…Nei lieti calici – Ovvero, quando il calice fa la differenza!

…Nei lieti calici – Ovvero, quando il calice fa la differenza!

da | 14 Giu, 2021

Sono ormai molteplici gli studi – nell’universo del beverage e in particolare per quanto concerne vino, birra, distillati, ecc. – che hanno confermato come la conformazione del calice e il suo materiale influenzino, e non poco, i caratteri sensoriali e le percezioni aromatiche e gustolfattive di ciò che si degusta.

Un evento organizzato il 10 giugno scorso dalla Sella & Mosca, in collaborazione con l’azienda ITALESSE e il giornalista enogastronomo Angelo Concas, ha consentito a chi scrive di poter testare questo assunto in un contesto molto interessante, applicato a una delle realtà enologiche più importanti della nostra isola: il Vermentino.

Oggetto dell’incontro è stata la presentazione di un calice i cui design e realizzazione sono stati appositamente studiati per esaltare i caratteri che il Vermentino, nelle sue vesti della DOC Sardegna e della DOCG Gallura, manifesta nelle variegate espressioni.

Si tratta di un modello soffiato e lavorato a mano le cui struttura e forma, per una capacità di circa 480 cc, sono tagliate, si può dire in modo sartoriale, partendo da uno studio dei vari terroir in cui il Vermentino trova massima espressività e da un esame delle componenti varietali e del bouquet di molteplici interpretazioni del vitigno. All’atto della progettazione, quindi, differenti prototipi sono stati a lungo testati attraverso ripetuti panel di degustazione fino ad arrivare ad approvare la forma ideale più performante. Una forma caratterizzata da un bevante dal fondo piuttosto piatto e rastremato verso l’alto per arrivare a una chiusura ben calibrata e proporzionata.

In occasione dell’evento alla Sella & Mosca, grazie alla disponibilità di alcuni produttori, il calice da Vermentino è stato messo a confronto con altri due modelli di differente forma e capacità (soffiati e lavorati a macchina), abitualmente utilizzati nella degustazione di vini bianchi importanti, uno a tulipano dalla capacità di 580 cc, l’altro più ampio da 680 cc. La palestra in cui ci si è cimentati era rappresentata da sei differenti campioni di Vermentino di Sardegna DOC:

Vermentino di Sardegna Die 2020 – Tenute Delogu

Vermentino di Sardegna Sabbia 2020 – Viticoltori Romangia

Vermentino di Sardegna 2019 – Olianas

Vermentino di Sardegna Arenu 2020 – Tenuta L’Ariosa

Vermentino di Sardegna Sessantaquattro 2020 – Poderi Parpinello

Vermentino di Sardegna Cala Reale 2020 – Tenute Sella & Mosca

Al momento della degustazione, tutti i vini sono risultati decisamente mutevoli a seconda del calice in cui venivano testati, esaltando doti di maggiore o minore intensità e complessità, ma in misura quasi unanime tutti partecipanti alla degustazione hanno riconosciuto nel bicchiere disegnato ad hoc “taylor made” una maggiore capacità di esaltare profumi ricchi e complessi in modo decisamente elegante e armonico, senza forzare troppo su specifici caratteri. Il maggior pregio veniva riscontrato nella capacità del bevante di portare al naso del degustatore profumi nitidi, intensi senza operare azioni selettive che ne potessero discriminare le sensazioni e permettendo così di apprezzare al meglio le ricche sfaccettature dei caratteri varietali del vitigno.

L’esperienza, al di là di valorizzare al meglio il Vermentino e proporre all’attenzione di produttori e operatori del settore un calice che potrebbe divenire iconico per questa importante realtà vitivinicola della Sardegna, ha permesso di confermare l’importanza e il valore del bicchiere nel momento della degustazione, per garantire che in ogni circostanza i caratteri del vino, l’espressione del proprio territorio e le emozioni che da essi si traggono arrivino al degustatore in modo corretto e performante.

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