C’è una Spagna del vino che sfugge ai percorsi più battuti. Non quella delle grandi aree iconiche, ma una Spagna di confine, dove l’influenza del Mediterraneo incontra l’altitudine e dà origine a vini di rara personalità. Attraverseremo territori in cui la vite cresce tra mare e montagna, spesso a 600, 700, fino a 800 metri di quota, in condizioni estreme ma straordinariamente favorevoli alla qualità.
In queste zone l’equilibrio nasce dalla combinazione di fattori opposti: l’influsso marino mitiga le temperature, mentre l’altitudine garantisce freschezza, escursioni termiche e precisione aromatica. Il risultato sono vini tesi, verticali, capaci di coniugare energia mediterranea e rigore montano, lontani dagli stereotipi più comuni legati alla viticoltura spagnola.
Mercoledì 28 gennaio, protagonisti dell’incontro saranno i vitigni autoctoni, varietà storiche che raccontano la Spagna più profonda, restituendo vini di carattere, complessi e fortemente territoriali. Non vini costruiti, ma espressioni autentiche, in cui la mano dell’uomo accompagna senza sovrastare.
In molti di questi territori sopravvivono vigneti storici, con ceppi ultracinquantenni, talvolta ancora a piede franco. Un patrimonio raro che permette di ottenere uve di straordinaria concentrazione naturale e vini capaci di raccontare, in modo diretto, la memoria del suolo. Qui la viticoltura non è solo produzione, ma custode di un’eredità agricola e culturale.
Definire questi vini come portatori di un’“anima di confine” significa riconoscerne la natura ibrida: non completamente mediterranei nel senso classico, non pienamente montani, ma sospesi in un equilibrio dinamico tra mondi diversi. È proprio in questa tensione che nasce il loro fascino: vini che non si lasciano incasellare, capaci di sorprendere per freschezza, profondità e capacità evolutiva.
Guidato da Nicola Bonera, il seminario sarà un’occasione per esplorare una Spagna meno raccontata ma sempre più centrale nel dibattito sul futuro del vino: autenticità contro omologazione, territorio contro stile internazionale, memoria contro velocità. Un appuntamento dedicato a chi vuole andare oltre le mode e riscoprire una cultura del vino che nasce proprio lì, dove i confini smettono di dividere e iniziano a creare valore.
Cosa degusteremo:

Lafou El Sender 2021
Acústic 2021
Terroir Històric Blanc 2023
Sexto Elemento 2022
Matas Altas 2023
Sense Fronteres Vèrtebra de la Figuera 2022
cagliari@ais-sardegna.it
Sommelier Simona Gulli 370 1232810
Se siete interessati, affrettatevi a formalizzare la vostra iscrizione; i posti disponibili sono 55
Dettagli evento:
- Data: mercoledì 28 gennaio 2026
- Relatori: Sommelier Nicola Bonera
- Sede: Caesar’s Hotel – Via Charles Darwin, 2/4, 09126 Cagliari CA
- Orario: 20:00
- Contributo Soci: € 40,00 (in regola con la quota associativa 2026)
- Posti disponibili: max 55
- Scadenza iscrizioni: fino ad esaurimento posti ed entro il 26 gennaio 2026
- Disdetta iscrizioni: Se dopo la prenotazione l’iscritto fosse impossibilitato a partecipare dovrà darne avviso all’organizzazione tempestivamente e comunque entro le 48 ore precedenti il seminario. Dal rimborso della quota sarà detratta una somma di €5,00 a titolo di spese amministrative. La mancata presentazione o la disdetta a meno di 48 ore dall’inizio dell’evento non daranno diritto al rimborso.
- Lista d’attesa: All’esaurirsi dei posti, gli iscritti saranno inseriti in lista d’attesa (esclusivamente tramite mail a cagliari@ais-sardegna.it) e contattati secondo l’ordine di iscrizione non appena si dovessero liberare dei posti.
- Bicchieri da degustazione: i soci e sommelier partecipanti dovranno dotarsi della valigetta con i bicchieri.
EVENTO RISERVATO AI SOLI SOCI IN REGOLA CON LA QUOTA AIS 2026
NON SONO AMMESSE ISCRIZIONI E PAGAMENTI A NOME DI SOCIETÀ

