Vini da scoprire – La riscossa dei vini leggeri

Nel mondo del cinema la parola “sequel” è molto ben conosciuta e definisce un prodotto che pur avendo senso compiuto preso a sé stante, è in realtà il prosieguo di una pellicola precedente. Si è così diffusa questa moda che è abbastanza frequente trovare tre, quattro, cinque o più prodotti cinematografici con lo stesso titolo, quasi a formare i vari episodi di una storia più lunga e completa. Purtroppo queste produzioni non sono sempre fortunate e spesso il prodotto “derivato” è di qualità più scadente rispetto all’originale o comunque non soddisfa le aspettative del pubblico di appassionati che, come noto, ha sempre grandi pretese nei confronti dei propri beniamini.

La tendenza è probabilmente mutuata dalla letteratura in cui le saghe di taluni autori hanno catturato l’attenzione di un nutrito stuolo di seguaci proponendo spesso sugli scaffali delle librerie prodotti editoriali seriali di grande successo (si pensi a Harry Potter, al Commissario Montalbano e tantissimi altri).

La letteratura enoica non è rimasta immune da questo orientamento. Tuttavia la regola secondo cui il prodotto successivo non è mai all’altezza del precursore spesso non viene rispettata; anzi recentemente è comparso in libreria un libro che la mette in seria discussione. Si tratta di Vini da scoprire – La riscossa dei vini leggeri, pubblicato da Giunti Editore e scritto da tre autori molto apprezzati nel mondo del vino: Armando Castagno, Giampaolo Gravina e Fabio Rizzari. Anche in questo caso parliamo di un “sequel” ma la qualità del libro è assolutamente di primo livello.

Cos’è che rende così apprezzabile questo prodotto editoriale?

Ci sono gli elementi di qualità della prima edizione: stesso editore, medesima veste grafica, scelta di vini pressoché sconosciuti, alternanza degli autori nella descrizione di vini e cantine, stile narrativo avvincente, semplice e privo di tecnicismi. Ma il valore aggiunto è in ciò che cambia, nella novità ben rappresentata nel sottotitolo “La riscossa dei vini leggeri”. Infatti il filo conduttore del testo è nella scelta dei vini “poco o per nulla noti, artigianali nella fattura e sorprendenti da bere”. Prodotti la cui principale caratteristica è la leggerezza, non tanto nella struttura, quanto nella facilità di beva; vini che si propongono in maniera coinvolgente invitando spontaneamente al secondo sorso, a un altro calice e un altro ancora, fino al fondo della bottiglia. Il comune denominatore è una dinamica gustativa agile e una beva facile e gratificante.

Ogni vino è presentato in maniera molto originale, con un linguaggio snello e di presa immediata. I diversi prodotti spesso vengono accostati caratterialmente alle persone che li producono: affabile, timido, scontroso, reticente, veemente, esuberante, ecc. Qualche volta si ricorre all’iperbole con accostamenti di parole inusuali ma di grande effetto: immaginate un vino che “profuma di mille cose senza essere pesante”!

Le varie schede propongono gustose e dotte citazioni, giustapposte a cesellare il carattere e la struttura dei vini e a tratteggiarne l’analisi sensoriale senza sconfinare in un linguaggio irto di tecnicismi e astrattezze. Una lettura leggera e godibile per i professionisti e gli appassionati ma aperta e comprensibile anche a profani che si accostano al mondo della letteratura enoica.

Chi avesse perso il primo “Vini da Scoprire” può ricominciare da qui.

Chi proprio non ne può fare a meno e deve snocciolare tutta la storia può cercarli entrambi e fare “doppietta”.

In ogni caso chi dovesse trovarne uno o entrambi sotto l’albero il prossimo Natale sarà sicuramente molto felice e grato e passerà piacevoli ore immerso nella lettura con la novità dei “Vini da Scoprire” abbinata all’avventurosa “Riscossa dei vini leggeri”.

Buona lettura!

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