Intervista a Roberta Porceddu, presidente Movimento Turismo del Vino-Sardegna

Intervista a Roberta Porceddu, presidente Movimento Turismo del Vino-Sardegna

Lo scorso 27 gennaio c’è stato il passaggio di consegne al vertice del Movimento Turismo del Vino – Sardegna tra la presidente uscente Valentina Argiolas e la subentrante Roberta Porceddu, titolare della Cantina Lilliu di Ussaramanna (provincia Sud Sardegna).

Alla nuova presidente abbiamo pensato di rivolgere qualche domanda.

Allora, Roberta, raccontaci innanzitutto come è stato il tuo percorso di avvicinamento al mondo del vino.

Ho iniziato a lavorare molto presto. Avevo 16 anni quando le mie sorelle hanno rilevato a Cagliari, nel quartiere Marina, una bottega storica per la vendita di formaggi e prodotti tipici dove lo spazio dedicato ai vini è sempre stato molto curato. Conciliando poi sempre più seriamente gli studi universitari con l’attività di famiglia, ho imparato sul campo ad educare il palato a gusti autentici e di alta qualità. Grazie a numerosi viaggi in giro per l’Europa, ma soprattutto in giro per la nostra magica isola, ho avuto modo di trovare produttori che esprimevano con i loro vini la loro passione. E così negli anni ho imparato che il vino è passione e territorio insieme.

La vostra giovane azienda ha puntato fin da subito e con decisione sull’accoglienza in cantina: quali sono stati i motivi di questa scelta, rivelatasi poi felice?

Siamo nati nel 2000, anno in cui mio marito Pietro ha deciso di fondare la cantina. Fortuna che arriva da una famiglia di agricoltori, anzi, è proprio nato agricoltore, perché ha impiantato da solo 4 ettari di vigna. E già questa mi sembra una bella storia da raccontare!

L’accoglienza è iniziata nel 2014: dopo aver fatto un completo restyling dell’immagine sia delle bottiglie che della cantina, il pubblico ha chiesto spontaneamente di venirci a trovare. Nel 2017 Valentina Argiolas mi ha proposto di riportare in auge il Movimento Turismo del Vino (che era stato voluto fortemente e fondato in Sardegna la prima volta nel 1993, sia dalla sua famiglia che da altre cantine storiche come quella di Alberto Loi). Io ho detto subito sì. Così io, lei e Giancarlo Demuro della Cantina Surrau ci siamo costituiti in associazione e siamo partiti. Ora contiamo più di 20 iscritti e la cosa più bella è che abbiamo unito realtà vitivinicole e territoriali tra loro diversissime.

È trascorso quasi un anno dall’inizio dell’emergenza dovuta alla pandemia del Covid-19: in che modo avete organizzato l’attività dell’azienda, in questi mesi, e come è stata gestita l’accoglienza nella breve finestra dell’estate 2020?

Dopo un primo periodo di smarrimento abbiamo pensato alla cosa più semplice: sfruttare la tecnologia! Per cui le degustazioni on line e le dirette col produttore sono diventate ormai il nostro quotidiano. Per il resto, nei mesi in cui è stato possibile, abbiamo accolto in modo contingentato i pochissimi clienti che nel 2020 sono venuti in Sardegna. Il bello è che dalle crisi nasce sempre un nuovo modo di vivere, infatti è aumentato tantissimo il pubblico autoctono dei winelovers. Purtroppo non è stato possibile organizzare i due eventi storici del Movimento: Cantine aperte e Calici di Stelle.

 

Ci puoi spiegare come è strutturata l’associazione Movimento Turismo del Vino, le finalità che persegue e, dal punto di vista operativo, come sono organizzate le attività, soprattutto nel nostro territorio?

L’associazione è strutturata per regioni. Ogni regione ha un suo CDA formato da tre cantine che gestiscono con una segreteria regionale sia la parte amministrativa che organizzativa. I presidenti delle regioni si incontrano mensilmente tra loro sotto la supervisione del presidente nazionale che da quest’anno è Nicola D’Auria, a sua volta dotato di segreteria nazionale. Ogni decisione è coordinata in modo da avere su tutto il territorio nazionale un’unica immagine, un logo, eventi storici che si susseguono anno dopo anno, creando omogeneità e alta serietà nella comunicazione.

Gli scopi sono quelli di:

promuovere la cultura del vino attraverso le visite nei luoghi di produzione; sostenere l’incremento dei flussi turistici in tutte le aree d’Italia a forte vocazione vitivinicola; qualificare i servizi turistici delle cantine; incrementare l’immagine e le prospettive economiche ed occupazionali dei territori del vino.

Quest’anno, vista l’incertezza dovuta alla crisi sanitaria, ho ottenuto che venisse concessa alle singole delegazioni regionali l’autonomia per poter decidere di operare a seconda del colore in cui ognuna di noi si sarebbe trovata volta per volta. Sul nostro territorio le manifestazioni più importanti restano le stesse del territorio nazionale: Calici di Stelle e Cantine aperte. Da quest’anno ci sarà un nuovo evento: Vigneti aperti.

Galleria comunale d’arte, Cagliari

Compatibilmente con le direttive che arriveranno dal governo, quali sono, nell’immediato e in vista della prossima stagione turistica, i programmi dell’associazione che tu presiedi?

È un po’ presto per dirlo, ma siccome sono un inguaribile ottimista, spero di poter organizzare Calici di Stelle, un evento che si volge tra l’11 e il 16 agosto, proprio durante i giorni dedicati a San Lorenzo e alle stelle cadenti, che negli scorsi anni è stato sempre un gran successo. La nostra scelta va a favore dei luoghi di cultura di particolare bellezza o di interesse paesaggistico o naturale.

Casa Zapata, Barumini

Ogni anno diversi e ogni anno volti a far convergere il pubblico nelle diverse zone geografiche e vitivinicole della Sardegna. Il primo anno è stata la Galleria comunale d’arte all’interno dei giardini pubblici di Cagliari. Il secondo anno l’evento si è svolto lungo il Porto Vecchio di Porto Cervo e il terzo anno a Barumini, nei giardini di Casa Zapata. Spero davvero di poterlo organizzare anche quest’anno, sia per il piacere di radunare i produttori e rivederci finalmente, sia perché ho un’idea pazzesca su dove farlo!