Giornata nazionale della cultura del vino e dell’olio

Giornata nazionale della cultura del vino e dell'olio

Una folta e attenta platea ha affollato la sala congressi della Tenuta Pilastru, ad Arzachena, in occasione della “Giornata Nazionale della Cultura del Vino e dell'Olio” manifestazione promossa a livello nazionale dall'AIS e, per quanto riguarda la Sardegna, dedicata interamente alla Vernaccia di Oristano.

Una folta e attenta platea ha affollato la sala congressi della Tenuta Pilastru, ad Arzachena, in occasione della “Giornata Nazionale della Cultura del Vino e dell'Olio” manifestazione promossa a livello nazionale dall'AIS e, per quanto riguarda la Sardegna, dedicata interamente alla Vernaccia di Oristano.

Il Presidente di AIS Sardegna Roberto Dessanti e la responsabile della Delegazione AIS Gallura Attilia Medda hanno introdotto i prestigiosi ospiti, l'enologo Enzo Biondo, autore del prezioso volume “Vernaccia di Oristano – Il vino della Principessa Eleonora” e il Professor Angelo Spanu, esperto conoscitore di questa autentica eccellenza enologica isolana. Nel corso del dibattito, i relatori, adeguatamente sollecitati dagli illustri rappresentanti dell'AIS, hanno sviscerato la materia “Vernaccia”, offrendo interessanti spunti in ambito storico, enologico e commerciale, regalando alla platea anche alcuni gustosi aneddoti che hanno conferito all'incontro la giusta dose di leggerezza.

La Vernaccia di Oristano è un vino che affonda le radici in tempi antichi, per non dire remoti, come starebbero a dimostrare le recenti scoperte archeologiche. Un vino fortemente legato al territorio, dalla composizione del suolo al particolare microclima che marca in maniera decisa le tecniche di lavorazione e il quadro aromatico del prodotto. La Vernaccia è sì un prodotto in contro-tendenza rispetto ai gusti oggi prevalenti, come ha giustamente osservato Roberto Dessanti, ma, storicamente, ha ricordato prof. Spanu, è sempre stato il vino della festa, delle grandi occasioni ed è proprio questo l'aspetto su cui lavorare per farne un vero e proprio punto di forza.

Giornata nazionale della cultura del vino e dell'olio

Un vino che, tradizionalmente e con una visione parziale, viene inserito nella categoria dei vini ossidativi, tipologia per la quale, talvolta e in maniera provocatoria, si parla di prodotto che “accade”, senza grande necessità dell'intervento umano. Ma, come giustamente ha fatto notare Enzo Biondo, nel caso della Vernaccia non è solo l'ossigeno a conferire l'identità al vino, essendo invece centrale l'interazione con i lieviti flor. Ed è qui che riveste importanza il ruolo dell'enologo, il quale, con estrema cura, deve prendere per mano il lievito e metterlo nelle migliori condizioni per operare. Il consumo della Vernaccia, nella metà del secolo scorso, poteva contare su numeri importanti. Tanti erano i magasinos nei quali i produttori mettevano il vino a disposizione degli appassionati e fedeli consumatori. Uno dei descrittori olfattivi che maggiormente marcano la Vernaccia di Oristano è sicuramente “su murruai”, espressione tipica la cui etimologia rimanda alla mirra, una delle sostanze che, nei tempi antichi venivano addizionate al vino con funzioni conservative.

Molto interessante la parte del dibattito dedicata alla necessità di rivedere il disciplinare di produzione (in funzione, anche, di un auspicato riconoscimento della DOCG), soprattutto perché l'esigenza di adeguarsi a norme di igiene più restrittive si scontra con la tradizione che vede proprio la cantina, diciamo così, leggermente contaminata (per quanto riguarda temperatura e presenza di microrganismi) come uno dei fattori più identificativi e influenti nel caratterizzare il prodotto finale.

Giornata nazionale della cultura del vino e dell'olio

Per parlare del futuro della Vernaccia, anche dal punto di vista commerciale, il moderatore ha coinvolto i produttori presenti in sala, Mauro Contini e Davide Orro. Le loro testimonianze hanno descritto un quadro di grande attaccamento alle tradizioni e al territorio che, con grandi sforzi, si traduce in un orizzonte produttivo all'insegna della continuità con il passato ma che accetta a testa alta le sfide di un mercato, sicuramente non facile, che andrebbe affrontato puntando sulla diversificazione dell'offerta e, possibilmente, su una maggiore coesione tra i produttori.

Una giornata utile e ricca di spunti, una manifestazione riuscita che si inserisce nel ricco calendario di iniziative che, per tutto il 2015, ci accompagnerà nel celebrare i 50 anni dell'Associazione Italiana Sommelier.

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