Dal Golfo di Biscaglia al Golfo dell’Asinara: il fuoriclasse sardo-bordolese – Verticale Hassan 2012-2017

Dal Golfo di Biscaglia al Golfo dell’Asinara: il fuoriclasse sardo-bordolese – Verticale Hassan 2012-2017

da | 22 Set, 2022

Vedere realizzati in maniera tangibile i prodotti della propria immaginazione regala sempre una buona dose di gratificazione. Quando poi il risultato va anche al di là delle aspettative, la soddisfazione è senza dubbio massima. Questo discorso ben si adatta alla vicenda imprenditoriale di Roberto Sassu che una quindicina di anni fa, parallelamente ad altre attività nel campo dell’edilizia, decise di metter su insieme alla moglie Grazia un’azienda vitivinicola. La stella polare (intesa come vini del cuore) era indubbiamente l’area di Bordeaux, in particolare il cosiddetto “taglio bordolese”, la magica alchimia nata sulle rive della Garonna che dal connubio tra cabernet sauvignon, cabernet franc e merlot ha dato vita a grandi vini rossi in tanti (piccoli e meno piccoli) angoli del pianeta. La sfida prevedeva però un ulteriore grado di difficoltà, perché Sassu non solo voleva sperimentare il taglio bordolese in terra sarda, ma intendeva anche arricchirlo con una quota del vitigno principe dell’isola, il cannonau. La scelta dei terreni da impiantare a vigneto cadde su una suggestiva area dell’agro di Sorso affacciata sul golfo dell’Asinara, l’isola nell’isola che poi avrebbe anche suggerito il nome dell’azienda, battezzata appunto Tenuta Asinara.

Giacomo Tachis nei terreni di Tenuta Asinara

Una volta acquisiti i terreni, sorse la necessità di impostare e disegnare l’impianto dei vigneti e Roberto Sassu decise di rivolgersi a uno dei maggiori esperti a livello internazionale, e cioè Giacomo Tachis, “padre” del Sassicaia e anche del Turriga, giusto per citare due tra le sue numerose e prestigiose “creature”. Tachis rimase molto colpito dal terreno a disposizione e si trovò a esprimere grande meraviglia per la luce, presente per un altissimo numero di ore nell’arco della giornata con una diffusione di notevole estensione, per la ventilazione e anche per la utilissima esposizione al mare. Con la vendemmia 2011, i grappoli delle uve a bacca nera diedero vita al primo rosso, lavorato solo in acciaio, che venne battezzato Herculis (e che comunque, nel tempo, con millesimi di qualità crescente ed “ereditando” le barrique utilizzate in prima battuta dal fratello maggiore, ha definito con merito la sua brillante fisionomia di “second vin”). Solo un’anticipazione di quanto sarebbe avvenuto l’anno successivo, quando l’arrivo delle barrique diede il via al progetto del grande rosso aziendale, momentaneamente ancora senza nome.

Giovanni Fancello

Più che propizio fu dunque, qualche anno dopo, l’incontro con il giornalista e scrittore Giovanni Fancello, il quale, tra le sue enciclopediche letture, andò a scovare la storia di un pastorello sardo che, nel XVI secolo, venne rapito dai corsari che controllavano l’isola dell’Asinara e portato in Africa dove fu ribattezzato Hassan; crescendo, si mise in luce come uno degli uomini più influenti fino a diventare Re di Algeri. La vicenda piacque molto a Roberto Sassu, che decise quindi di battezzare Hassan il rosso della vendemmia 2012 che, dopo qualche anno di maturazione e affinamento, venne finalmente imbottigliato a inizio 2015. Da allora, la ricetta è stata sempre la stessa: quattro vitigni utilizzati (cannonau, cabernet sauvignon, cabernet franc e merlot) maturazione per circa un anno e mezzo in barrique di primo passaggio, ulteriore permanenza in vasche inox e prolungato affinamento in bottiglia prima della distribuzione commerciale. Al momento sono sei le annate in commercio, dalla 2012 alla 2017. La 2018 è stata inviata in anteprima per le degustazioni delle Guide, tra cui Vitae 2023, e bisognerà pazientare ancora qualche settimana per saperne di più. Ho avuto la possibilità di degustare, insieme ad alcuni colleghi della Delegazione AIS di Sassari, i sei millesimi a disposizione, per una “verticale” che ricorderemo tutti a lungo visto che riguarda uno dei rossi più interessanti apparsi in Sardegna in questi ultimi 10 anni.

Di seguito alcune note di degustazione redatte in collaborazione con i colleghi Pier Paolo Fiori e Antonio Furesi.

Hassan 2017

Il colore granato con riflessi rubino sull’unghia “dichiara” la giovane età, confermata dalla fragranza fruttata di more e amarene. Una delicata speziatura di pepe e noce moscata completa il quadro olfattivo. Al palato si presenta caldo, con una buona fluidità di beva e una raffinata trama tannica. Finale balsamico con ritorni agrumati di arancia sanguinella. Dopo aver degustato le annate precedenti, ci si è trovati tutti concordi nell’individuare proprio nell’annata 2017 il “cambio di passo” dal punto di vista stilistico, con una maggiore attenzione all’acidità che conferirà ai millesimi successivi un potenziale evolutivo ancora più elevato.

Hassan 2016

Colore granato compatto e vivace. Profumi di confettura di ribes e susine, poi amarene sotto spirito, con note speziate di pimento, tabacco inglese, china e sentori di tostatura. Assaggio potente e voluminoso con tannini decisi e rifiniti. Finale speziato in cui permane una elegante nota chinata.

Hassan 2015

La massa cromatica è declinata sul granato fitto con nuance aranciate. Al naso, l’iniziale chiusura si scioglie poi in un impatto che presenta i primi accenni terziari, con note terrose, sentori di sottobosco, carruba e spezie piccanti. All’assaggio si impone per prima la componente alcolica, bilanciata da una buona freschezza e da tannini pressanti. Finale leggermente amaricante per un millesimo che presenta qualche segno di “stanchezza”.

Hassan 2014

Granato molto fitto, quasi impenetrabile, con riflessi arancio. La leggera nota eterea introduce un’intensa palette olfattiva con frutti neri, cioccolato, caffè, cuoio, tabacco e radice di china; con l’ossigenazione emergono anche eleganti note balsamiche e fumé. All’assaggio è caldo, asciutto, avvolgente, con un’inaspettata freschezza e tannini ben torniti. Lenta e coerente dissolvenza su toni speziati e balsamici, per un grande vino che si contende col successivo l’Oscar della serata.

Hassan 2013

Tonalità decisamente granate con evidenti sfumature aranciate. Bouquet complesso che evidenzia subito griotte sotto spirito, cacao e note di torrefazione, con decise note speziate, soprattutto pepe nero. Eleganti note boisé e balsamiche completano il quadro olfattivo. Assaggio austero e imponente, in cui emerge il calore alcolico tonificato da freschezza balsamica, per una beva impreziosita da una raffinatissima texture tannica. Lunga persistenza per il degnissimo rappresentante di un grande millesimo.

Hassan 2012

Granato denso e compatto con marcate inflessioni aranciate. Quadro olfattivo declinato su note di frutti di bosco macerati, corteccia, china, humus e tabacco. Il sorso evidenzia una componente alcolica un po’ sopra le righe, ma è capace di mostrare ancora un vivissima trama tannica, mentre la spalla acida, pur conferendo il suo contributo strutturale, è meno brillante dei millesimi successivi e penalizza leggermente l’aspetto dell’equilibrio. Buon finale con qualche segnale evolutivo.

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