da Roberta Scano - Delegazione Gallura | Feb 17, 2026 | 2026, Articoli
Il 22 gennaio, presso l’aeroporto Cortesa di Olbia, la Delegazione AIS Gallura ha ospitato un seminario dedicato allo Champagne, dal titolo “Il tempo e il metodo”. A guidare il percorso, Leonardo Taddei, ambasciatore dello Champagne, poliedrico relatore AIS che ha coinvolto il pubblico in un itinerario inconsueto e affascinante. Una lettura insolita frutto di una profonda conoscenza del territorio, dei suoi vignerons e delle problematiche antiche e recenti.

Il relatore ha introdotto il suo intervento ricordando come lo Champagne possa essere raccontato, interpretato e degustato in infiniti modi. Il suo ruolo – ambasciatore e comunicatore dello Champagne “alla francese” – lo porta a tradurre questa complessità con rigore e sensibilità, anche grazie a un’intensa attività divulgativa che spazia dalle realtà professionali agli istituti di formazione.
Un percorso in tre tappe
La serata si è sviluppata attraverso tre grandi temi, ciascuno accompagnato da una specifica batteria di assaggi: vitigni e terroir, per comprendere le radici dell’identità champenois; metodo di produzione, con un focus dedicato ai rosé; tempo ed evoluzione, per osservare come l’affinamento modelli stile, profondità e personalità di ogni etichetta.
La Champagne
La Champagne è un territorio viticolo di 34.000 ettari, suddiviso in quattro aree principali – Montagne de Reims, Vallée de la Marne, Côte des Blancs e Côte des Bar – affiancate da numerose micro-zone. Qui si coltivano sette vitigni, con un equilibrio tra pinot noir, meunier e chardonnay, sotto una rigorosa disciplina agronomica. Il sistema produttivo riunisce migliaia di vigneron, maison e cooperative che operano in modo coeso per preservare l’identità dello champagne, nonostante la recente flessione dei consumi.

Il clima, sospeso tra influenze continentali e oceaniche, favorisce vini freschi e tesi. I suoli variano dal gesso della Montagne de Reims e della Côte des Blancs ai terreni più argillosi e calcarei della Côte des Bar, passando per il mosaico della Vallée de la Marne. Dall’alto, la regione appare come un patchwork di parcelle, frutto di una storica diversificazione agricola. Tra queste spiccano i Clos, minuscoli appezzamenti recintati che custodiscono identità uniche e produzioni molto ricercate.
I vitigni
I vitigni protagonisti della Champagne sono pinot noir, chardonnay e meunier. Il pinot noir dona struttura, forza e note di piccoli frutti rossi, la vera “schiena” dello champagne. Lo chardonnay porta freschezza, agrumi, verticalità e la capacità di esaltare la componente gessosa dei suoli. Il meunier, spesso considerato meno nobile, offre morbidezza e fruttuosità, ed è fondamentale per armonizzare le cuvée, soprattutto nella tradizionale formula 33-33-33 prevista dal disciplinare.
La degustazione
Champagne N. 1 – Jack Legras – “Blanc de blancs Grand Cru” (Chouilly, Côte des Blancs, anno di fondazione: 1976) – Chardonnay 100%. Dosaggio: Brut 6 g/l – Dégorgement: luglio 2025
Vinificato in acciaio e affinato sui lieviti (25% vin de réserve). Profilo classico e territoriale: colore paglierino luminoso, bollicina fine, profumi di agrumi e fiori bianchi. In bocca è fresco, sapido e verticale, con acidità più tesa rispetto agli chardonnay italiani.

Champagne N. 2 – Guy Thibaut – “Blanc de noirs Grand Cru” (Verzenay, Montagne de Reims, 1955) – Pinot noir 100%. Dosaggio: Brut 4,5 g/l – Dégorgement: gennaio 2025.
Blanc de Noirs da una vigna di soli due ettari, non filtrato, affinato 24 mesi sui lieviti (Blend 2019-2020). Aromi di fragolina, note vegetali e floreali. Al palato è più rotondo, strutturato e vellutato, con acidità più bassa rispetto al Legras.
Le differenze emergono per colore, Legras paglierino e Thibaut più dorato e intenso; all’olfatto Legras agrumato e floreale, Thibaut più profondo e fruttato; per struttura, fresco e verticale il primo; pieno, morbido e avvolgente il secondo.
Champagne N.3 – Camille Savès “Rosé Grand Cru” (Bouzy, Montagne de Reims, 1894) – Rosé d’assemblage. 60% chardonnay, 28% pinot noir, 12% vino rosso. Dosaggio: Brut 8 g/l – Dégorgement non indicato.
Malolattica non svolta, affinamento 3-4 anni. Rosé luminoso e accattivante, molto richiesto nei mercati asiatici. Profumi di mandarino e pompelmo rosa, gusto delicato con freschezza attenuata dal vino rosso, che porta una lieve ruvidità finale.

Champagne N.4 – Jeaunaux Robin “Rosé de Saignée Millésime 2020” ( Talus-Saint-Prix, Côte des Blancs, 1971) 100% meunier. Dosaggio: Brut 4 g/l – Dégorgement non indicato.
Macerazione diretta (saignée, o salasso, come viene chiamata in Italia), affinamento fino a due anni. Colore più intenso e brillante, effervescenza vivace. Al naso emergono note terziarie. In bocca sorprende per freschezza e vivacità, con ritorni fruttati e agrumati più netti rispetto al Camille Savès.
Differenze per metodo, assemblaggio nel primo champagne e macerazione (saignée, o salasso) nel secondo, maggiore struttura nel Jeaunaux Robin. Il colore è più delicato nel Savès, dal profilo fruttato e morbido, mentre risulta dinamico e complesso il Jeaunaux Robin.

Champagne N.5 – Brocard Pierre “Brut Tradition” (Celles-sur-Ource, Côte des Bar, 1932). Assemblaggio: 80% pinot noir, 10% chardonnay, 10% pinot blanc. Dosaggio: Brut 4g/l. Dégorgement: giugno 2023.
Affinamento oltre 30 mesi. Colore intenso, naso con note di panificazione, tocchi floreali e fruttati. In bocca è fresco di frutta matura (pesca bianca e mela gialla).
Champagne N.6 – Gersende Lefevre “Réserve Cœur d’Or Grand Cru Brut” (Verzy, Montagne de Reims, 1977). Dosaggio: Extra Brut 0 g/l – Dégorgement: 2025.
75% pinot noir, 25% chardonnay, affinamento 3-4 anni. Colore meno intenso del precedente Champagne, naso un po’ lento nell’esprimersi e con sfumature iniziali appena ossidative, nonostante il dégorgement più recente. Al palato è più morbido, meno teso, con finale dolce e minore freschezza.

Al termine del seminario il presidente Antonio Furesi ha voluto evidenziare il taglio particolarmente formativo e didattico e al contempo inconsueto che Leonardo Taddei ha impresso all’evento. Professionale come sempre il gruppo di servizio guidato da Luigi Regaglia. L’incontro si è chiuso con un buffet allestito dallo staff Cortesa, coordinato da Luisella Murgia e con l’apprezzato contributo dello chef Tommaso Perna.
da AIS Sardegna - Delegazione di Oristano | Feb 11, 2026 | 2026, Laboratori
Siete pronti a mettere davvero alla prova i vostri sensi?
L’AIS Sardegna – Delegazione di Oristano vi invita a vivere una serata di approfondimento esclusiva, dove l’istinto dialoga con la conoscenza e ogni certezza viene messa in discussione. Un’esperienza pensata per chi ama il vino non solo come piacere, ma come linguaggio da interpretare, segno da decifrare, racconto da ricostruire.
Protagonisti della serata saranno 6 grandi vini, serviti rigorosamente alla cieca, celati da un anonimato assoluto che azzera pregiudizi, etichette e aspettative. Solo il calice, il vino e i vostri sensi.
Non sarà una semplice degustazione, ma una vera e propria sfida sensoriale e intellettuale.
Tre coppie di vini, legate da un sottile e affascinante fil rouge, tutto da individuare e interpretare.
Qual è l’elemento che li unisce?
Il territorio, con le sue variabili e le sue impronte minerali?
Il vitigno, riconoscibile o mascherato?
Oppure una scelta stilistica audace del produttore, capace di trasformare l’identità del vino?
Venerdì 6 marzo, a guidarci in questo percorso sarà Andrea Balleri, sommelier professionista, che vi accompagnerà passo dopo passo nel decifrare gli indizi nascosti in ogni sorso, traducendo sensazioni, suggestioni e percezioni in consapevolezza degustativa. Un viaggio che trasforma l’ignoto in conoscenza e l’assaggio in esperienza formativa.
Una serata dedicata a chi ama il vino e non smette mai di volerlo scoprire, andando oltre l’etichetta, oltre il nome, oltre la fama.
Accetterai la sfida?
Se siete interessati, affrettatevi a formalizzare la vostra iscrizione; i posti disponibili sono solo 40.

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Coppia 1: “Bollicine Camaleonte – Il metodo come interprete del territorio”
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Coppia 2: “I Bianchi – tra riconoscibilità aromatiche e struttura”
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Coppia 3: “I Rossi – Da suoli severi e poveri, eleganza e finezza”
oristano@ais-sardegna.it
Sommelier Paolo Meloni 349 847 4531
Dettagli Evento
- Data: venerdì 6 marzo 2026
- Relatore: Sommelier Andrea Balleri
- Sede: Hotel Mariano IV – Piazza Mariano, 50 – 09170 Oristano – ingresso Via Mariano IV
- Orario: 20:00
- Contributo Soci: € 45,00 (in regola con l’ultima quota associativa 2026)
- Posti disponibili: max 40
- Scadenza iscrizioni: fino ad esaurimento posti ed entro il 4 marzo 2026
- Disdetta iscrizioni: Se dopo la prenotazione l’iscritto fosse impossibilitato a partecipare dovrà darne avviso all’organizzazione tempestivamente e comunque entro le 48 ore precedenti il seminario. La mancata presentazione o la disdetta a meno di 48 ore dall’inizio dell’evento non daranno diritto al rimborso. Dal rimborso della quota sarà detratta una somma di €5,00 a titolo di spese amministrative.
- Lista d’attesa: All’esaurirsi dei posti, gli iscritti saranno inseriti in lista d’attesa e contattati secondo l’ordine di iscrizione non appena si dovessero liberare dei posti.
- Bicchieri da degustazione: i soci partecipanti dovranno munirsi della valigetta con i bicchieri.
EVENTO RISERVATO AI SOLI SOCI IN REGOLA CON LA QUOTA AIS 2026
NON SONO AMMESSE ISCRIZIONI E PAGAMENTI A NOME DI SOCIETÀ E TITOLARI DI PARTITA IVA IN GENERE

da Salvatore Circosta - Delegazione di Sassari | Ott 7, 2025 | 2025, Letto per voi
Ci sono libri che si leggono come manuali, aridi e didascalici, e altri che si gustano come un buon calice di vino: complessi, precisi, capaci di sorprendere pagina dopo pagina. Il suono dello Champagne di Pietro Palma (Edizioni Ampelos) appartiene sicuramente alla seconda categoria. Non è soltanto un saggio sul vino: è un’opera che riesce a fondere rigore tecnico e leggerezza narrativa, unendo la chiarezza della divulgazione all’incanto della metafora musicale.
L’autore parte da un’idea tanto semplice quanto potente: lo Champagne non è solo vino, è un’esperienza armonica. Ogni scelta del vignaiolo – dal vitigno alla pressatura, dal dosaggio alla sboccatura – equivale a un cursore di un equalizzatore, a una levetta capace di spostare l’intero equilibrio della sinfonia. Ne nasce un racconto che, pur attraversando tutte le tappe del metodo champenois con precisione quasi chirurgica, mantiene sempre la freschezza di un brano jazz suonato dal vivo.
Uno dei meriti maggiori dell’autore è l’aver scardinato la retorica complicata e macchinosa che da secoli circonda le bollicine più celebri al mondo. Niente voli pindarici, niente stucchevoli metafore sulla “magia” o sulla “poesia” della fermentazione: Palma riporta lo Champagne con i piedi ben piantati nella terra da cui nasce, tra il gesso che riflette la luce, i pendii che drenano l’acqua e le scelte agronomiche e tecniche che fanno la differenza tra un vino mediocre e un vino capolavoro. E lo fa senza mai diventare pedante e, soprattutto, evitando il rischio di trasformare il suo libro in un manuale universitario. È piuttosto una guida di viaggio: arguta e un po’ ironica, che non teme di sdrammatizzare e smorzare i toni, quando serve.
La struttura stessa del volume è pensata per accompagnare il lettore in un percorso progressivo: dalla definizione di Champagne al mosaico di terroir, fino alla degustazione e alle prospettive della denominazione. Ogni capitolo sembra la tappa di una degustazione guidata, con il lettore seduto a un bancone ideale, che acquisisce conoscenza a piccoli sorsi.
La sua scrittura ha un ritmo che conquista: mai monotona, sempre ricca di esempi concreti, a tratti divertente, eppure decisamente intransigente. Non si ha mai l’impressione di “studiare”. Si ha la sensazione di ascoltare un appassionato che racconta lo Champagne con entusiasmo contagioso, capace di rendere affascinante anche la più tecnica delle spiegazioni.
La trovata del “suono” come chiave di lettura è una riuscitissima metafora: diventa una vera e propria griglia interpretativa che consente di leggere lo Champagne come un’opera collettiva di equilibri. Nel libro lo Champagne non è solo raccontato, è anche interpretato. Una interpretazione che ci ricorda che ogni bottiglia non è un miracolo improvviso e casuale, ma la somma di innumerevoli dettagli, come una partitura costruita nota dopo nota.
In un panorama editoriale dove abbondano guide, atlanti e volumi celebrativi sul tema, Il suono dello Champagne riesce a distinguersi perché non si limita a raccontare “cosa bere”, ma insegna a capire “come nasce ciò che beviamo”. È un libro che istruisce e non annoia, che può appassionare sia lo studente di enologia sia l’appassionato che vuole bearsi del fascino delle bollicine.
Alla fine della lettura, la tentazione è inevitabile: stappare una bottiglia e ascoltarne davvero il “suono”. L’autore riesce a trasformare un prodotto di lusso, spesso avvolto da un’aura di inaccessibilità, in un fenomeno umano, culturale e tecnico, avvicinandolo al lettore senza togliergli un briciolo di fascino.
Se molti libri sul vino ci lasciano con una nozione in più, questo ci lascia con una bella consapevolezza e con un desiderio diverso: riascoltare, calice in mano, la melodia che ogni produttore di Champagne ha deciso di scrivere per noi.
Il suono dello Champagne è dunque più di un libro: è un invito a degustare con le testa, oltre che con il palato. E, cosa non da poco, a godersi un testo che sa essere serio senza mai prendersi troppo sul serio. Un brindisi scritto che mi è piaciuto molto.
da Delegazione di Cagliari | Set 16, 2025 | 2025, Articoli, Laboratori, News
Ci sono luoghi che non smettono mai di stupire. La Champagne è uno di questi: terra di contrasti e armonie, di vitigni che si inseguono e si completano. Dentro questa magia si muovono due protagonisti assoluti: due vitigni, due caratteri, un intreccio di storie che nel calice svelano tutte le molteplici e diverse le sfumature di un territorio senza eguali.
Martedì 14 ottobre, ci attende il primo capitolo di una nuova stagione di incontri. Un appuntamento che segna il ritorno al piacere di stare insieme, di condividere il sapere e l’emozione di un grande calice.
Questa volta non parleremo di maison o di etichette: ci concentreremo sulle radici, sui vitigni che danno vita a interpretazioni uniche. Due anime distinte che raccontano lo stesso territorio: lo Chardonnay, custode di eleganza e misura, espressione limpida della purezza del terroir e il Pinot Nero, nobile e intenso, capace di regalare profondità, struttura e una personalità che non lascia indifferenti.
Per entrare davvero nel cuore di questo dualismo, degusteremo 6 Champagne in comparata: tre Blanc de Blancs da Chardonnay e tre Blanc de Noirs da Pinot Nero. Un percorso in sei tappe che metterà a confronto stili, territori e sensibilità produttive, offrendo un’esperienza unica di equilibrio e contrasto.
Un incontro pensato per comprendere meglio come due strade distinte possano condurre alla stessa destinazione: quell’universo di emozioni che chiamiamo Champagne. Un mosaico di terroir, sensibilità dei produttori e scelte stilistiche che, sorso dopo sorso, si rivela in tutta la sua complessità.
A guidarci in questo viaggio sarà Luisito Perazzo, sommelier e formatore di straordinaria esperienza. Milanese d’adozione, proprio a Cagliari nel 2005 ha conquistato il titolo di Miglior Sommelier d’Italia; un traguardo che ha segnato l’inizio di un percorso brillante che lo ha portato oggi ad essere tra le voci più autorevoli e appassionate della sommellerie italiana, capace di rendere ogni degustazione un racconto coinvolgente e accessibile.
Un seminario da non perdere per chi ama lo Champagne e vuole scoprire come da due vitigni possano nascere mondi diversi, contrasti armonici, sorprese infinite.
👉 I posti sono limitati: prenotate subito e assicuratevi di vivere con noi questa esperienza unica.

Blanc de Blancs:
– Latitude Blanc de Blancs Larmandier Bernier, Vertus Côtes de Blancs
– Blanc de Blancs Nature, Laherte Frères
– Blanc Absolu Blanc de Blancs, Minière F&R
Blanc de Noirs:
– Blanc de Noirs Brut Fleury, Courteron
– Blanc de Noirs Dosage Zero Grand Cru, Patrick Soutiran
– Oeil de Perdrix, Jean Vesselle
cagliari@ais-sardegna.it
Sommelier Simona Gulli 370 1232810
Se siete interessati, affrettatevi a formalizzare la vostra iscrizione; i posti disponibili sono 95.
Dettagli evento:
- Data: martedì 14 ottobre 2025
- Relatori: Sommelier Luisito Perazzo
- Sede: Caesar’s Hotel – Via Charles Darwin, 2/4, 09126 Cagliari CA
- Orario: 20:00
- Contributo Soci: € 50,00 (in regola con la quota associativa 2025)
- Contributo Soci 2024 non in regola con la quota 2025 al momento dell’iscrizione: € 50,00 + IVA
- Contibuto NON SOCI: € 60,00 +IVA
- Posti disponibili: max 95
- Scadenza iscrizioni: fino ad esaurimento posti ed entro il 10 ottobre 2025
- Disdetta iscrizioni: Se dopo la prenotazione l’iscritto fosse impossibilitato a partecipare dovrà darne avviso all’organizzazione tempestivamente e comunque entro le 48 ore precedenti il seminario. Dal rimborso della quota sarà detratta una somma di €5,00 a titolo di spese amministrative. La mancata presentazione o la disdetta a meno di 48 ore dall’inizio dell’evento non daranno diritto al rimborso.
- Lista d’attesa: All’esaurirsi dei posti, gli iscritti saranno inseriti in lista d’attesa (esclusivamente tramite mail a cagliari@ais-sardegna.it) e contattati secondo l’ordine di iscrizione non appena si dovessero liberare dei posti.
- Bicchieri da degustazione: i soci e sommelier partecipanti dovranno dotarsi della valigetta con i bicchieri.
I NON SOCI e i SOCI 2024 DEVONO ESEGUIRE ACQUISTI NOMINATIVI (NOME E COGNOME E CODICE FISCALE E TUTTI GLI ALTRI DATI)
NON SONO AMMESSE ISCRIZIONI E PAGAMENTI A NOME DI SOCIETÀ

da AIS Sardegna - Delegazione di Oristano | Mar 11, 2025 | 2024, Laboratori
Situata nella celebre regione della Borgogna, Chablis si afferma come un punto di riferimento per la produzione di vini bianchi a base di uve Chardonnay.
Questa affascinante area vinicola si distingue dal resto della regione grazie alla sua posizione, che la colloca molto vicina alla Champagne a differenza del resto della produzione regionale. Questa vicinanza non è solo geografica, ma si traduce in somiglianze significative dal punto di vista climatico e del suolo, elementi fondamentali per la viticoltura.
Il suolo dell’area di Chablis, come quello della Champagne, è particolarmente ricco di gesso, un fattore cruciale che caratterizza i vini prodotti in questa zona della Borgogna, conferendo loro una mineralità distintiva. Questa mineralità, unita a una spiccata freschezza, permette agli Chablis di differenziarsi dai comuni Chardonnay, regalando un’esperienza gustativa unica.
Un altro aspetto che contraddistingue i vini di Chablis è il metodo di vinificazione; a differenza dei tipici bianchi della Borgogna, che fermentano in botte, i vini di Chablis sono vinificati quasi esclusivamente in acciaio, questo approccio esalta l’eleganza e la purezza dello Chardonnay, mantenendo intatti i suoi aromi freschi e minerali. Il risultato è un vino che non solo riflette un terroir unico, ma offre anche una freschezza e una vivacità inconfondibili.
Venerdì 28 marzo Andrea Dani, esperto sommelier cuneese, ci guiderà alla scoperta di Chablis attraverso cinque suoi vini significativi.
Se siete interessati, affrettatevi a formalizzare la vostra iscrizione; i posti disponibili sono solo 40.

Di seguito le etichette in degustazione:
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Domaine de Chantemerle, Petit Chablis – 2023
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Jean Dauvissat, Chablis – 2022
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Jean Dauvissat Mont-Main Sourdelle, Chablis – 2022
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Samuel Billaud Les Fourchaumes, Chablis Premier Cru – 2019
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Samuel Billaud Les Preuses, Chablis Grand Cru – 2020
oristano@ais-sardegna.it
Sommelier Alessandro Benini 348 2887662370
Dettagli Evento
- Data: venerdì 28 marzo 2025
- Relatore: Sommelier Andrea Dani
- Sede: Hotel Mariano IV – Piazza Mariano, 50 – 09170 Oristano – ingresso Via Mariano IV
- Orario: 19:30
- Contributo Soci: € 55,00 (in regola con l’ultima quota associativa 2025)
- Contributo Soci 2024 non in regola con la quota 2024 al momento dell’iscrizione: € 55,00 + IVA
- Contibuto NON SOCI: € 65,00 +IVA
- Posti disponibili: max 40
- Scadenza iscrizioni: fino ad esaurimento posti ed entro il 25 marzo 2025
- Disdetta iscrizioni: Se dopo la prenotazione l’iscritto fosse impossibilitato a partecipare dovrà darne avviso all’organizzazione tempestivamente e comunque entro le 48 ore precedenti il seminario. La mancata presentazione o la disdetta a meno di 48 ore dall’inizio dell’evento non daranno diritto al rimborso. Dal rimborso della quota sarà detratta una somma di €5,00 a titolo di spese amministrative.
- Lista d’attesa: All’esaurirsi dei posti, gli iscritti saranno inseriti in lista d’attesa e contattati secondo l’ordine di iscrizione non appena si dovessero liberare dei posti.
- Bicchieri da degustazione: i soci partecipanti dovranno munirsi della valigetta con i bicchieri.
ATTENZIONE: I NON SOCI e i SOCI 2024 DEVONO ESEGUIRE ACQUISTI NOMINATIVI (NOME, COGNOME, CODICE FISCALE E TUTTI GLI ALTRI DATI)
NON SONO AMMESSE ISCRIZIONI E PAGAMENTI A NOME DI SOCIETÀ
