Icewine – The complete story

Icewine - The complete story

Dopo lunga ricerca, ho trovato un libro in lingua inglese, forse l’unico finora scritto sull’argomento che abbia trattato gli Icewine in maniera completa ed esaustiva. Si tratta di “ICEWINE – The complete story” scritto da John Schreiner e pubblicato nel 2001 dalla casa editrice Warwick Publishing di Toronto.

La partecipazione ad un seminario di degustazione sugli Icewine mi ha lasciato molto colpito; sono rimasto affascinato da questo particolare tipo di vini e col desiderio di assaggiarne altri ed approfondirne la conoscenza. Dopo lunga ricerca, ho trovato un libro in lingua inglese, forse l’unico finora scritto sull’argomento che abbia trattato gli Icewine in maniera completa ed esaustiva. Si tratta di “ICEWINE – The complete story” scritto da John Schreiner e pubblicato nel 2001 dalla casa editrice Warwick Publishing di Toronto.

Il testo è suddiviso in quattro sezioni. Si inizia cercando di ricostruirne la storia produttiva degli Icewine, o forse sarebbe meglio usare la dizione tedesca Eiswein, poiché proprio in Germania si effettuarono le prime accidentali vinificazioni con uve congelate a causa di improvvisi e drastici cali di temperatura, che sorpresero i viticultori mentre aspettavano il momento propizio e la giusta maturazione per la produzione di quella tipologia di vini che oggi chiamiamo “vendemmia tardiva”. La sorpresa del gelo e le preoccupazioni di aver perso tutto furono pari allo stupore che accompagnò i primi assaggi di quello che era un inaspettato e delizioso prodotto del freddo.

È una storia che si ripete con quel fascino che un Icewine esercita su chi lo assaggia per la prima volta, conquistandolo immediatamente, e che portò successivamente a una continua sperimentazione nel tentativo di ricreare in vigna quelle condizioni favorevoli al fine di ottenere una produzione non più frutto solo del caso.

La seconda sezione si occupa dei due paesi produttori storici di Eiswein: la Germania e l’Austria. Di entrambe vengono descritte le aree produttive, i vitigni impiegati e la storia nazionale della produzione, da quella improvvisata e casuale delle origini a quella metodica e pianificata di oggi. In queste nazioni produrre Eiswein non è scontato, è difficile ed antieconomico. Tuttavia inserire nel proprio portfolio un Eiswein è un sfida che ripaga pienamente, dimostrando la capacità tecnica dell’enologo e rinnovando il blasone della casa produttrice.

La sezione successiva é la più corposa e si occupa degli Icewine prodotti nel Nord America. La parte del leone la fa il Canada, il maggiore produttore al mondo. A dispetto della loro breve esperienza in campo vitivinicolo i produttori canadesi sono riusciti, anche grazie all’aiuto di madre natura che riproduce ogni anno le condizioni meteorologiche ideali per questa singolare vendemmia, a selezionare vitigni idonei a crescere e fruttificare nel loro territorio, affinando via via le tecniche produttive, fino a consolidare una indiscussa posizione di vertice a livello mondiale. Ben dettagliata è la descrizione della vendemmia, svolta di notte ed in condizioni proibitive; poi alcuni aspetti della vinificazione e cenni sulla cura delle vigne. Un breve spazio viene anche riservato ai produttori statunitensi che ricorrono spesso all’impiego di freezer commerciali per ottenere l’effetto del gelo sulle uve; solo in alcune aree del nord si riescono a produrre “naturalmente” gli Icewine.

L’ultima sezione è dedicata a tutti gli altri produttori di Icewine, dai paesi europei, all’Australia e alla Nuova Zelanda; si tratta di produzioni minime e poco costanti. Nel nuovo mondo, come negli USA, si ricorre spesso all’impiego dei freezer commerciali limitando i rischi e perdendo, probabilmente, quel quid che la natura spesso imprime dove ha modo di agire e che rende gli Icewine così speciali!

Tutte le sezioni si chiudono con delle schede sui principali produttori dei vari paesi trattati; per ogni cantina sono riportate la storia, la prima produzione di Eiswein/Icewine, la filosofia produttiva e le vendemmie migliori. È una produzione difficile, quasi eroica, in continua lotta con condizioni meteo-climatiche avverse, quasi al limite per la sopravvivenza della vite, con i parassiti, le muffe e con gli animali selvatici (cinghiali, cervi, orsi e uccelli) sempre disposti a predare i grappoli prima che il gelo abbia svolto il suo lavoro.

Il libro è bellissimo, infatti all’epoca fu un autentico successo editoriale. Allora poco si conosceva sugli Icewine e nulla, o quasi, era stato scritto su tale soggetto. Con grande rammarico devo dire che oggi non è cambiato molto e l’argomento Icewine è rimasto ai più misconosciuto e la produzione è rimasta all’interno di una ristretta nicchia, poco accessibile al grande pubblico.

Buona lettura!

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