Visita all’Azienda vinicola Contini di Cabras

Visita all’Azienda vinicola Contini di Cabras

Quando parliamo delle cantine Contini, la nostra mente rievoca all’istante un vitigno che ha fatto la storia dell’enologia del territorio dell’Oristanese e di tutta la Sardegna: la Vernaccia. Pur tuttavia l’Azienda vinicola Contini rispecchia una realtà estremamente dinamica e vivace che, partendo da quelle che possiamo considerare le “radici genetiche della produzione”, ha saputo sviluppare elementi innovativi che hanno colto le nuove tendenze ed esigenze del mercato.

Quando parliamo delle cantine Contini, la nostra mente rievoca all’istante un vitigno che ha fatto la storia dell’enologia del territorio dell’Oristanese e di tutta la Sardegna: la Vernaccia. Pur tuttavia l’Azienda vinicola Contini rispecchia una realtà estremamente dinamica e vivace che, partendo da quelle che possiamo considerare le “radici genetiche della produzione”, ha saputo sviluppare elementi innovativi che hanno colto le nuove tendenze ed esigenze del mercato.

Una recentissima visita in Sardegna del nuovo Responsabile nazionale della formazione AIS Mauro Carosso, è stata una piacevole occasione per visitare insieme a lui le cantine dell’azienda, e conoscere, fra storia ed attualità della nostra enologia, luoghi e prodotti di questa interessante realtà vitivinicola.

Sul sito web dell’Azienda campeggia lo slogan “Quattro generazioni, una sola passione. Tradizione e modernità del vino da oltre cento anni” che opportunamente sintetizza la mission e lo spirito che animano Paolo Contini ed i suoi nipoti.

L’Azienda Vinicola Attilio Contini è situata a Cabras in un territorio, quello della penisola del Sinis, che trasuda storia antica ed archeologia, con la vicina città fenicio-punica di Tharros ed il sito archeologico di “Sa Osa”, sede di un interessantissimo ritrovamento di semi d’uva risalenti addirittura al 2.000 a.C. In questo contesto la Famiglia Contini, a partire dal 1898, data di fondazione ad opera di Salvatore, ha consolidato nel tempo una realtà che costituisce oggi una delle eccellenze del panorama enologico dell’Isola.

La produzione, magistralmente supportata dall’enologo Piero Cella, è rappresentata da una assortita gamma di vini alla base dei quali sono presenti, oltre la storica vernaccia, altri capisaldi dell’ampelografia territoriale, come il Cannonau, il Vermentino e il Nieddera. Fra essi, uno dei risultati di eccellenza è il Karmis, vino ottenuto dall’uvaggio sapiente di Vernaccia e Vermentino.

Visita all’Azienda vinicola Contini di Cabras

I vigneti aziendali sono estesi su circa 80 ettari distribuiti quasi equamente fra la penisola del Sinis, la valle del Tirso e le pendici del Monte Arci. Nelle terre del Sinis e della valle del Tirso il microclima con estati molto calde, ma ventilate ed inverni miti, fornisce l’ambiente adatto allo sviluppo di vitigni quali la Vernaccia ed il Nieddera, i quali trovano nei suoli argillo-limosi con buona tessitura di ciottoli, un substrato più che unico. Alle falde del Monte Arci ritroviamo invece un terreno di origine vulcanica, ricco di ossidiana, che contribuisce a donare ai vini ottima mineralità e buona struttura. In un clima caratterizzato da lunghe estati asciutte e da inverni di discreta piovosità, si coltiva tra gli altri il Cannonau.

Giunti in azienda, siamo stati accolti da Mauro, Responsabile di produzione e da Alessandro, Direttore commerciale, che ci hanno guidato alla scoperta delle cantine. Non a caso abbiamo parlato di abbinamento fra tradizione ed innovazione; negli stabili dell’azienda, infatti, ai locali che ospitano i moderni impianti produttivi e le nuove barricaie si alternano le cantine che ospitano le antiche botti, nelle quali riposano decennali vendemmie di vernaccia che attendono il loro turno per costituire tra le altre le cuvée dell’Antico Gregori. Le vernacce più pregiate, infatti, sono maturate per decenni in caratelli di legno di quercia. La tecnica utilizzata è il metodo “Solera” e la base originaria, risalente ai primi decenni del novecento, viene rabboccata con una selezione delle migliori partite della Vernaccia Contini del secolo scorso. Nascono appunto dalla maturazione in caratelli di rovere e castagno, tenuti scolmi per consentire lo sviluppo del caratteristico velo di lieviti “flor”, gli inconfondibili sentori della Vernaccia di Oristano.

Al rientro dalla visita alle cantine siamo stati gentilmente ospitati in una sala, circondata da bellissimi e particolari reperti ed esempi della storia della cantina e del territorio, nella quale ci attendevano ben schierate le bottiglie dei vini pronti per la degustazione.

Visita all’Azienda vinicola Contini di Cabras

La gamma delle etichette pronte per l’assaggio rispecchiava l’assortimento della produzione dell’Azienda. In apertura gli spumanti brut e brut rosé Attilio, rispettivamente ottenuti da uve Vernaccia e Nieddera, eleganti e ricchi di un corredo olfattivo fresco e fragrante di frutti e fiori, con belle trame minerali. Si è poi passati ai vini bianchi fermi, rappresentati dalla interessante espressione del blend Vernaccia e Vermentino Karmis Tharros IGT, in cui la spinta fresca e minerale alimentata dalle ossidiane del Monte Arci si equilibra con morbidezze ed alcolicità ben soppesate, per arrivare a due rossi di punta, a base Nieddera 100%, come Barrile e I Giganti rosso, quest’ultimo, proveniente da un cru di unica vigna nel Sinis, con chiaro riferimento all’importante tesoro archeologico dei Giganti di Mont’e Prama. Due vini rossi di grande struttura, complessità olfattive legate alla frutta rossa ed una piacevole e sottile venatura speziata; sicuramente potenti al gusto, morbidi e di giusta tannicità.

Per terminare, i riflettori si sono accesi sulla perla enologica del territorio: la Vernaccia di Oristano DOC., declinata dall’Azienda Contini in alcune eccellenze, quali la Riserva 1990 e la Cuvèe Antico Gregori.

Piace soffermarsi a descrivere le sensazioni di questi due top gun enologici. La Riserva 1990 brilla nel bicchiere con il suo colore ambra venato di riflessi oro antico. Ammalia al naso con una complessità di profumi che, su una base ossidativa tipica, si articola fra mandorli in fiore, aromi mediterranei e poi frutta secca, miele, spezie e note minerali. Al gusto è caldo, ricco ed avvolgente, con una freschezza e mineralità che ne tradiscono l’età; come cita la Guida AIS Vitae: “una sorta di Dorian Gray enologico”. Il sorso chiude persistente e leggermente ammandorlato.

La Cuvèe Antico Gregori, come detto ottenuta secondo il metodo Solera da vernacce lungamente invecchiate e custodite in piccole botti di castagno, nel bicchiere si muove lenta e sorniona nella sua brillante livrea ambra intenso, con archetti densi e fitti. I profumi raccontano di frutti disidratati, agrumi su tutti, mandorle, miele amaro, tabacco e spezie in un complesso e ricco bouquet. Il sorso è asciutto ed austero, di grande avvolgenza e profondità, ricco di sensazioni legate alla ricchezza degli aromi; una sapidità tesa ed elegante conferisce lunghezza ed equilibrio.

Ringraziando Paolo Contini ed i suoi nipoti, andiamo via dall’Azienda arricchiti dal tourbillon di informazioni e di piacevoli sensazioni che la visita ci ha offerto con quella simpatica espressione che hanno i bambini quando è l’ora di andar via dal Luna Park.

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