Flaccianello della Pieve 2012

Panzano è un piccolo borgo dal vago sapore medievale immerso nel verde delle colline del Chianti. Oggi frazione di Greve in Chianti, in passato è stato a lungo conteso dalle opposte fazioni di Firenze e Siena le cui lotte hanno segnato le vicende di quei territori per diversi secoli.
Apparentemente un piccolo borgo tanto da non permettere di comprendere, a un osservatore poco attento, quali potessero essere le ragioni che tanto stuzzicarono le brame dei contendenti.
In realtà il versante meridionale della collina su cui si erge Panzano, digradando verso il torrente Pesa, rivela un piccolo tesoro: una valle concava, un anfiteatro naturale, che per la sua storica produttività altamente qualitativa fu denominata “la Conca d’Oro”. Pare che il toponimo sia stato originariamente attribuito per la coltura del grano che, nel periodo in cui le spighe sono in piena maturazione, donava al territorio un caratteristico colore dorato.
Oggi ricoperta di vigneti, la Conca d’Oro mantiene alta quella fama di coltura di altissima qualità; forse per il substrato costituito prevalentemente da terreni galestrosi o per una ben riuscita alchimia tra altitudine ed esposizione, si crea nella vallata un microclima ottimale, prevalentemente caldo e asciutto ma caratterizzato, con l’alternarsi del giorno e della notte, da ampie escursioni termiche che concentrano nei grappoli di sangiovese precursori aromatici che hanno reso celebri i vini prodotti in quel territorio.
In questo suggestivo territorio e con questi presupposti l’azienda Fontodi produce uno dei più ammalianti vini del Chianti: il Flaccianello della Pieve. Da vigne meticolosamente curate e impostate a guyot si selezionano i grappoli migliori da cui si ottiene un mosto di altissima qualità, degno della fama della Conca d’Oro. La fermentazione con macerazione avviene a opera di lieviti indigeni ed è condotta in tini d’acciaio a temperatura controllata. Il vino viene poi travasato in barrique di pregiato rovere di Tronçais e di Allier ove svolge la malolattica e riposa per ben 24 mesi.
Così nasce il Flaccianello, un vino importante che a suo modo ha saputo affascinarmi.
Note di degustazione.
È bastato stappare la bottiglia per sentirne, con effetto immediato, il profumo del vino pervadere tutta la stanza; mi ha fatto esclamare: cominciamo bene!
Nel calice il vino mostra un manto nobile e austero dal colore granato cupo, impenetrabile quasi a tinte noir. Si aggrappa al cristallo, si muove flemmatico e lezioso come se volesse farsi ammirare.
L’incipit olfattivo è un’esplosione floreale e fruttata. Viola e mirtillo in apertura. È uno scrigno di cose buone: vaniglia, macis, more di rovo, crème de cassis, tabacco biondo. Cenni mentolato-balsamici, note di anice stellato e crème brulée.
L’assaggio è altrettanto coinvolgente. Frutto bello, distinto e marcato. Tannino centrale, molto presente e molto piacevole, raffinato. Sapidità decisa, terragna, marcatamente ematica. L’acidità rilancia una dinamica del gusto in continua evoluzione che propone a ogni sorso nuove sorprese. Quando svuoti il calice ti senti appagato e ne vuoi ancora.
Grande struttura. Grande beva. Persistenza infinita.
Grande vino. Sangiovese all’ennesima potenza!
Questo Flaccianello è un vino che cerca le proteine, quelle nobili e pregiate dei bovini chianini, trovando il connubio perfetto con brasati e stracotti.

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