Via col ventuno! Chiacchierata sul nuovo anno

Quello che è appena terminato è stato un anno che ha messo tutti noi di fronte a situazioni inedite ed eccezionali, in una condizione di grande precarietà che peraltro è tuttora in corso, e non è possibile al momento fare previsioni sugli sviluppi futuri. Anche la nostra Associazione, in ottemperanza alle normative nazionali, ha dovuto interrompere la quasi totalità delle attività.

Mi è sembrato opportuno coinvolgere il Presidente di AIS Sardegna Roberto Dessanti per avere un quadro più dettagliato sulle difficoltà gestionali incontrate in questi dodici mesi e per ipotizzare qualche possibile futura evoluzione. E siccome una delle pochissime attività che, pur tra mille difficoltà, si è riusciti a svolgere in continuità con gli anni passati è stata la realizzazione della sezione Sardegna della Guida Vitae 2021, ho pensato di coinvolgere nella chiacchierata anche il referente regionale Pier Paolo Fiori. 

Presidente Dessanti, dall’osservatorio di una sezione territoriale AIS, sotto quale luce appaiono i dodici mesi appena trascorsi? 

L’emergenza sanitaria è intervenuta in un momento di grande sviluppo della nostra Associazione regionale, soprattutto per quanto riguarda l’attività didattica. La necessità di rispettare le prescrizioni anti-Covid ci ha costretto alla sospensione di tutti i corsi in atto, quattro di primo livello e due di secondo livello. Senza parlare degli altri progetti formativi rivolti ai soci sommelier e della attività editoriale già programmata. Quest’anno, per esempio, avremmo dovuto pubblicare la terza edizione della Guida alle birre artigianali della Sardegna, ma abbiamo dovuto prendere atto della impossibilità di portare avanti il progetto. Insomma l’epidemia ci ha imposto un vero e proprio “crash test” che ha messo alla prova la nostra organizzazione e anche il nostro bilancio.

Il blocco quasi totale di ogni genere di attività in presenza ha reso evidente l’esigenza di riformulare la proposta didattica e di approfondimento, vista la necessità di ricorrere a nuovi strumenti di comunicazione il cui utilizzo richiede ovviamente un naturale periodo di rodaggio e di assimilazione delle tempistiche e dei nuovi linguaggi.

Nessuno, penso, si aspettava che l’emergenza sanitaria avrebbe avuto tempi così lunghi. Quando, ai primi di marzo, abbiamo deciso la sospensione delle attività in presenza, confidavamo nel fatto che prima dell’estate avremo potuto riprendere quanto avevamo interrotto.
Questo ci ha portato a non intraprendere immediatamente la strada delle attività da remoto; opportunità che invece abbiamo iniziato a dover considerare in autunno, quando è apparso chiaro a tutti che il blocco delle attività in presenza si sarebbe protratto ancora per un tempo indefinito

Abbiamo quindi iniziato con due seminari in materia brassicola. Soprattutto il secondo, dedicato ad un approfondimento sul ruolo del luppolo nella produzioni della birra, che prevedeva anche la degustazione, ci ha dato indicazioni interessanti; in primo luogo sul gradimento dei partecipanti che è andato oltre le attese. Stiamo quindi valutando la programmazione di un corso di introduzione alla degustazione della birra, in chiave prettamente sommelieristica, che ha avuto peraltro una prima sperimentazione da parte di AIS Campania.  La materia “vino” è invece più complicata da affrontare soprattutto per quanto riguarda la degustazione, ma ci stiamo lavorando; anche sulla base delle indicazioni positive giunteci dal Corso di 1° livello di Cagliari che, iniziato in presenza, si è concluso da remoto. Tengo a precisare comunque che tutti coloro che hanno iniziato un corso che è stato poi interrotto, ovvero è proseguito da remoto, saranno garantiti e potranno riprenderlo non appena le condizioni sanitarie lo consentiranno.

Di fronte a situazioni inedite come quella che abbiamo vissuto e stiamo vivendo, è quasi inevitabile che l’incertezza generale e la mancanza di punti di riferimento creino un contesto quasi da Far West, in cui chiunque – a prescindere dai titoli, dalla preparazione e dalle reali capacità – si sente autorizzato a “pontificare” su tutto. Una tendenza, agevolata dalla rete e dai social, che già si respirava nell’aria e che in questi ultimi mesi ha obiettivamente subito una violenta accelerazione. E il mondo della comunicazione del vino non ne è rimasto immune.

Inizia Roberto Dessanti: Purtroppo devo condividere la tua analisi. L’interruzione delle attività in presenza, e non mi riferisco solo all’AIS, ha generato un vuoto in minima parte colmato da contributi di qualità veicolati dal web ma, al contempo, ha dato il via ad una sorta di incontenibile esibizionismo che ha visto il vino come protagonista  ma, mi verrebbe da dire, spesso come vittima incolpevole. Webinar, degustazioni online e quant’altro si sono moltiplicati a dismisura ad opera spesso di persone improvvisate che mai prima d’ora si erano cimentate in queste attività: una sorta di “liberi tutti” per cui molti si sono sentiti in diritto di proporre urbi et orbi le loro performance più varie. E a soffrirne, devo dire, non è stata solo la cultura enoica quanto piuttosto le regole più elementari della comunicazione, prima fra tutte, ahimè, quella di parlare un italiano corretto. Non meno preoccupante è la situazione sul piano della formazione; anche in questo campo si è registrato un moltiplicarsi di offerte, spesso provenienti da singoli o associazioni senza alcuna esperienza specifica nel settore, mossi soltanto da un intento di lucro reso più facile dall’aprirsi di un nuovo mercato. A coloro che vorrebbero avvicinarsi al mondo del vino e della sommellerie in genere dico: diffidate degli improvvisati e degli imitatori e valutate bene il tipo di offerta che spesso è tutt’altro che qualificata e neanche tanto a buon prezzo. Rivolgersi ad associazioni che hanno un know-how consolidato resta sempre la soluzione più sicura; anche quando non si voglia partecipare ad un corso completo ma si voglia avere solo un primo approccio a questo mondo affascinante.

Prosegue Pier Paolo Fiori: La cosa mi sembra abbastanza naturale, dal momento che i social sono ormai diventati la “sagra” (proprio la sagra, non saga) in cui si può dire impunemente tutto e il contrario di tutto; ma ritengo che i punti di riferimento esistano eccome; piuttosto è sempre più difficile saperli scovare e cogliere, poiché quasi sempre sono meno vistosi e meno commerciali, e richiedono un approccio culturale che gli assidui frequentatori del mondo dei social troppo spesso non possiedono. Basta ascoltare attentamente (o scriverle e rileggerle…) le parole che vengono pronunciate dai tanti “comunicatori del vino”, più o meno qualificati (e qui forse l’AIS qualche responsabilità ce l’ha…), zeppe di luoghi comuni, inesattezze tecniche e castronerie scientifiche, per rendersi conto dell’effetto boomerang, quasi un analfabetismo di ritorno, che possono generare strumenti potentissimi come i social. Ma tant’è: il pallino lo hanno in mano i frequentatori delle “sagre”, con i loro feedback, le loro visualizzazioni e i loro like!

Era importante evitare il “salto” di un anno nella pubblicazione della Guida Vitae, e con il grande impegno di tutti si è riusciti a scongiurare questa eventualità. Chi meglio del referente regionale Pier Paolo Fiori ci può raccontare dettagli, difficoltà e qualche retroscena della realizzazione della Guida?

Duemilaventi, anno bisesto: non ce lo dimenticheremo certamente! Un anno atipico sotto molti, troppi aspetti, come le festività di fine anno, che non abbiamo atteso che arrivassero, ma abbiamo aspettato che passassero, per lasciarci alle spalle un anno che ci ha privati di troppe libertà; anche la vita dell’Associazione che ci tiene insieme ne ha risentito pesantemente, con interruzioni, disdette, rimandi, rinvii che si sono rincorsi dagli inizi di marzo.

La Guida Vitae è stata l’eccezione che ha confermato la regola: si sono sospese le attività didattiche, si sono annullati i più importanti appuntamenti istituzionali, ma si è deciso, con grande determinazione, che la Guida dovesse essere condotta in porto, per manifestare un concreto gesto di “affettuosa” vicinanza verso i sommelier che sostengono l’Associazione e verso le aziende, che stanno attraversando la più grande crisi economica mai vista dal dopoguerra.
Fin dal principio ci siamo resi conto che l’impresa non sarebbe stata facile: le restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria hanno reso complicato da subito anche l’approvvigionamento dei campioni. Poi la risposta delle cantine che, incredibilmente, con inatteso entusiasmo, hanno partecipato in numero superiore al passato; ci siamo rimboccati le maniche!
Lavoro supplementare e insolite difficoltà anche per organizzare le degustazioni, a causa delle esigenze di distanziamento imposte dalla pandemia: grazie alla collaudata esperienza e all’inesauribile spirito collaborativo dello staff, abbiamo potuto lavorare in tutta sicurezza e serenità presso… la sala ricevimenti del resort Sa Mola di Bonarcado, spazi da matrimonio!

Alcuni numeri per renderci conto dello sforzo compiuto:

– 348 i campioni di vino degustati
– 30 i degustatori provenienti dalle 5 Delegazioni regionali impegnati nei lavori delle Commissioni
– 58 le aziende della Sardegna recensite quest’anno, 43 in Guida cartacea e 15 in App
– 13 le eccellenze assegnate, che merita ricordare:

Barrua 2017 – Agripunica
Turriga 2016 – Argiolas
Hortos 2014 – Cantina Dorgali
Carignano del Sulcis Superiore Terre Brune 2016 – Cantina Santadi
Mantènghja 2015 – Capichera
Vernaccia di Oristano Antico Gregori 1976 – Attilio Contini
Cagliari Malvasia 2015 – Ferruccio Deiana
Mandrolisai Superiore Angraris 2016 – Fradiles
Vernaccia di Oristano 2011 – Famiglia Orro
Cannonau di Sardegna Ballu Tundu Riserva 2015 – Giuseppe Sedilesu
Alghero Marchese di Villamarina Riserva 2016 – Sella & Mosca
Moscato di Sardegna Passito Nùali 2017 – Siddùra
Vermentino di Sardegna Indolente Vintage Grazia 2019 – Tenuta Asinara;

Il Tastevin 2021 è stato assegnato al Cagliari Malvasia 2015, con particolare ringraziamento a Ferruccio e Dario Deiana per averci regalato un grande vino di cui avevamo perso le tracce da troppo tempo;

– 2 i vini cupido dal particolare valore emozionale:

    • I Giganti rosso 2016 – Attilio Contini
    • Nasco di Cagliari Memorie di vite NSC 2018 – Quartomoro di Sardegna

– 4 i vini dall’interessante rapporto valore/prezzo:

    • Vermentino di Sardegna Camminera 2018 – Audarya
    • Elat 2019 – Cantine Sardus Pater
    • Vermentino di Sardegna Sessantaquattro 2019 – Poderi Parpinello
    • Vermentino di Gallura Superiore Cucaione 2019 – Piero Mancini.

Per contro tutto ciò ha comportato una inevitabile dilatazione dei tempi e ha costretto i redattori a lavorare anche nel mese di agosto. Consegna a settembre e appuntamento a fine novembre per la presentazione della Guida in diretta online; non è finita: colpo di scena e rinvio dovuto a insormontabili problemi tecnici nei collegamenti; ancora ritardi, ma il 5 dicembre Guida Vitae 2021 finalmente è realtà; e per Natale tutti i Soci la trovano sotto l’albero.

Si sentono (e non da oggi) molte voci critiche sulla reale utilità di uno prodotto come la guida dei vini. In un panorama editoriale in cui la scelta è come sempre ampia e variegata, la nostra Guida si distingue per essere uno strumento diretto soprattutto ai soci, per non avere pubblicità e per non essere in competizione con le altre testate per la vendita in edicola o in libreria. Ritengo comunque utile una riflessione sulle riserve che generalmente vengono rivolte a questo genere di prodotto editoriale. Le critiche più frequenti riguardano un certo immobilismo nelle aziende trattate (e nei vini premiati) e un linguaggio che forse non è più in totale sintonia con i tempi. Che ne pensano il Presidente Dessanti e il Referente Pier Paolo Fiori?

Inizia il Presidente: Hai già riassunto tu quelli che considero i principali punti di forza della nostra Guida; a questi aggiungerei il forte legame territoriale che deriva dall’impegno in prima linea delle associazioni regionali che ben conoscono le realtà sulle quali scrivono. Mi sento anche di garantire per il rigore con il quale vengono svolte le degustazioni e l’indipendenza nella stesura dei giudizi. Questo ultimo è un valore al quale teniamo particolarmente e che non sempre può essere dato per scontato. Le critiche sono evidentemente sempre legittime anche quando vengono da pulpiti tutt’altro che disinteressati. Si consideri comunque che una Guida come la nostra, per le finalità che ha e per il pubblico al quale è rivolta, non può che avere un approccio che definirei ecumenico anche nella scelta delle aziende; scelta peraltro inesorabilmente condizionata da ragioni di spazio del volume cartaceo. Ciò rende più difficile dar conto di realtà per così dire di nicchia o comunque appena emergenti, nonostante ogni anno ci si sforzi di garantire un certo ricambio per una quota delle aziende presenti. Contesto peraltro che i vini premiati siano sempre gli stessi. Questo può esser vero per alcune etichette blasonate che non vedo perché debbano essere escluse quando confermano  negli anni livelli di eccellenza. Non è mancato peraltro il caso, in certe annate, che alcune di queste etichette non abbiano ottenuto le migliori valutazioni. Se si guarda alla Guida di quest’anno, come emerge da quanto dettagliatamente riportato in precedenza da Pier Paolo Fiori, non mancano comunque le novità; abbiamo segnalato all’attenzione del lettore etichette che in altre guide sono state ignorate o quanto meno sottostimate. L’errore sta comunque nel considerare soltanto i vini che ottengono i maggiori punteggi, trascurando le descrizioni di tante altre etichette che, forse anche meglio del voto, danno conto della crescita di una cantina o di un vino in particolare. Ritengo comunque che la Guida complessivamente offra uno specchio fedele della vitivinicoltura sarda.

Prosegue Pier Paolo Fiori: La Guida Vitae è e deve rimanere a mio avviso uno strumento indipendente di approfondimento eno-culturale destinato agli associati; pertanto è opportuno che sia libera dai lacci pubblicitari; certamente, dopo sette anni, è naturale che possa emergere la necessità di apportare correttivi, ma è un argomento che verrà affrontato a livello nazionale. È indubbio che Guida Vitae sia stata un trait d’union fondamentale nei nostri rapporti con le aziende della Sardegna: ci ha permesso di avvicinarci alle diverse realtà, di costruire una qualificata collaborazione e di farci apprezzare nel lavoro di formazione e divulgazione a favore del comparto enologico dell’isola.

Ma lo spazio fisico che ci è concesso sulla Guida purtroppo è limitato! Perciò credo sia giunto il momento di iniziare a progettare un nuovo strumento editoriale destinato alla realtà enologica regionale, per dar modo agli associati di approfondire le proprie conoscenze sull’enogastronomia della Sardegna e per dare alle cantine, al mondo enologico e al movimento turistico risposte adeguate alle proprie esigenze. Forme, modi e tempi saranno argomento di riflessione per l’anno appena iniziato!

In conclusione lascio la parola al Presidente per gli auguri ai soci in occasione del nuovo anno appena iniziato. 

Il mio augurio rivolto ai soci non può che essere quello di ritrovare la serenità che l’emergenza sanitaria del 2020 ci ha tolto, e che si possa ritornare a incontrarsi e riprendere il cammino di formazione e valorizzazione dell’enogastronomia che costituisce la missione principale della nostra Associazione. La ripresa non sarà semplice e proprio perciò abbiamo bisogno dell’apporto di tutti nostri Associati, i quali mi auguro vorranno dare sin dai prossimi giorni un concreto segnale di vicinanza rinnovando la loro appartenenza alla Associazione. Ma sento di dover estendere questo augurio ai produttori, agli enotecari, al mondo della ristorazione e della ospitalità in genere che sono i nostri partner naturali nella attuazione del nostro progetto culturale e che sono stati duramente colpiti dalla crisi legata alla emergenza sanitaria.

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