Champagne – Il sogno fragile

Champagne - Il sogno fragile

Per molti è il vino dei sogni, esclusivo ed inarrivabile; per alcuni è un vino che fa sognare, che induce spensieratezza, richiama la voglia di far festa, di gioire; per altri ancora è un sogno irrealizzabile, troppo costoso, segno di lusso e talvolta anche di spreco. Ci pensa Samuel Cogliati a riportarci coi piedi per terra col suo libro “CHAMPAGNE – Il sogno fragile”, scritto in collaborazione con Jean-Marc Gatteron e con il contributo del Prof. Gérard Liger-Belair

Lo Champagne è un vino da sogno!

Per molti è il vino dei sogni, esclusivo ed inarrivabile; per alcuni è un vino che fa sognare, che induce spensieratezza, richiama la voglia di far festa, di gioire; per altri ancora è un sogno irrealizzabile, troppo costoso, segno di lusso e talvolta anche di spreco.

Comunque la si voglia intendere, questo vino sembra possedere la straordinaria dote di distaccarci dalla realtà. Sarà la sua effervescenza che ci solletica il naso, aggiungendo alla degustazione un’altra dimensione tattile; oppure il modesto tenore alcolico, spesso poco percettibile, che induce una dolce e discreta ebbrezza nell’incauto bevitore; oppure il suo blasone, la sua esclusività e il suo prezzo che coinvolgono anche emotivamente l’assaggiatore, soprattutto se poco esperto, portandolo a formulare giudizi entusiastici anche quando si ha a che fare con vini di modesta qualità.

Ci pensa Samuel Cogliati a riportarci coi piedi per terra col suo libro “CHAMPAGNE – Il sogno fragile”, scritto in collaborazione con Jean-Marc Gatteron e con il contributo del Prof. Gérard Liger-Belair (già ospite di questa rubrica nel dicembre 2014). Il testo, pubblicato da Possibilia Editore, può essere a giusta ragione annoverato tra le perle della piccola editoria, poiché l’autore ha deciso di fornire una chiave di lettura originale e completamente inusuale rispetto a quella comunemente adottata nella sconfinata letteratura sullo Champagne.

La struttura è sempre la stessa: un po’ di storia, l’ambiente ed il territorio, i vitigni e i cru, il metodo produttivo e la tecnica della degustazione. Tuttavia, sin dalle prime pagine si scopre che il libro ha un taglio diverso, è impostato in una maniera non comune; non si va a vedere il mondo platinato e dorato delle grandi maison, ma si vuole indagare a fondo su quelli che sono i pregi e soprattutto i difetti di una produzione spesso orientata al massimo lucro per l’intero indotto produttivo e poco rispettosa dell’ambiente. Cogliati, da esperto conoscitore della materia e con la sua brillante capacità espositiva, ci porta su un nuovo percorso cognitivo che pone in discussione numerosi preconcetti e luoghi comuni, proponendo delle degustazioni particolari, molto personalizzate, con temperature di servizio inusuali (chi ha detto che lo Champagne va sempre servito a 6-8° C?) e con una tecnica di servizio del vino assolutamente irrituale (chi ha detto che lo Champagne non deve essere scaraffato? Oppure: chi dice che lo Champagne debba seguire un rigoroso e standardizzato ordine di servizio?).

Di grande rilievo l’esteso capitolo dedicato alle degustazioni; l’autore pone la sua lente d’ingrandimento sui produttori artigianali, sui Récoltant-Manipulant (poche eccezioni per alcuni Négociant-Manipulant), soprattutto per coloro che hanno scelto produzioni più rispettose dell’ambiente e tecniche di vinificazione poco interventiste (se così si può dire, parlando di un metodo di produzione completamente artificiale come il méthode champenoise). Produttori in controtendenza che hanno perseguito la difficile via del Biologico, del Biodinamico ed in casi estremi del “Vino Naturale”, cercando non solo una propria filosofia produttiva, ma anche una certificazione riconosciuta ed affidabile, arrivando perfino ad autoregolamentarsi ove necessario.

Molto interessanti i risultati delle degustazioni alla cieca, adottate per completare le schede dei vari produttori, e le considerazioni sul rispetto del terroir e sull’impatto del dosage o del legno, così come il contributo del Prof. Liger-Belair con i suoi studi sullo sviluppo del perlage all’interno vino.

Libro molto piacevole da leggere, ricco di contenuti, corredato di mappe acquerellate dei vari areali produttivi, di foto e grafici, di cui ho apprezzato l’acuto spirito critico e l’onestà intellettuale con cui l’autore spiega apertamente i criteri di valutazione adottati e i contesti in cui le degustazioni si sono svolte.

Buona lettura!

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