Arriva la nostra Guida Vitae 2022!

Arriva la nostra Guida Vitae 2022!

da | 15 Gen, 2022

Come tutti gli anni, la nuova edizione della Guida Vitae sta raggiungendo proprio in questi giorni le case di tutti gli associati. Un lungo e articolato lavoro di squadra che quest’anno, oltre alle oramai consuete difficoltà causate dalla pandemia, ha dovuto affrontare anche lo scotto della partenza di un nuovo progetto editoriale. Il referente della Guida per la Sardegna, Pier Paolo Fiori, ci regala gli abituali riepiloghi numerici, unitamente a qualche gustoso “dietro le quinte”, definendo con maggiore precisione alcuni aspetti introduttivi che consentiranno di inquadrare al meglio le pagine dedicate alle aziende isolane. (G.D.)

Nicola Bonera, Direttore della Guida Vitae 2022

Sono in consegna in questi giorni le Guide Vitae edizione 2022, e probabilmente la curiosità ha già portato chi l’ha ricevuta a sfogliarne le pagine.

E’ un po’più grande rispetto alla precedente, ma pesa mezzo chilo in meno e si presenta in maniera totalmente rinnovata sia nella veste grafica che nei contenuti.

Le pagine ospitano un maggior numero di produttori; noterete poi un alleggerimento delle parti testuali che lascia spazio a icone e abbreviazioni, nonché l’inserimento di alcune novità assolute, come la valutazione del ranking delle aziende recensite e la segnalazione delle 100 migliori performance dell’anno emerse dalle degustazioni.

Roberto Dessanti, Paolo Savoldo e Pier Paolo Fiori

 

Un buon paio di occhiali aiuterà nella lettura!

La nostra Sardegna è presente quest’anno con 52 aziende, di cui 8 nuovi ingressi, grandi e piccole, cooperative e private, rappresentative di tutti i principali distretti viticoli dell’Isola.

L’appassionata collaborazione dei redattori, dei degustatori e di tutto lo staff, complicata non poco dalle restrizioni dovute alla pandemia, ci ha permesso di portare in valutazione 320 diverse etichette; abbiamo così disegnato una mappa enografica regionale puntuale e originale, che evidenzia un dinamismo di particolare interesse sia sotto il profilo imprenditoriale che sotto quello più strettamente enologico; insieme alle Aziende che ci sono state vicine in questo percorso e a tutti gli associati AIS che ne avranno piacere, auspichiamo nei prossimi mesi di poter conoscere meglio queste linee di tendenza.

Noterete anche che il consueto profilo che apriva la sezione regionale, e che, sulla base dei risultati delle degustazioni, riassumeva considerazioni sull’ultima vendemmia, valutazioni sulle precedenti annate e analisi del comportamento dei vitigni più rappresentativi nelle diverse macroaree, quest’anno è stato sostituito da un’introduzione più generalista; probabilmente non pochi storceranno il naso nel leggere questa prefazione, che, con approccio molto giornalistico (forse troppo) tende a mettere in risalto uno stereotipo della Sardegna enologica che non ci convince, o perché il messaggio risulta troppo generico, o perché, quando va a cogliere argomenti molto tecnici in tema di viti-enologia o gastronomia regionale, lascia spazio a più di una perplessità.

Vitae è al tempo stesso strumento di lavoro per gli associati e strumento di comunicazione per le Aziende: non sono ammesse imperfezioni.

Vogliamo riproporvi il testo introduttivo originale preparato per l’edizione di quest’anno, sperando che possa contribuire a meglio interpretare il vivace scenario emerso dalle ultime degustazioni.

Ancora GRAZIE a tutti coloro che hanno permesso di realizzare questo progetto.

Buona lettura!

 

Pier Paolo Fiori, referente regionale Vitae 2022

SARDEGNA

È un quadro piuttosto variegato quello che emerge dalla tornata di degustazioni estive; la chiave di lettura delle ultime annate corre su un doppio binario, tra i bizzarri capricci meteoclimatici e le mutevoli risposte qualitative delle aree più vocate. Nelle terre d’elezione il Vermentino non tradisce, e la vendemmia 2020, soleggiata e ventilata, porta ottimi frutti; ma abbiamo potuto anche apprezzare, complice il costante affinamento delle tecniche di gestione del legno, le raffinate etichette del precedente millesimo, a dimostrazione, se ce ne fosse ancora bisogno, che questo vitigno “sa attendere”. Il Cannonau, altro alfiere dai numeri importanti, ci ha presentato referti territoriali dalla marcata variabilità; in alcuni casi ha dato però meritatissimo risalto ad alcuni cavalli di razza, inossidabili conferme o novità assolute, di rara fattura ed eleganza; è di tutta evidenza che, per un produttore, la possibilità di lavorare uve da vigne ubicate in quota è una ricchezza che nessuna alchimia di cantina può ripagare. Salvo alcune locali eccezioni, i grandi numeri certificano il 2018 quale annata tra le meno brillanti per i rossi di Barbagia, Ogliastra e Mandrolisai. Stesse congiunture ma risultati differenti si sono registrati nel dinamico Sulcis, con le diverse declinazioni dei Carignano sempre in gran spolvero, potenti, ricchi e raffinati, che sembrano reagire ancora bene alle ripetute stoccate del global warming; vendemmia 2017 da incorniciare. Scommesse vinte anche per i produttori che osano sconfinare verso frontiere poco esplorate con protagonisti “i piccoli autoctoni”: il torbato convince, il cagnulari affascina, il nieddera attrae; nasco e malvasia in versione secca moltiplicano le etichette e ci conquistano. Infine, last but not least, il Mandrolisai, che ha saputo rinunciare coraggiosamente alla disastrosa vendemmia 2018 per dedicarci le sorprese più gradite (forse perché non te le aspetti); osservato speciale degli eno-investitori, sa ancora tenersi lontano dalle contaminazioni e ci regala assaggi dall’autentico sapore identitario. Il riconoscimento del prestigioso Tastevin AIS va ad Angraris 2017 e a Paolo Savoldo, a sottolineare il convinto impegno profuso per ridare lustro a questa ritrovata denominazione, Paesaggio rurale e storico d’Italia e cuore geografico della Sardegna, in cui la vigna è una tessera essenziale di tradizione e di vita.

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