Uno scudo rosa a difesa delle donne

In un inizio 2018 che ha visto in Sardegna un sorprendente boom di nuovi vini rosati, tutti tra l’altro di qualità rimarchevole, non poteva mancare all’appello una cantina storica come Contini, tra le prime a credere decisamente in questa tipologia grazie ad un classico aziendale come il Nieddera Rosato. Per l’occasione si è deciso di completare la linea “I Giganti”, dedicata ai colossi in pietra di Mont’e Prama, che già aveva messo in fila in questi ultimi anni il bianco, ottenuto da vernaccia di Oristano e vermentino, e il rosso, ottenuto da nieddera. I Giganti Rosa, quindi, con una dedica speciale all’universo femminile che non si ferma certo al livello di belle intenzioni, dal momento che una parte dei proventi della vendita di questo vino verrà destinata alla Onlus Prospettiva Donna, meritoria associazione attiva da anni nell’assistenza a donne e bambini vittime di violenza.

Anche la presentazione ufficiale del Giganti Rosa ha seguito questa importante fonte di ispirazione tutta al femminile. Nella mattinata di venerdì 27 aprile, l’azienda Contini ha riunito nella propria sede di Cabras rappresentanti dei media e operatori del settore, proponendo un incontro-dibattito che ha dimostrato come anche in un contesto edonistico come la presentazione di nuovo vino si possano affrontare temi di grande rilevanza sociale, trovando il registro più adeguato. L’elenco degli interventi, abilmente moderati dalla giornalista di Sardinia Post Donatella Percivale, si è articolato in una serie di testimonianze al femminile di grande interesse. A cominciare da Monica Contini – rappresentante, insieme ad Alessandro e Mauro, della quarta generazione alla guida dell’azienda familiare – che ha ripercorso velocemente l’elenco di figure femminili di eccellenza che hanno costellato la storia della nostra isola e ha ricordato come anche il prendersi cura della valorizzazione del territorio attraverso la produzione di vini di qualità è assimilabile alla funzione materna di continuazione della specie. A Patrizia Desole, presidente di Prospettiva Donna, è spettato il compito di introdurre uno degli argomenti forti del dibattito, la vera e propria “guerra civile” che vede le donne sotto la minaccia costante di una parte del mondo maschile, minoritaria certo, ma pur sempre fonte di allarme e pericolo. E sempre Patrizia Desole  ha regalato alla platea una bella citazione di Nereide Rudas, la psichiatra recentemente scomparsa, che così recita “Il mondo deve iniziare a parlare il più presto possibile con voce di donna”. Alessandra Meddi, ristoratrice romana trapiantata a Cagliari, e Claudia Pinto, Sommelier ed Enotecaria, hanno raccontato la loro esperienza umana e professionale, legata al filo doppio all’impegno e alla passione, ricordando anche l’importante ruolo ricoperto dall’associazione Le Donne del Vino che proprio di recente ha celebrato i trent’anni di attività. Le ospiti “continentali” Licia Granello, giornalista di Repubblica, e Maida Mercuri, Sommelier e Ristoratrice, autodefinitesi “sorelle di vita” in virtù della lunga e solida amicizia che le lega, hanno ripercorso i propri percorsi professionali che hanno preso il via in epoche e ambiti lavorativi non proprio favorevoli alla presenza femminile. Ma grazie al coraggio e alla determinazione sono riuscite a realizzarsi pienamente come donne e come professioniste. Il termine “guerra civile” è senza dubbio un’espressione  forte, ma purtroppo di emergenza sociale vera e propria si tratta, e bisogna affrontarla tutti insieme, uomini e donne, magari partendo dalla quotidianità anche sotto forma di scelte terminologiche consapevoli, che ribadiscano il rispetto per la figura femminile e definiscano il male per quello che è, senza eufemismi o giustificazioni di comodo.

Tornando al nuovo vino, alla “nostra” Sofia Carta è spettato il compito di raccontare, in modo magistrale peraltro, I Giganti Rosa. La luminosa veste rosa tenue di stampo provenzale è un biglietto da visita d’eccellenza, confermato da un quadro aromatico intenso e variegato, che propone in sequenza raffinati sentori di fragola di bosco, ribes e rose, arricchiti da suggestioni minerali e balsamiche e da un lampo finale di pepe rosa. L’assaggio è pieno, ricco ed equilibrato e dinamico, pienamente rispondente nel proporre in fase retronasale tutte le sensazioni percepite all’olfatto, in un quadro complessivo di grande eleganza. Un vino, come ha raccontato l’enologo Piero Cella, nato dall’idea di mettere insieme due grandi espressioni del vigneto aziendale, il nieddera coltivato nella valle del Tirso e il cannonau proveniente dai filari impiantati alle pendici del Monte Arci, così da trovare una sintesi tra caratteristiche diverse ma complementari. Una piccola parte della massa viene sottoposta ad affinamento in legno piccolo. Un vino ambizioso che va a completare una linea che grandi consensi ha già raccolto in questi primi anni di vita.

A completare la giornata all’insegna dell’eccellenza, un ricco e gustoso buffet curato dai bravissimi cuochi del locale cagliaritano Cucina.eat.

Hanno letto questo post [ 724 ]