EurHop! Roma Beer Festival

Diario di una due giorni all’insegna della birra artigianale di qualità.

Nel weekend dal 12 al 14 ottobre si è tenuta a Roma l’edizione 2018 del Salone Internazionale della Birra Artigianale “EurHop!”. L’evento, svoltosi in una sede di grande fascino come il Salone delle Fontane all’Eur, è stato un’imperdibile occasione per degustare nei tanti stand allestiti uno smisurato assortimento di differenti tipologie di birre, a scelta fra circa 800 etichette, alcune delle quali quasi un unicum nel mondo brassicolo internazionale.

EurHop! è ormai considerato un appuntamento italiano di grande prestigio e richiamo per il mondo della birra artigianale di qualità. L’organizzazione, come ogni anno, è affidata a Publigiovane Eventi, editrice tra l’altro del magazine Fermento Birra, e a Ma Che Siete Venuti a Fa’, lo storico pub romano del guru dei publicans Manuele Colonna.

Il Salone delle Fontane all’Eur ha costituito una location ottimale per l’evento. Quest’opera, espressione del Razionalismo italiano, ideata dall’architetto Gaetano Minnucci agli inizi degli anni 40 in occasione dell’Esposizione Universale prevista per il 1942, ha offerto la possibilità di godere delle degustazioni sia negli spazi esterni – visto il favore della condizioni meteo, in una bella scenografia, a ridosso del complesso delle fontane e dell’austero colonnato, contornata da un’area street food di eccellenza – sia nella grande sala interna dove sono stati collocati i circa 45 stand che ospitavano i vari birrifici partecipanti.

Dopo le formalità di rito alla registrazione, nel primo pomeriggio di sabato, non senza una certa trepidazione, ho fatto ingresso nell’ampio salone già gremito. La nutrita serie di espositori e di etichette presenti fornivano subito un impatto coinvolgente che richiedeva senz’altro un momento di necessario orientamento.

“EurHop! Roma Beer Festival” è un evento a inviti e la selezione dei birrifici partecipanti è stata operata appunto da Manuele Colonna e dal suo staff del pub Ma Che Siete Venuti a Fa’, con l’obiettivo di garantire una vasta scelta di qualità sia per i più navigati beer geek, che per i bevitori occasionali, potendo spaziare tra una vasta selezione di birrifici italiani e una interessante rappresentanza di quelli esteri, tra cui belgi, americani, scandinavi, ecc.

Anche la nostra Isola era ben rappresentata; presenti infatti il birrificio P3 Brewing Co. di Sassari, che, fra le altre etichette di prestigio già apprezzate dai birrofili, presentava la nuova nata dal bizzarro nome 079, una extra brut IPA dal grande bouquet floreale e mediterraneo, ben secca e di grande beverinità, e il Birrificio di Cagliari, che insieme al corredo delle tradizionali birre offriva la possibilità di degustare due nuovi Sidri freschi e dissetanti, Kara Mela, acidulo e secco, e Stra Fico al fico d’india, leggermente amabile, fruttato e aromatico.

L’impulso primario, all’interno di questa vasta possibilità di scelte, è stato ovviamente quello di approfittare di cotanta bellezza lanciandosi in una massiva degustazione, al massimo possibile. Ritornando poi con i piedi per terra e valutando anche l’avanzare dell’età, è stato più saggio pianificare le degustazioni dando anche un’occhiata alla dettagliata brochure consegnatami all’ingresso.

Numerose comunque le etichette degustate e, anche se sinteticamente, vale la pena illustrare alcune interessanti realtà che ho avuto modo di degustare.

13 ottobre

Taras Boulba; Brasserie de la Senne. (BEL), Session beer, 4.5% – Secca, buon amaro da generosa luppolatura. Note fruttate di agrumi, leggera resina e floreale.

Saison du Meyboom; Brasserie de la Senne (BEL), Saison, 5.5% – Profumi terrosi e vinosi, asciutta, dalle sensazioni vinose anche al palato. Note di malto e deciso finale luppolato.

Kveikaroo; Birrificio Bådin (NOR), Norvegian farmhouse ale, 6% – Collaboration con il birrificio australiano Nomad – Impronta olfattiva vinosa e maltata. Note iodate e salmastre. In bocca regala fruttuosità, sapidità e note croccanti di frutto a polpa gialla e acino d’uva. Amara e lunghissima. Colture di antichi lieviti norvegesi Kveik.

Surette Reserva Palisade Peach 2017; Birrificio Crooked Stave (USA), Sour-ale, 6% – Naso pungente, acidità di frutti freschissimi, leggero lattico, boisé, gomma. In bocca è inizialmente spigolosa, acida, ma si equilibra con note di pesca, malto e una elegante sapidità finale. Affinata in botti di quercia.

Fluctuation; Birrificio Equilibrium (USA), Double IPA 8.1 % – Impatto di grande intensità, con luppoli in evidenza, resina di pino, ginepro, in una trama maltato-caramellata leggera e un fruttato esotico e agrumato. In bocca è esplosiva, con l’alcol perfettamente addomesticato da una struttura ben presente. Ricca con le componenti olfattive che si propagano senza sosta nel palato. Amaro deciso ma equilibrato. Interminabile

Hop Machine; Birrificio Pontino (IT), double IPA, 7% – Olfatto agrumato deciso. La frutta a nocciolo e il balsamico si fondono poi a leggere note caramellate. Gusto pieno, di corpo, con amaro ben presente ed elegante.

Warpigs Elite Human; Birrificio Mikkeller (DEN), NEIPA, 6.5% – Cremosa sia alla vista che al palato. Frutti gialli, eucalipto. Succosa pesca e un finale resinoso-agrumato sostengono il sorso.

Tras in Camisa Duu, Birrificio Lambrate (IT), Berliner weisse, 4%. – Al naso le sensazioni acido-lattiche si intrecciano con la nota esotica del mango e del passion fruit donando freschezza al bouquet. In bocca è lattica e rinfrescante; nella corsa gustativa l’acidità lascia spazio al gusto tropicale del frutto che si dipana nel finale persistente.

Apricot; Birrificio Cascade (USA), Sour all’albicocca, 8.5% – Frutto fresco di albicocca con una nuance sciroppata. Acidità al palato ben dosata in un contesto di frutta fresca e croccante. Lunghissima

Pistachio Super Void; Birrificio Coppertail (USA), Imperial stout, 12% – Interessante bouquet ricco di tostato con una nota prevalente di pistacchio e mandorla, nutella, caffè, radice di china. In bocca esalta le componenti legate alla frutta secca per poi lasciare spazio all’alcol e al finale ammandorlato.

Rubycite; Birrificio Jester King (USA), Kriek, 5.9% – Fresca al naso, con amarena e frutti di bosco immersi in una ventata di fiori rossi, viola e rosa baccarat. In bocca, all’ingresso, sferza il palato con una freschezza che lascia poi spazio alle note di ciliegia croccante. Lungo finale leggermente sapido.

Cinsault; Brasserie Cantillon (BEL), Sour IGA, 7%. – Vinosa, ricca di frutti freschi. In bocca è decisamente acidula, corroborata dalle sensazioni vinose quasi croccanti del chicco d’uva. Sorso rinfrescante e lungo.

14 ottobre

Samos; Birrificio Sagrin (IT), IGA con Moscato, 5.5% – Naso fresco di drupacee (pesca, albicocca), accompagnato da una delicata vinosità mielata. In bocca coniuga una rinfrescante nota acidula alla percezione del vitigno che regala morbidezza al sorso. Molto beverina e dissetante.

Quarta Runa; Birrificio Montegioco (IT), Sour alle pesche rune, 7% – Profumi prevalenti di frutta, con la pesca in primo piano, leggero erbaceo e floreale. In bocca, l’ingresso denota freschezza unita alla fruttosità in cui il gusto della pesca si esalta equilibrato da una decisa acidità, dando nel complesso sostegno a una lunga persistenza.

Brown Porter; Birrificio Canediguerra (IT), Porter, 3.8% – Complesso corredo di note tostate, dal caffè al cappuccino, nocciola gianduia, leggera radice di liquirizia, frutti di bosco e un sottile boisé. In bocca scorre facile e snella, riportando al palato i sentori preannunciati al naso.

Xyauyù Kioke; Birrificio Baladin (IT), Barley wine invecchiato 18 mesi in botti giapponesi di ciliegio, 12% –  Ambrata, velata senza schiuma. Naso di grande ricchezza; una sapiente fusione di nocciole tostate, mandorle, una punta di umami, cacao e radice di china. In bocca ha un’ampiezza di gusto ricca ed elegante, in cui le note olfattive ritrovano spazio, in una densa matrice eterea, che ricorda per un verso i blasonati sherry.

Gong; Birrificio Bonavena (IT), Robust porter, 6.5% – Ricco bouquet di caffè, liquirizia, china e cacao, a cui fa da sfondo una nota di piccoli frutti di bosco. Intensa in bocca pur nella sua fluidità, ripercorre note tostate in cui il cacao e il caffè stimolano il palato. Una leggera freschezza unita a un buon amaro bilanciano il sorso.

Birra Cotta; Birrificio Opperbacco (IT), Barley wine invecchiato in botte condizionata con fumo di toscano extravecchio e fermentata con mosto di Montepulciano, 13% – Naso decisamente complesso, in cui si avvicendano noisette, cacao, uva sultanina, Mon Chérie e un soffio di tabacco. In bocca è calda, piacevolmente rotonda; l’equilibrio si realizza nel connubio fra un gusto dolce di uva passa, cioccolato e il finale amaricante del caffè e del tostato.

Pale Ale; Birrificio Vento Forte (IT), Pale ale, 5.4% – Pale classica dorata dal buon connubio tra le note gusto-olfattive dei malti e quelle dei luppoli, in cui prevalgono il miele di acacia, il biscotto, l’agrume di bergamotto, una freschezza tropicale e il balsamico resinoso. Il sorso è ben asciutto, amaro e di ottima persistenza con un finale esotico e agrumato.

Suburban Saison; Birrificio Rebel’s (IT), Saison, 8% – Ispirazione belga nei toni terrosi e leggermente umici; poi malto, mielato e una piacevole spinta luppolata. In bocca è secca, gradevole nelle note di malto accompagnate dal sentore terroso e da un timbro fresco.

Märzen; birrificio Doge (IT), Märzen, 5.1%, servita in botte a caduta – Birra in rigoroso stile bavarese; ricalca un gusto molto tradizionale, in cui sono prevalenti note olfattive di malto, nelle sue sfaccettature mielate, di caramella d’orzo e biscotto ben amalgamate con una vena erbacea di fieno appena tagliato. In bocca è inizialmente rotonda e scorrevole, poi chiude con un amaricante ben dosato e leggero

Questa sintetica rassegna non rappresenta altro se non la piccola punta di un iceberg rispetto ad una realtà brassicola italiana ed europea che, a distanza di circa 20 anni dalla renaissance del movimento artigianale, non mostra alcun segno di cedimento e anzi in più aspetti manifesta dei trend positivi sia nei numeri, ma soprattutto nella ampiezza di varietà stilistiche e nella qualità, spaziando da validissimi remake di stili tradizionali spesso dimenticati a grandi novità, spesso ai limiti dell’unicità. La realtà italiana si pone ormai nel contesto internazionale come punto di riferimento per chi vuole immergersi in questo particolare panorama produttivo e sicuramente il Beerfestival romano di EurHop!, giunto ormai alla sua sesta edizione, ne è un esempio altamente professionale e accattivante, che offre al bevitore attento e consapevole l’occasione per provare e degustare prodotti interessantissimi, spesso non reperibili al di fuori dell’evento.

Che dire, attendiamo con ansia la prossima edizione!

Guarda il filmato

Hanno letto questo post [ 98 ]