Cannonau di Sardegna, Nepente di Oliena Riserva, “CORRASI” 2008

Cannonau di Sardegna, Nepente di Oliena Riserva, CORRASI 2008

La vittoria di un concorso enologico è per una cantina il coronamento di un periodo di fatiche, di trepidazione e di attese, il traguardo di un lungo percorso di lavoro; ma è anche il raggiungimento di uno standard qualitativo che dovrà diventare un punto di riferimento per ogni vendemmia a venire e, quindi, una promessa di nuovo e maggiore impegno e fonte di nuove preoccupazioni. È proprio quello che è accaduto ad Oliena nei confronti del Nepente di Oliena Riserva, “CORRASI” 2008, prodotto dalla Cantina Sociale e vincitore del 3° Concorso Enologico Nazionale B’NU, recentemente svoltosi a Nuoro.

La vittoria di un concorso enologico è per una cantina il coronamento di un periodo di fatiche, di trepidazione e di attese, il traguardo di un lungo percorso di lavoro; ma è anche il raggiungimento di uno standard qualitativo che dovrà diventare un punto di riferimento per ogni vendemmia a venire e, quindi, una promessa di nuovo e maggiore impegno e fonte di nuove preoccupazioni. Tuttavia è innegabile che il successo abbia anche un importante riscontro sulla percezione, in senso positivo, degli acquirenti, apportando effetti benefici sulle vendite e sul consenso del pubblico.

È proprio quello che è accaduto ad Oliena nei confronti del Nepente di Oliena Riserva, “CORRASI” 2008, prodotto dalla Cantina Sociale e vincitore del 3° Concorso Enologico Nazionale B’NU, recentemente svoltosi a Nuoro. L’interesse degli Olianesi, solitamente molto attenti alle “questioni enoiche”, è stato catturato e vivacizzato dalla notizia del successo, che ha riportato il paese del Corrasi alla ribalta delle cronache proprio per quel vino che, già in passato, aveva stregato personaggi del calibro di Gabriele d’Annunzio, Mario Soldati e Luigi Veronelli.

Il premio e il gradimento non sono però legati ai fasti del passato, ma ad un prodotto che ha saputo esprimere pienamente la grandezza di un terroir estremamente vocato per la coltivazione della vite e dell’olivo. La tecnica enologica è riuscita a concentrare nel calice il sapiente lavoro di vignaioli che da generazioni si tramandano quel “sapere contadino” che ha permesso di produrre grappoli maturi e sani, segno del pieno compimento di un millesimo quasi perfetto.

I membri dello staff della Cantina Sociale di Oliena raccontano che, già nelle ispezioni in vigna e poi all’atto del conferimento, i tecnici si erano resi conto dell’ottima qualità delle uve, sane e perfettamente mature, con tutti i parametri ad indicare un’annata di grandi prospettive a dispetto di un evidente calo produttivo.

Così è iniziata una cernita attenta, con le uve migliori, provenienti dalle vigne più vecchie e con basse rese (circa 25 q/Ha), indirizzate verso il settore dedicato alla lavorazione del Nepente Riserva. Pigia-diraspatura, fermentazione con macerazione per circa 10 giorni, riposo in vasca, decantazione e primo travaso dopo il completamento della malolattica. Poi il lungo riposo in botte, circa un anno tra barrique di rovere francese e grandi botti di rovere di Slavonia, per dosare al meglio la micro-ossigenazione ed evitare un precoce invecchiamento del vino. Nuovi travasi ed un ulteriore riposo in vasca, per passare infine all’affinamento in bottiglia, aspettando il momento in cui il prodotto, ritenuto pronto, è stato immesso nel mercato.

Oggi, dopo sei vendemmie, il vino si presenta limpido con un bel colore granato intenso e semi- trasparente che si attenua sui bordi del calice mostrando riflessi luminosi e vivaci. Il calice pesa, c’è sostanza nel vino; la rotazione, infatti, mostra una materia compatta, bene estratta, consistente, che si abbarbica sulle pareti di cristallo solcate da lacrime che scorrono lentamente, separate da archetti fitti che tradiscono la generosità alcolica di questo Cannonau.

Al naso è intenso, anzi molto intenso, complesso e di grande finezza. In apertura mostra sentori terziari, giocati su note tostate di tabacco dolce, cuoio e splendidi richiami ai legni aromatici della macchia mediterranea, con nuance resinose che ricordano delicati incensi orientali. Successivamente arrivano prorompenti i profumi fruttati: piccoli frutti maturi quasi in riduzione gelatinosa, ciliegia, mora di rovo e prugna. Roteare il bicchiere e prendersi tempo è un piacere continuo, esaltato dalla scoperta di nuovi sentori: la liquirizia, il cacao, la grafite, note speziate contrastanti, dolci ed amare.

L’assaggio è coinvolgente: il vino entra piano, morbido quasi spesso, poi si apre e avvolge il cavo orale. L’alcol, seppure ben presente, agisce da comprimario e resta discreto; il ruolo dei protagonisti lo giocano un tannino rotondo, centrale, e gli acidi, con un insolito e continuo rincorrersi di elegante ruvidezza e piacevole freschezza; le note sapide appaiono timide in chiusura. Vino di gran corpo perfettamente equilibrato, intenso e con una Persistenza Aromatica Intensa di lunga durata.

Il vino è maturo, probabilmente al meglio della sua vita, ma ben conservato manterrà questa veste per qualche anno ancora, mostrando la sua classe in abbinamento a piatti di alta cucina, con preparazioni di carne complesse, quale il filetto alla Wellington con funghi e salsa al vino rosso o, in alternativa, con un brasato al vino di italica tradizione culinaria.

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