Il Crémant secondo Furlan

Bolle di un dio minore. 

Rompere l’incantesimo delle bollicine assolute, quelle che fluttuano dalle parti di Épernay per intendersi, con sette vini spumanti prodotti in aree vinicole dove dominano splendidi vini fermi, è come sfidare gli dei dell’Olimpo. Sfida vinta da Eddy Furlan, che ha condotto magistralmente la serata “Crémant di Francia”, voluta da Attilia Medda e dalla sua Delegazione Gallura, lo scorso 14 marzo. Il mondo dei crémant non può competere con quello blasonato degli champenoise, ça va sans dire. Tuttavia, questi vini, che per storia (o leggenda) stanno alle origini della spumantizzazione francese, rivelano un loro fascino discreto e coprono una fetta di mercato sempre più importante. Delle otto AOC Crémant di Francia oggi riconosciute, le sette scelte per la serata gallurese rappresentano una rosa significativa di stili e terroir. Furlan ha avuto dalla sua l’appassionata competenza tecnico-enologica per raccontare un metodo classico, dove vitigni di pregio e varietà regionali concorrono per tradizione alle cuvée, con distinte sfumature gusto-olfattive. Un viaggio che è stato anche un intrigante esercizio gourmet, grazie agli abbinamenti proposti dal relatore, la cui squisita finezza in fatto di cibo è cosa nota in AIS.

La natura tattile del crémant

Per disciplinare, i Crémant di Francia sostano minimo 9 mesi sur lattes (sui lieviti) e sviluppano una pressione al di sotto delle 6 atmosfere, producendo un’effervescenza più delicata rispetto a uno champagne. Le sensazioni stimolate dalla CO₂ richiamano al palato immediate similitudini con preziose trame di seta (satin, chiffon). Una degustazione che apre i sensi, sorso dopo sorso, passando per ciò che meglio definisce questa tipologia ovvero la cremosa soavità della spuma. Grazie anche ai colleghi sommelier del gruppo di servizio, impeccabili nei tempi, abbiamo potuto apprezzare il potenziale espressivo di queste rarefatte bollicine.

Di seguito gli appunti di degustazione.

  • Crémant de Limoux Brut AOC – Maison Guinot Tendre Imperial

chardonnay 60%, chenin blanc 30%, mauzac 10%

Coltura tradizionale delle vite e sboccatura alla volée per questo crémant nato in una azienda storica nella produzione del Blanquette de Limoux con metodo ancestrale. Un brut dedicato a un suo illustre cliente, lo zar Nicola II di Russia. Chardonnay con i suoi fini aromi floreali, lo chenin blanc per la freschezza e il mauzac, che conferisce struttura e carattere territoriale alla cuvée. Fragrante crosta di pane rustico, seguono frutta a polpa gialla e note di sottobosco, portate in dote dal mauzac. Mediamente fresco, di discreta sapidità. Crudo di ostriche.

  • Crémant de Die Brut AOC – Maison Monge Granon

clairette blanche 83%, aligoté 15%, muscat a petit grains 2%

Casa vinicola da quattro generazioni oggi biodinamica. Un Brut a base clairette che riposa sui lieviti dai 2 ai 4 anni. Grande lucentezza, con spuma cremosa e compatta, presagio di una resa avvolgente al palato. Fiori di mandorlo, mela verde e pasta lievitata lievemente acidula. Fresco e sapido. Da tenere sullo scaffale ancora un po’. Assiette di piccoli crostacei.

  • Crémant du Jura Blanc Brut AOC Côte du Jura – Domaine Pignier

chardonnay 100%

Azienda biodinamica con certificazione Demeter, lavora con interventi minimi in cantina senza aggiunta di zuccheri o lieviti. La presa di spuma avviene a settembre, aggiungendo al vino base un pied de cuve del mosto in fermentazione dalla nuova vendemmia. Le bottiglie riposano sotto le antiche volte della cantina storica di famiglia. Si presenta cristallino, giallo paglierino. Numerose, di grana fine e persistenti le bollicine. Pesca bianca, susina e mollica di pane delineano un corredo olfattivo di media complessità. Sottile e asciutto l’ingresso in bocca, si congeda sapido e minerale. Tagliolini ai finferli.

  • Crémant de Bourgogne Rosé AOC – Vitteaut Alberti

pinot nero 100%

Vitteaut Alberti vinifica le sue bollicine da terroir selezionati nelle Hautes-Côtes de Beaune e nella Côte Chalonnaise. Sosta minima sui lieviti 16-18 mesi per i suoi crémant. Un rosé che cattura lo sguardo con il suo lucente e voluttuoso rosa salmone dai bagliori ramati. Apre su note di pesca noce, prugnolo maturo, lampone. Deliziosi accenni di pan brioche. Un crémant elegante che rivela la classe indiscussa del pinot nero in purezza, ma declinato in rosa. Tartare di ricciola.

  • Crémant de Lisennes, Crémant de Bordeaux AOC – Maison Château de Lisennes

sémillon 80%, sauvignon 10%, muscadelle 10%

Estese sulle dolci colline di Entre-Deux-Mer le vigne di Chateau de Lisennes, oltre alle uve rosse del tipico taglio bordolese, ospitano sémillon, sauvignon e muscadelle, tutte comprese nella cuvée del crémant della casa. Brillante paglierino luminoso. La fine effervescenza introduce nuance agrumate, mela rossa, susina, origano fresco, accenni fumé e biscotto. Ingresso fresco-sapido, manifesta una composta e discreta morbidezza. In chiusura un ritorno di agrume. Asparagi bianchi e uova.

  • Crémant de Loire Brut AOC – Pureté de Silex, Maison Clos de la Briderie

chenin blanc 40%, chardonnay 20%, cabernet franc 20%, cabernet sauvignon 20%

Cru dell’azienda di Vincent Girarault, Clos de la Briderie si trova nei pressi di Tour sulla riva destra della Loira. Conduzione biodinamica e rispetto del carattere territoriale dei suoi vini, utilizzo di lieviti indigeni. Il nome scelto per il crémant celebra il carattere di questi suoli ricchi di selce. Cristallino, tenue paglierino vivace. Le bollicine fini e persistenti gli conferiscono un aspetto eccellente nel calice. Mela golden, minuti fiori gialli. Cenni di lievitazione e sbuffi minerali a completare il profilo. Sottile ed elegante la dinamica del sorso, che permane fresco con accenti sapidi in evidenza. Frittura di pesce.

  • Crémant d’Alsace Extra Brut AOC – Domaine Meyer-Fonné

pinot bianco, chardonnay, riesling

Vigneti distribuiti su alcuni dei più importanti cru dei Pays de Colmar, i Meyer-Fonné vignaioli da più di due secoli, vinificando separatamente le uve provenienti da differenti parcelle, alcune situate sui ripidi pendii tipici del vigneto alsaziano. Un extra brut brillante, paglierino con riflessi dorati. Bollicine fini, numerose e persistenti. Esordisce fruttato; mela golden e ananas; seguono note di gelsomino e cenni di erbe aromatiche. Al palato l’attacco è asciutto e moderatamente caldo, carezzevole e glicerico. Chiude con ritorni fruttati e composta freschezza. Un brut elegante, che conferma la vocazione di questa AOC per la tipologia crémant. Crudité di scampi.

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