da Valentina Carboni - Delegazione di Sassari | Dic 3, 2025 | 2025, Articoli
Nuova edizione del Collio Day, l’appuntamento che da anni si rinnova con AIS Sardegna, quest’anno nella Delegazione AIS Sassari, in collaborazione con il Consorzio di Tutela dei Vini del Collio per conoscere e apprezzare i vini di questo territorio del Friuli-Venezia Giulia.

Il 13 novembre, la Delegazione AIS di Sassari ha ospitato la rappresentanza del Consorzio di Tutela dei Vini del Collio e, insieme a soci e appassionati, ha dato il via ad un originale degustazione dei vini più rappresentativi della zona friulana in provincia di Gorizia, al confine con la Slovenia. Il Consorzio di tutela del Collio DOC è il terzo consorzio vitivinicolo nato in Italia (dopo quello del Barolo e del Chianti), riunisce produzioni per l’88 % a bacca bianca e il restante 12% a bacca nera, sotto l’egida delle due denominazioni principali: Collio Bianco e Collio Rosso. Zona di produzione bianchista, dunque, nota per vitigni internazionali che ben si prestano a diverse declinazioni (sauvignon blanc, pinot grigio, riesling) ma anche per uve autoctone come il friulano, la ribolla gialla, il prezioso picolit e la malvasia istriana, una tra le malvasie non aromatiche, originale e sorprendente; abbiamo concluso la degustazione con un rosso d’eccellenza, un Merlot che, curiosità, in questa zona, si pronuncia senza elidere la T finale!

Oltre al gruppo di degustatori delle delegazioni di Sassari, Cagliari, Gallura e Oristano, ci ha supportato il produttore friulano Luca Raccaro, presidente del Consorzio di tutela del Collio DOC, un giovane brioso e coinvolgente che ha illustrato il territorio chiacchierando con il nostro collega Roberto Dessanti di filosofia produttiva e storia vitivinicola, in un interessante excursus che ha raccontato con passione uno scampolo d’Italia ricco di tradizioni e cultura, non solo del vino. In degustazione anche alcuni prodotti gastronomici: il formaggio Montasio DOP e il Prosciutto San Daniele DOP, due simboli della produzione locale famosi e apprezzati in tutto il mondo.
All’assaggio sette vini (sei bianchi e un rosso), per celebrare alcune delle circa trecento aziende del territorio che produce circa sette milioni di bottiglie e può contare su un consorzio di viticoltori riuniti e appassionati per dare forza e identità alle colline vocate per il vino, privilegiate dalla presenza della ponca, nome friulano del terreno Flysch di Cormòns, composto dall’alternanza di strati di marna e arenaria. È proprio il terreno parte fondamentale della ricetta dei vini del Collio: perfetto apporto idrico alla vite (la marna, tenera e argillosa, trattiene l’acqua e l’arenaria, dura e sabbiosa, la drena) e discioglimento di minerali che donano elegante sapidità ai vini.

L’assaggio è stato guidato dai degustatori delle Delegazioni AIS: Giorgio Demuru di AIS Sassari, Alessandra Corda di AIS Gallura, Alessandro Benini delegato AIS Oristano e Davide Piga per AIS Cagliari, con un affascinante racconto sugli aspetti salienti dei vini in degustazione:
-COLLIO RIBOLLA GIALLA 2024 – SCOLARIS; vino giovane da un vitigno autoctono, radicato nel territorio già dal XIV°secolo, prodotto nella zona sud, a San Lorenzo Isontino, da un’azienda nata cento anni fa. Paglierino fitto e vivace, bei riflessi dorati, sentori di susina e fieno con le tipiche note minerali dettate dal suolo caratteristico della zona. Un assaggio allegro e fresco, con sbuffi iodati di bella sapidità.
-COLLIO PINOT GRIGIO 2023 – CASTELLO DI SPESSA; proveniente dalla zona centro-occidentale di Spessa, grazie alla macerazione prefermentativa di alcune ore presenta note ramate di grande luminosità. All’olfatto è elegante e pulito, con sentori di pera matura e piccole bacche, intenso e complesso, in bocca ha buona piacevolezza e sapidità.
-COLLIO FRIULANO 2024 – RACCARO; vino del produttore ospite in sala, Luca Raccaro, che, continuando la tradizione dell’azienda di famiglia dal 1927, nella zona di Cormòns (già citata per l’alta concentrazione di ponca), ha creato un vino originale, decisamente molto apprezzato, per gli eleganti sentori di pera e agrumi, le note iodate e l’elegante coerenza gusto-olfattiva.

-COLLIO MALVASIA 2024 – CACCESE; zona di Pradis, parte occidentale del Collio, questa malvasia non aromatica, tipica del territorio istriano, regala inaspettati sentori mentolati, con note floreali di elicriso e genziana, resina e ricordi balsamici e boschivi. Sapido e persistente, al gusto un ritorno di erbe officinali e cardamomo ne fanno un vino piacevole che attira il sorso.
-FRIULI SAUVIGNON SANDIS 2024 – MARCO FELLUGA; prodotto in una delle aziende pioniere del vino friulano, a Gradisca d’Isonzo, è un vino di ottima freschezza che delinea le caratteristiche del vitigno dai sentori di bosso, glicine e foglia di pomodoro per eccellenza. Ottima sapidità ed eleganza, non troppo opulento ma di grande piacevolezza.
-COLLO BIANCO 2024 – COLLE DUGA; prodotto a Zegla, al confine occidentale con la Slovenia, su appena 10 ha vitati di proprietà dell’azienda Damian Princic, è un blend di friulano, chardonnay, malvasia e sauvignon, vinificati separatamente e assemblati dopo la maturazione di una parte in acciaio e dell’altra in botte, filosofia che lascia esprimere il massimo da ogni vitigno protagonista; un vino complesso e sfaccettato dai sentori speziati e di erbe mediterranee.

-COLLIO MERLOT 2020 – GRADIS’CIUTTA; a chiudere un rosso internazionale ma friulano al tempo stesso, vinificato per metà in acciaio e per metà in botte, pieno, corposo, dalla tenue speziatura e dalla struttura stentorea, di grande freschezza e sapidità e dal finale lungo e piacevole.
La vivace degustazione si è conclusa con l’assaggio del Montasio DOP, in diverse stagionature, e il Prosciutto San Daniele DOP, prodotti squisiti a conferma della grande qualità e attenzione che questo territorio pone nelle sue espressioni enogastronomiche.
Possiamo solo dire… Arrivederci Collio Day alla prossima edizione!
da AIS Sardegna - Delegazione di Cagliari | Nov 5, 2025 | 2025, Corsi
Viste le numerose richieste la Delegazione AIS di Cagliari prosegue il suo percorso didattico con un nuovo Corso per Sommelier di 1° livello.
Il corso introduce all’affascinante mondo della sommellerie approfondendo i temi di viticoltura, enologia, tecnica della degustazione e del servizio, che rappresentano le basi della professionalità del Sommelier.
Ai seguenti link è possibile scaricare:
Di seguito riportiamo tutte le informazioni utili per una più compiuta comprensione dei contenuti del corso e delle modalità di iscrizione.
Sede del Corso: Caesar’s Hotel, Via Charles Darwin, 2/4, 09126 Cagliari CA
Inizio lezioni: martedì 22 gennaio 2026
Calendario lezioni: vedi allegati
Orari: TURNO UNICO: 20:00/22:15
Percorso didattico: 15 lezioni in aula e visita ad una azienda vitivinicola.
Materiale didattico: Valigetta con bicchieri da degustazione e libri di testo editi da AIS.
Costo: € 600,00 (€ 510 + quota di € 90 per l’iscrizione alla Associazione Italiana Sommelier) in un’unica soluzione o in due rate (€ 300,00 in acconto e il saldo di 210,00€ entro la quinta lezione).
Posti disponibili: max 45
Scadenza: Fino ad esaurimento posti e entro il 19 GENNAIO 2026
Direttore del Corso: Sommelier Simona Gulli
Referente: Sommelier Simona Gulli – Delegato AIS Cagliari
Info: cagliari@ais-sardegna.it – cell. 370 1232810
Numero assenze massime consentite: 2
ISCRIZIONI ONLINE
La procedura di iscrizione al corso sarà interamente online.
Cliccando sul bottone sottostante ISCRIVITI ORA verrete rimandati alla pagina di iscrizione al Corso. Trattandosi di un primo livello, Vi verrà richiesto di procedere prima alla registrazione all’Associazione Italiana Sommelier inserendo tutti i dati presenti sulla pagina. Successivamente potrete dare seguito all’iscrizione al Corso.
In un caso e nell’altro raccomandiamo di non eseguire subito il pagamento ma di attendere la comunicazione che vi verrà inviata non appena il Corso avrà raggiunto il numero minimo di partecipanti. Sino a quel momento la vostra registrazione sarà considerata come preiscrizione.
La procedura si perfezionerà solo con il pagamento da effettuarsi prima dell’inizio delle lezioni.
Per ricevere assistenza su tale procedura potrete contattare il seguente numero: 349.0683997 ovvero inviare una mail a segreteria@ais-sardegna.it

da Valentina Carboni - Delegazione di Sassari | Ott 27, 2025 | 2025, Articoli
Un’affascinante scalata tra le vette dell’Alto Adige per conoscere e gustare un vitigno antico e amato, capace di dare vita a vini pregiati e originali tra i più apprezzati al mondo: il pinot noir.
Nel seminario del 10 ottobre presso l’Hotel Carlo Felice, intitolato “Diverse anime: un solo vitigno: il Pinot Nero dell’Alto Adige”, ci ha guidato André Senoner, giovane ed esperto sommelier, Master of Pinot Noir nel 2021, che con 8 vini in degustazione, sapienza e agilità ha illustrato l’altra anima dell’Alto Adige, quella del vino rosso di alta qualità. Territorio noto per la sua vocazione per i vitigni a bacca bianca, tra i quali spiccano chardonnay e pinot grigio, ha un passato di grandi produzioni di rossi che si ripresenta oggi con il pinot nero, in un panorama che vede la coltivazione di oltre venti vitigni diversi. Su quasi 6000 ettari di superficie vitata, il territorio altoatesino ha una produzione variegata su terreni alpini e altitudini che variano dai 200 ai 1000 metri slm, godendo anche delle correnti mediterranee. Questo panorama può significare solo una cosa: vini diversi per vitigni e terroir e qualità eccellente grazie agli oltre 4500 viticoltori che rappresentano le diverse anime del territorio.

Il pinot noir occupa oggi uno spazio da protagonista nel panorama vitivinicolo dell’Alto Adige: vitigno tra i più antichi al mondo, nasce nel primo millennio da un incrocio tra (pinot) meunier e traminer, e qui prende il nome di blauburgunder (Blu di Borgogna, luogo natio del vitigno); ha buccia sottile che dona al vino un colore rosso non particolarmente intenso, predilige clima fresco con terreni magri e drenanti, composti prevalentemente da porfido, mica, quarzo e calcare. Oltre alle produzioni più prestigiose della Francia, è eletto a vitigno protagonista anche nel continente oceanico, in Sudafrica e Oregon, a dimostrare che il pinot nero è ormai cittadino del mondo, con ben 118.000 ha vitati in tutto il pianeta.
Dalla vendemmia 2024 i vini della DOC Alto Adige potranno riportare in etichetta le U.G.A. (Unità Geografiche Aggiuntive)
In degustazione otto vini, ognuno con un’anima diversa, espressione dei terroir altoatesini:
– Alto Adige Val Venosta DOC Pinot Nero 2023 – Cantina Marinushof: prodotto nelle colline di Castelbello, vinificato in barrique francesi per il 20% nuove; limpidissimo nel calice e con caratteristici sentori di frutti rossi freschi, spezie scure ed erbe aromatiche, con buona freschezza e tannini docili e avvolgenti.
– Alto Adige DOC Pinot Nero Windschnur 2022 – Tenuta Castel Rametz: proveniente dall’areale di Merano, con una piccola produzione di 2500 bottiglie, al naso presenta frutta matura, conseguenza dell’annata particolarmente calda, e sentori di legno tostato, ma è più spregiudicato al palato, sapido ed elegante, con un tannino “educato” e un finale lungo e piacevole.
– Alto Adige DOC Pinot Nero Riserva Anrar 2022 – Cantina Andriano: prodotto dall’azienda più antica del territorio, recentemente acquisita dalla Cantina di Terlano; svolge la fermentazione malolattica e la successiva maturazione in barrique, presenta note di melagrana matura ed erbe aromatiche al naso e al palato, con un bel retrolfatto fruttato e succoso; un vino caldo e saporito che rimanda a sensazioni autunnali.

– Alto Adige DOC Pinot Nero Maglen 2022 – Cantina Tramin: prodotto con uve provenienti per metà dal Maso di Mazzon (zona vitivinicola estremamente vocata al pinot nero), per metà dalle vigne di Gleno, ricca di terreni di argilla sabbiosa; alla vista rubino limpido e acceso, dagli avvolgenti sentori di confettura di ciliegia, di buona sapidità, tannini “adesivi” e una moderata persistenza.
– Alto Adige DOC Pinot Nero Riserva Matan 2022 – Pfitscher: anche in questo caso, uve provenienti dal vigneto di Gleno, frazione del comune di Montagna (matan, montagna in tedesco): nel susseguirsi della degustazione, è un crescendo di percezioni gusto-olfattive più intense, e questo vino con i suoi sentori balsamici, di cacao e caffè, si differenzia dai precedenti per maggiore espressività ed evoluzione, rimanda a sentori che virano all’arancia sanguinella, per un vino atipico di buona struttura che ancora una volta dimostra la diversità delle sfumature di pinot nero in un areale limitato nell’estensione ma ricco di differenze espressive.
– Alto Adige DOC Pinot Noir Riserva Vigna Kofl 2022 – Peter Zemmer, proviene da una vigna di 14 ha situata a oltre 1000 metri slm. Matura un anno in barrique di rovere di primo passaggio e ulteriori 6 mesi in acciaio. È caratterizzato da sentori di frutti croccanti ed erbe alpine, ottima freschezza e sapidità, dai tannini modulati e aggraziati.
– Alto Adige DOC Pinot Nero Riserva Lehmont 2021 – Cantina Sankt Pauls: rubino tenue, intenso e speziato di cardamomo, di ottima struttura, abbellito da tannini gentili; un vino dal bel carattere che nasce da terreni calcarei e esprime il meglio di sé dopo una breve sosta nel calice.

– Alto Adige DOC Pinot Nero Riserva Trattmann 2022 – Cantina Girlan, prodotto con uve provenienti per la maggior parte dalla Bassa Atesina su terreni argilloso-calcarei e in parte dalle zone collinari dell’Oltradige su roccia vulcanica; svolge la fermentazione malolattica, è un vino intenso e avvolgente, con sentori affumicati, tannini polverosi e una buona propensione ad evolversi.
Un viaggio coinvolgente e ricco di sorprese che solo un vitigno nobile come il pinot nero poteva regalarci, sotto una guida esperta che ha saputo illustrarne le diverse espressioni in un territorio di tradizione e sapienza vitivinicola. Pinot nero altoatesino che esprime freschezza e struttura diversa rispetto al ‘cugino’ d’oltralpe, ma che riesce comunque a stupire e ad affascinare.
da Delegazione di Cagliari | Ott 23, 2025 | 2025, Articoli, Laboratori, News
Ci sono vitigni che, più di altri, hanno saputo trasformarsi in viaggiatori instancabili, capaci di attraversare oceani e culture senza perdere identità, ma anzi arricchendola. Il Sauvignon Blanc è uno di questi: versatile, cosmopolita, sorprendente, capace di adattarsi ai climi più diversi e di interpretare con finezza le sfumature di ogni terroir.
Dal cuore della Loira alle valli del Marlborough, dalle colline friulane fino alle regioni più remote del Nuovo Mondo, il Sauvignon Blanc ha tracciato una rotta unica, diventando ambasciatore di stili e sensibilità enologiche differenti. Ogni territorio imprime la propria firma, eppure il vitigno resta riconoscibile, con la sua inconfondibile energia.
Il seminario “La rotta del Sauvignon Blanc: un vitigno infinite sorprese” ci accompagnerà in un percorso che attraverserà diverse nazioni in giro per il mondo, mettendo a confronto etichette selezionate per rappresentare la ricchezza e la varietà del panorama mondiale.
La particolarità dell’incontro? Le degustazioni saranno condotte alla cieca. 7 vini senza etichette, senza riferimenti, lasciando che sia soltanto il calice a parlare. Un’occasione per allenare i sensi, per abbandonare certezze e pregiudizi e scoprire quanto il terroir e la mano del produttore possano plasmare l’identità di un vitigno così universale.
A guidare il percorso sarà Massimo Castellani, relatore AIS e docente riconosciuto a livello internazionale che, con rigore e passione, offrirà strumenti critici, confronti e suggestioni per interpretare le diverse anime del Sauvignon Blanc. Un approccio che unirà la precisione tecnica all’arte del racconto, arricchendo ogni tappa con riflessioni e spunti di approfondimento.
Un appuntamento da non perdere per chi desidera affinare il proprio approccio alla degustazione, crescere nella capacità di lettura dei vini internazionali e vivere un’esperienza sensoriale che unisce formazione, piacere e … qualche sopresa!
Degusteremo Sauvignon Blanc provenienti da:

ITALIA
FRANCIA
NUOVA ZELANDA
SUD AFRICA
CILE
cagliari@ais-sardegna.it
Sommelier Simona Gulli 370 1232810
Se siete interessati, affrettatevi a formalizzare la vostra iscrizione; i posti disponibili sono solo 55.
Dettagli evento:
- Data: giovedì 20 novembre 2025
- Relatori: Sommelier Massimo Castellani
- Sede: Caesar’s Hotel – Via Charles Darwin, 2/4, 09126 Cagliari CA
- Orario: 20:00
- Contributo Soci: € 50,00 (in regola con la quota associativa 2025)
- Contributo Soci 2024 non in regola con la quota 2025 al momento dell’iscrizione: € 50,00 + IVA
- Contibuto NON SOCI: € 60,00 +IVA
- Posti disponibili: max 55
- Scadenza iscrizioni: fino ad esaurimento posti ed entro il 15 novembre 2025
- Disdetta iscrizioni: Se dopo la prenotazione l’iscritto fosse impossibilitato a partecipare dovrà darne avviso all’organizzazione tempestivamente e comunque entro le 48 ore precedenti il seminario. Dal rimborso della quota sarà detratta una somma di €5,00 a titolo di spese amministrative. La mancata presentazione o la disdetta a meno di 48 ore dall’inizio dell’evento non daranno diritto al rimborso.
- Lista d’attesa: All’esaurirsi dei posti, gli iscritti saranno inseriti in lista d’attesa (esclusivamente tramite mail a cagliari@ais-sardegna.it) e contattati secondo l’ordine di iscrizione non appena si dovessero liberare dei posti.
- Bicchieri da degustazione: i soci e sommelier partecipanti dovranno dotarsi della valigetta con i bicchieri.
I NON SOCI e i SOCI 2024 DEVONO ESEGUIRE ACQUISTI NOMINATIVI (NOME E COGNOME E CODICE FISCALE E TUTTI GLI ALTRI DATI)
NON SONO AMMESSE ISCRIZIONI E PAGAMENTI A NOME DI SOCIETÀ

da AIS Sardegna - Delegazione di Sassari | Ott 16, 2025 | 2025, Corsi
La Delegazione AIS Sassari prosegue la sua programmazione didattica con un nuovo Corso per Sommelier di 3° livello ad ALGHERO.
Questo modulo del Corso offre ai partecipanti la possibilità di esplorare il mondo della produzione vitivinicola italiana e straniera, con particolare attenzione al legame indissolubile con il territorio. Consente altresì di perfezionare la tecnica della degustazione del vino, determinante per poterne apprezzare ogni sfumatura sensoriale e, in particolare, per esprimere un giudizio sulla sua qualità.
Ai seguenti link è possibile scaricare:

Sede del Corso: Tenute Sella&Mosca, Loc. I Piani Alghero (SS)
Inizio lezioni: 19 novembre 2025
Calendario lezioni: vedi allegato
Orari: TURNO UNICO dalle 15:30 alle 17:45
Percorso didattico: 13 lezioni in aula
Materiale didattico: Libro di testo e quaderno degustazione, editi da AIS.
Costo: € 600,00, pagabili in un’unica soluzione o in due rate (€ 300,00 in acconto e il saldo 300,00€ entro la quinta lezione).
Posti disponibili: max 50
Scadenza: sino ad esaurimento posti e entro il 18 novembre 2025
Direttrice del Corso: Sommelier Giorgio Demuru – 347 534 0101
Info: sassari@ais-sardegna.it
Numero assenze consentite: 2
Avvertenza: l’accesso alla sede del Corso sarà consentito soltanto agli iscritti i quali devono essere in regola con la quota associativa AIS 2025
ISCRIZIONI ONLINE
La procedura di iscrizione al corso sarà interamente online.
Cliccando sul bottone sottostante ISCRIVITI ORA verrete rimandati alla pagina di iscrizione al Corso. La procedura si perfezionerà con il pagamento da effettuarsi prima dell’inizio delle lezioni.
Per ricevere assistenza su tale procedura potrete contattare il seguente numero: 349.0683997 ovvero inviare una mail a segreteria@ais-sardegna.it

da Salvatore Circosta - Delegazione di Sassari | Ott 7, 2025 | 2025, Letto per voi
Ci sono libri che si leggono come manuali, aridi e didascalici, e altri che si gustano come un buon calice di vino: complessi, precisi, capaci di sorprendere pagina dopo pagina. Il suono dello Champagne di Pietro Palma (Edizioni Ampelos) appartiene sicuramente alla seconda categoria. Non è soltanto un saggio sul vino: è un’opera che riesce a fondere rigore tecnico e leggerezza narrativa, unendo la chiarezza della divulgazione all’incanto della metafora musicale.
L’autore parte da un’idea tanto semplice quanto potente: lo Champagne non è solo vino, è un’esperienza armonica. Ogni scelta del vignaiolo – dal vitigno alla pressatura, dal dosaggio alla sboccatura – equivale a un cursore di un equalizzatore, a una levetta capace di spostare l’intero equilibrio della sinfonia. Ne nasce un racconto che, pur attraversando tutte le tappe del metodo champenois con precisione quasi chirurgica, mantiene sempre la freschezza di un brano jazz suonato dal vivo.
Uno dei meriti maggiori dell’autore è l’aver scardinato la retorica complicata e macchinosa che da secoli circonda le bollicine più celebri al mondo. Niente voli pindarici, niente stucchevoli metafore sulla “magia” o sulla “poesia” della fermentazione: Palma riporta lo Champagne con i piedi ben piantati nella terra da cui nasce, tra il gesso che riflette la luce, i pendii che drenano l’acqua e le scelte agronomiche e tecniche che fanno la differenza tra un vino mediocre e un vino capolavoro. E lo fa senza mai diventare pedante e, soprattutto, evitando il rischio di trasformare il suo libro in un manuale universitario. È piuttosto una guida di viaggio: arguta e un po’ ironica, che non teme di sdrammatizzare e smorzare i toni, quando serve.
La struttura stessa del volume è pensata per accompagnare il lettore in un percorso progressivo: dalla definizione di Champagne al mosaico di terroir, fino alla degustazione e alle prospettive della denominazione. Ogni capitolo sembra la tappa di una degustazione guidata, con il lettore seduto a un bancone ideale, che acquisisce conoscenza a piccoli sorsi.
La sua scrittura ha un ritmo che conquista: mai monotona, sempre ricca di esempi concreti, a tratti divertente, eppure decisamente intransigente. Non si ha mai l’impressione di “studiare”. Si ha la sensazione di ascoltare un appassionato che racconta lo Champagne con entusiasmo contagioso, capace di rendere affascinante anche la più tecnica delle spiegazioni.
La trovata del “suono” come chiave di lettura è una riuscitissima metafora: diventa una vera e propria griglia interpretativa che consente di leggere lo Champagne come un’opera collettiva di equilibri. Nel libro lo Champagne non è solo raccontato, è anche interpretato. Una interpretazione che ci ricorda che ogni bottiglia non è un miracolo improvviso e casuale, ma la somma di innumerevoli dettagli, come una partitura costruita nota dopo nota.
In un panorama editoriale dove abbondano guide, atlanti e volumi celebrativi sul tema, Il suono dello Champagne riesce a distinguersi perché non si limita a raccontare “cosa bere”, ma insegna a capire “come nasce ciò che beviamo”. È un libro che istruisce e non annoia, che può appassionare sia lo studente di enologia sia l’appassionato che vuole bearsi del fascino delle bollicine.
Alla fine della lettura, la tentazione è inevitabile: stappare una bottiglia e ascoltarne davvero il “suono”. L’autore riesce a trasformare un prodotto di lusso, spesso avvolto da un’aura di inaccessibilità, in un fenomeno umano, culturale e tecnico, avvicinandolo al lettore senza togliergli un briciolo di fascino.
Se molti libri sul vino ci lasciano con una nozione in più, questo ci lascia con una bella consapevolezza e con un desiderio diverso: riascoltare, calice in mano, la melodia che ogni produttore di Champagne ha deciso di scrivere per noi.
Il suono dello Champagne è dunque più di un libro: è un invito a degustare con le testa, oltre che con il palato. E, cosa non da poco, a godersi un testo che sa essere serio senza mai prendersi troppo sul serio. Un brindisi scritto che mi è piaciuto molto.