Moscato Rosa Vendemmia tardiva 2012 – Hofstätter

Moscato Rosa Vendemmia tardiva 2012 - Hofstätter

Di Hofstätter, produttore eclettico che lavora indifferentemente con vitigni autoctoni ed internazionali, ho scelto un vino dolce a base moscato rosa. Uva rara e difficile, dalla produttività costante ma molto bassa per via dell’acinellatura del grappolo. Quasi una curiosità per appassionati che, in tutto l’Alto Adige, occupa una superficie di appena una dozzina di ettari, per lo più concentrati nella zona del lago di Caldaro.

Storico produttore di Termeno, in attività fin dagli inizi del novecento, Hofstätter è azienda che ha fatto del radicamento sul territorio una bandiera, acquisendo un ruolo primario tra i viticultori altoatesini grazie ai 50 ettari vitati di proprietà, disposti su entrambi i versanti della Valle dell’Adige.

La filosofia aziendale degli ultimi decenni si è peraltro arricchita di contenuti fortemente identitari, tesi a valorizzare la specificità delle zone di provenienza delle uve con un’esaltazione virtuosa del concetto di piramide qualitativa. I nomi tradizionali degli antichi masi, circondati da vigneti, sono stati utilizzati per identificare le singole parcelle: nel caso in cui le uve siano raccolte da uno specifico appezzamento si riporta il toponimo in etichetta, riconducendo il vino alla vigna di provenienza.

Questo percorso di valorizzazione del territorio ebbe inizio alla fine degli anni ottanta, quando l’allora titolare Paolo Foradori, ispirato dal modello francese, volle raccontare al mondo degli appassionati l’unicità delle vigne di S. Michele e di S. Urbano, per i caratteri distintivi conferiti ad alcuni dei vini più prestigiosi della produzione aziendale. Una sfida che solo in anni successivi ha portato al riconoscimento della menzione “Vigna”, quanto di più vicino al concetto di cru si possa trovare in un disciplinare italiano.

Di Hofstätter, produttore eclettico che lavora indifferentemente con vitigni autoctoni ed internazionali, ho scelto un vino dolce a base moscato rosa. Uva rara e difficile, dalla produttività costante ma molto bassa per via dell’acinellatura del grappolo. Quasi una curiosità per appassionati che, in tutto l’Alto Adige, occupa una superficie di appena una dozzina di ettari, per lo più concentrati nella zona del lago di Caldaro. Per i prodotti ottenuti da vendemmia tardiva il disciplinare prevede una resa dell’uva in vino non superiore ai 50 ettolitri per ettaro. Le uve utilizzate da Hofstätter sono raccolte in autunno inoltrato e, dopo una macerazione a freddo di alcuni giorni, fermentano circa dieci giorni sulle bucce a temperatura controllata e maturano in contenitori di acciaio.

Il vino si presenta con una splendida e intensa veste porpora che avvolge al centro del bicchiere un cuore rubino e incanta per la vivacità del colore. Al naso è intenso e complesso: fichi secchi, datteri, chiodi di garofano, cannella, rosa, mela cotogna, radice di rabarbaro, erbe aromatiche. Il sorso è vellutato ma vivace con una spalla acida che sorregge il peso di zuccheri e alcol, facendosi sostenere da tannini partecipi seppure non protagonisti. L’equilibrio tra dolcezza e acidità, unitamente ad una struttura leggera, invogliano pericolosamente al riassaggio. Più che confetture troviamo gelatine, di mela cotogna e melagrana. La frutta essiccata è meno prorompente in bocca di quanto lo fosse all’olfatto, smussata da una nota di cioccolato al latte.

L’aromaticità del moscato arriva, quasi timidamente, senza strepiti ed eccessi varietali, sfoderando un’eleganza che lascia di stucco mentre i chiodi di garofano accompagnano per tutto il tempo come una nota di bordone. Finale lungo che aiuterà a ripensare più volte a questo vino anche a distanza di alcune ore dalla degustazione.

Da provare in abbinamento con strudel ai frutti di bosco.

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