Fumo lento e… – Il fascino dell’abbinamento sigari e distillati

Già da tempo la didattica AIS ha soffermato l’attenzione su ambiti diversi dal vino in senso stretto, come è avvenuto per le birre e i distillati. Negli ultimi anni, grande interesse ha suscitato il mondo del cosiddetto “fumo lento”, soprattutto in un’ottica di accostamento dei sigari alle bevande, e in particolare ai distillati. La Delegazione AIS di Sassari ha proposto, nella giornata di venerdì 6 settembre, un incontro di approfondimento incentrato su questa materia, giovandosi della sinergia tra due relatori d’eccezione come Ivano Menicucci, appartenente alla Delegazione di Roma (ma sardo d’origine per parte di madre), grande conoscitore del mondo dei sigari, e il “nostro” Antonio Furesi, relatore per le lezioni su birre e distillati (e, da pochi giorni, anche Lombardia e Trentino Alto-Adige, congratulazioni!).

L’incontro, ospitato dal Ristorante Fratelli Tola, ha preso il via con una esauriente disamina di Ivano Menicucci sull’universo del tabacco e dei sigari, a cominciare dalle prime testimonianze

dell’utilizzo di foglie di tabacco risalenti a circa 5000 anni prima di Cristo in un’area che si potrebbe localizzare in un ideale crocevia tra gli attuali Perù, Cile, Bolivia e Argentina. Scorrendo velocemente la cronologia, dalla civiltà egizia a quella romana, per arrivare alle popolazioni pre-colombiane, si arriva alla data spartiacque del 1492 con l’approdo di Colombo in quello che diventerà il continente americano. Un vero e proprio Big Bang per la diffusione del tabacco in Europa, una diffusione ostacolata più volte da dazi e divieti per la natura “quasi stupefacente” del tabacco. Comunque, nel XVIII secolo il tabacco diviene di uso comune e nel 1731 appare a Siviglia il primo sigaro con la struttura praticamente uguale a quella attuale. L’intervento di Ivano Menicucci è proseguito con  la descrizione delle tre fasi della produzione dei sigari: agricola, pre-manifatturiera e manifatturiera, un processo che dalla posa dei minuscoli semini della pianta del tabacco porta al prodotto finito. Indispensabile l’acquisizione di un glossario minimo, composto ovviamente da termini in lingua spagnola come capa, capote e tripa (in italiano fascia, sottofascia e ripieno), le tre parti che compongono il sigaro, per proseguire con la ligada (miscela delle diverse foglie), ideata dal Mastro ligador e materialmente realizzata dal torcedor.

Dopo la cena proposta dalla cucina del ristorante Fratelli Tola, accompagnata da uno Chardonnay dell’azienda toscana Capezzana e da un Pinot Noir rosato della cantina lombarda Ca’ di Frara, Antonio Furesi ha descritto il processo di realizzazione dei due distillati in degustazione: il Rum Flor de Caña 12 year Collection Centenario, prodotto dalla Compañia Licorera de Nicaragua, affinato in piccoli barili da 135 litri, utilizzati in precedenza per il Bourbon; la Grappa Segnana Alto Rilievo Riserva, prodotta dall’azienda trentina Segnana, di proprietà dei Fratelli Lunelli (produttori degli spumanti Ferrari, per intenderci), ottenuta da vinacce di uve diverse e affinata in botti da Sherry.

Ed è giunto dunque il momento fatidico della distribuzione ai presenti del sigaro cubano Por Larrañaga. L’esame olfattivo a sigaro spento ha presentato sentori di fieno, miele e frutta secca come nocciola e macadamia. Una volta provveduto al taglio della “perilla” (la testa, cioè la parte che si porta alle labbra) e dell’accensione del sigaro, la fumata si è dimostrata asciugante, presentando sensazioni di secchezza, una leggera dolcezza e la conferma delle note di frutta secca. Un sigaro medio leggero, senza alcuna nota pungente. Il rum, accostato in prima battuta, ha mostrato all’olfatto sentori evoluti con un’impronta vinosa, speziatura dolce di vaniglia e infine scorza d’arancia. Un sorso potente, rotondo, morbido con il ritorno delle note vinose e agrumate. Un buon abbinamento, con la freschezza del distillato a compensare la secchezza del sigaro. La grappa, degustata successivamente, ha mostrato all’olfatto profumi di cedro candito, vaniglia, pasticceria e frutta secca. L’assaggio ha evidenziato la notevole struttura, l’eleganza e il ritorno dei canditi e della frutta secca. Anche in questo caso l’abbinamento col sigaro è stato felice, nonostante la maggiore struttura della grappa. Il giusto tempo da dedicare al fumo lento è proseguito così in maniera molto distesa e conviviale, tra chiacchiere e prove di abbinamento, a conclusione di una serata soddisfacente per tutti i partecipanti, con l’auspicio comune che serate come questa possano diventare un appuntamento fisso una o due volte l’anno.

Foto di Daniela Serra

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