il tendone, ritenendolo più adatto alla viticoltura dell’area in cui giacciono le sue vigne e alle varietà di vite coltivate. Emidio Pepe è un signore che ha iniziato a vinificare lavorando, in casa, le uve di una partita in eccedenza di una cantina sociale e che ha puntato tutto sul suo “saper fare”; le cinquanta vendemmie e i risultati ottenuti gli danno ragione, oggi è un produttore stimato ed apprezzato.

Molto bello ed interessante il capitolo dedicato alla storia dell’azienda, dai timidi inizi, con le difficoltà a farsi conoscere sul mercato e vendere i vini, ai primi successi; dalla vendita porta a porta, ai viaggi in Europa e quelli oltreoceano; dalla lavorazione di uve di conferitori, alla scelta ed all’acquisto di terreni particolarmente vocati, con l’impianto di portainnesti e varietà di vite, il montepulciano, il trebbiano ed il pecorino, che sembrano dare i frutti migliori per la produzione di vini di qualità.

Bella la complementarietà tra Emidio (unico uomo dell’azienda) e le figlie, con la descrizione del lavoro in vigna ed in cantina, le tensioni della vendemmia, l’ansiosa attesa della fermentazione e la scoperta dei primi assaggi dalle varie vasche. È un continuo confronto sulle metodologie, i tempi e i modi d’intervento. La difficoltà della scelta della biodinamica come metodologia produttiva, ma pienamente coerente con l’animo tradizionalista del capofamiglia e ampiamente condivisa da tutto lo staff aziendale, i componenti della famiglia, con un occhio sempre attento ad uno standard qualitativo molto elevato e mai disposto a celarsi dietro scuse filosofiche all’insorgere di eventuali difetti.

Chiude il libro una lunga degustazione verticale, condotta a ritroso, dall’annata più vecchia alla più giovane, in pieno stile Sangiorgi, spaziando tra cinquant’anni di produzione di vini Montepulciano e quaranta di Trebbiano. Il racconto della degustazione è di quelli che fa morire d’invidia il lettore, instillando la curiosità e la voglia di andare di corsa in enoteca alla ricerca di qualche bottiglia per verificare di persona cotanta qualità. Le descrizioni dei vini sono ben elaborate, mai ripetitive, fanno largo uso della lingua italiana, mantenendo vivo l’interesse del lettore e proponendo abbinamenti fantasiosi e mai scontati.

La storia di un produttore e di un’azienda che hanno fatto scuola in Italia e nel mondo: ogni vitigno ha il suo terroir ideale, basta saper cercare e fare le cose nel modo giusto.

Buona lettura!

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