Per decenni la Barbera è stata il vino della tavola quotidiana: affidabile, riconoscibile, raramente messa in discussione. Poi qualcuno ha iniziato a chiedersi cosa sarebbe successo trattandola con la stessa ambizione riservata ai grandi rossi.
È da questa domanda che prende forma la serata del 25 marzo, un approfondimento dedicato a uno sguardo ravvicinato sul vitigno: non per celebrarlo, ma per comprenderne davvero le possibilità espressive, la risposta al tempo e il rapporto tra materia ed equilibrio.
Un percorso che trova una delle sue espressioni più coerenti nella visione di Braida.
Braida è il soprannome di famiglia ereditato da Giacomo Bologna dal padre Giuseppe, vignaiolo di Rocchetta Tanaro. Fu proprio Giacomo a trasformare quel singolare appellativo nel simbolo di un progetto enologico destinato a cambiare la percezione della Barbera.
Negli anni in cui la Barbera era considerata soprattutto un vino di pronta beva, Giacomo Bologna ebbe il coraggio e l’intuizione di trattarla come un grande rosso. Senza forzature ideologiche, senza snaturarla, ma spingendola a esprimere ciò che pochi avevano davvero immaginato: non cambiarne l’identità, ma amplificarne le possibilità.
Lavorò sulla maturità del frutto, sull’estrazione, sulla capacità di reggere il tempo. Una rivoluzione silenziosa, oggi data quasi per acquisita, ma che allora cambiò radicalmente il paradigma. Fu una scelta tecnica, certo. Ma prima ancora fu una scelta culturale.
A raccontare questa storia non sarà solo il vino nel bicchiere.
Sarà presente Raffaella Bologna, che porterà una testimonianza diretta, familiare e autentica di quel percorso: non un racconto celebrativo, ma la prospettiva di chi quella visione l’ha vissuta, ereditata e portata avanti con coerenza.
La degustazione sarà guidata da Guido Invernizzi, che accompagnerà i partecipanti in una lettura lucida e rigorosa delle diverse espressioni del vitigno. Un’analisi che intreccia stile, scelte produttive e risposta del vino al tempo, mostrando come la Barbera possa cambiare forma senza perdere identità.
Questa serata è un’occasione per osservare da vicino un percorso che ha inciso in modo concreto sull’identità contemporanea della Barbera.
Per capire cosa accade quando un vitigno popolare viene affrontato con ambizione e visione.
Perché alcune rivoluzioni non fanno rumore: lasciano un segno e da quel momento nulla è più come prima.
Se siete interessati, affrettatevi a formalizzare la vostra iscrizione; i posti disponibili sono solo 50.
Cosa degusteremo:
LA MONELLA – Barbera del Monferrato
frizzante DOC 2025CUREJ – Barbera d’Asti DOCG 2023
MONTEBRUNA – Barbera d’Asti DOCG 2022
BRICCO DELL’UCCELLONE – Barbera d’Asti DOCG 2021 e 2018
BRICCO DELLA BIGOTTA – Barbera d’Asti DOCG 2020 e 2005
cagliari@ais-sardegna.it
Sommelier Simona Gulli 370 1232810
Dettagli evento:
- Data: mercoledì 25 marzo 2026
- Relatori: Raffaella Bologna e Sommelier Guido Invernizzi
- Sede: Caesar’s Hotel – Via Charles Darwin, 2/4, 09126 Cagliari CA
- Orario: 20:00
- Contributo Soci: € 40,00 (in regola con la quota associativa 2026)
- Posti disponibili: max 50
- Scadenza iscrizioni: fino ad esaurimento posti ed entro il 23 marzo 2026
- Disdetta iscrizioni: Se dopo la prenotazione l’iscritto fosse impossibilitato a partecipare dovrà darne avviso all’organizzazione tempestivamente e comunque entro le 48 ore precedenti il seminario. Dal rimborso della quota sarà detratta una somma di €5,00 a titolo di spese amministrative. La mancata presentazione o la disdetta a meno di 48 ore dall’inizio dell’evento non daranno diritto al rimborso.
- Lista d’attesa: All’esaurirsi dei posti, gli iscritti saranno inseriti in lista d’attesa (esclusivamente tramite mail a cagliari@ais-sardegna.it) e contattati secondo l’ordine di iscrizione non appena si dovessero liberare dei posti.
- Bicchieri da degustazione: i soci partecipanti dovranno dotarsi della valigetta con i bicchieri.
EVENTO RISERVATO AI SOLI SOCI IN REGOLA CON LA QUOTA AIS 2026
NON SONO AMMESSE ISCRIZIONI E PAGAMENTI A NOME DI SOCIETÀ E TITOLARI DI PARTITA IVA IN GENERE


