Il tempo in una bottiglia – Storia naturale del vino

Il tempo in una bottiglia – Storia naturale del vino

Il vino ha accompagnato l’uomo, in un rapporto fatto di sensi, piaceri e scienza, nel suo complesso viaggio evolutivo. Gli autori di questo singolare saggio, Ian Tattersall e Rob DeSalle, affrontano il variegato mondo del vino e, simulando una piacevole chiacchierata di fronte ad un buon bicchiere di vino ne trattano i più diversi punti di vista.

Come e perché gli acini d’uva spremuti diventano vino? Per spiegarlo bisogna tornare all’inizio di tutto: agli atomi e alle molecole, ai “mattoni” che plasmano tanto l’universo quanto il vino (Rob DeSalle e Ian Tattersall)

Il vino ha accompagnato l’uomo, in un rapporto fatto di sensi, piaceri e scienza, nel suo complesso viaggio evolutivo. Gli autori di questo singolare saggio, Ian Tattersall e Rob DeSalle, il primo curatore del dipartimento di antropologia del Museo di storia naturale di New York e il secondo biologo e curatore del dipartimento di entomologia, affrontano il variegato mondo del vino e, simulando una piacevole chiacchierata di fronte ad un buon bicchiere, ne trattano i più diversi punti di vista, passando dalla storia alla biochimica, per arrivare ad affrontare temi legati all’antropologia e alle neuroscienze.

L’impianto narrativo prende le sue mosse da una sperduta località dell’Armenia, Areni. In questo piccolo paese si trova la più antica testimonianza di vinificazione, costituita da una vasca scavata nell’argilla, risalente a circa seimila anni fa, che serviva a pigiare l’uva. Da lì la storia racconta che il vino, nel suo lungo viaggio partendo da quell’angolo del Medio Oriente, ha conquistato Nord Africa, Grecia, Penisola Italica e Iberica, fino a raggiungere il cuore dell’Europa, intrecciando il suo destino con la cultura di tutti i popoli. Non manca un interessante capitolo sulla “malattia americana”, la piaga della fillossera che a partire dal 1866 mise in ginocchio la produzione vitivinicola dell’Europa.

In questo saggio tuttavia non si parla solo di storia. Gli studi sulla evoluzione mostrano come i nostri antenati primati avessero specializzato recettori per percepire i messaggi chimici legati allo sviluppo di alcol della frutta matura ed attraverso comprovate basi di neuroscienze viene trattato il problema degli eccessi di alcol e la loro correlazione con i segnali rilasciati al corpo ed al cervello.

Una ricca, ma accessibile trattazione scientifica, articolata fra genetica, geologia e biochimica, illustra i passi salienti nel percorso che dalla vite e dall’acino porta al vino, e approfondisce quei lineamenti che fanno del “terroir”, il punto di contatto fra clima, terra, fattori territoriali e culturali, che si uniscono per generare un ambiente unico per la produzione di un vino contraddistinto da tratti sensoriali inconfondibili.

Gli autori non tralasciano poi gli aspetti fisiologici che sono alla base dall’analisi sensoriale e della degustazione del vino, le cui interazioni con i nostri sensi sono sapientemente spiegate affiancando ai termini scientifici quei concetti analitico-descrittivi cari al Sommelier.

E infine uno spazio in chiusura viene dedicato agli aspetti legati all’evoluzione futura delle nuove tecnologie e dell’ingegneria genetica applicate all’enologia ed alla viticoltura ed ai legami con i cambiamenti climatici.

Un libro che in definitiva ci guida in un approccio al vino multidisciplinare, mettendo in evidenza la complessità scientifico-culturale che ha favorito l’attribuzione a questa bevanda, nel corso della sua storia, dell’epiteto di “nettare degli dei”.

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