Vigneti Eroici: sapori e storie dal Mandrolisai
Lo scorso 7 dicembre 2025, a Meana Sardo, un caratteristico paese di 1524 anime nel cuore del Nuorese, si è tenuta la giornata della “Degustazione Eroica”, un evento enologico che ha celebrato i vini prodotti con la “viticoltura eroica”, ovvero la coltivazione della vite in condizioni territoriali estreme e impervie, e che ha visto coinvolta AIS Sardegna con colleghi sommelier provenienti dalle diverse Delegazioni dell’Isola.

È stata un’esperienza molto piacevole, un viaggio enogastronomico che ha riunito appassionati di vino e curiosi, per scoprire i segreti dei Vigneti Eroici del territorio di Meana, estremità meridionale della DOC Mandrolisai. Fin dai primi istanti della manifestazione si percepiva un’accoglienza calorosa della comunità, con le strade del paese piene di persone che si sono riunite per vivere questa tradizione vitivinicola.
Giuseppe Carrus del Gambero Rosso ha guidato il racconto dei Vigneti Eroici, affiancato da Anais Cancino (Wineteller), Cristina Mamusa (Le Strade del Gusto) e Giulia Salis (Videolina). La tavola aperta ha presentato voci, esperienze e sguardi diversi sul territorio di Meana Sardo, con un riferimento anche all’areale “ospite”, la Valtellina, un altro esempio di viticoltura eroica.

La giornata è iniziata con degustazioni guidate e interventi di chef e produttori, che hanno raccontato le storie dietro i vini e i piatti presentati.
Lo chef Leonildo Contis ha aperto le danze con un panettone tradizionale con salsa al pane di sapa e zabaione al vino “El Dorado”, un bianco dolce della Vitivinicola Fulghesu, proposto anche in abbinamento. Un connubio che ha lasciato il segno, grazie anche alla guida esperta della sommelier Angela Mereu della Delegazione di Oristano.
La festa è continuata con Emanuela Billi, collaboratrice di Sandro Cubeddu (bloccato all’ultimo momento dall’influenza), che ha proposto un padellino al mais con ricotta e pomodoro alla pizzaiola, abbinato al Mandrolisai Rosato “Roseu” 2024 della Cantina Demuru. Un piatto semplice ma gustoso, che ha fatto innamorare il pubblico; la degustazione del vino è stata condotta dal sommelier Salvatore Circosta, Delegato di AIS Sassari.

Quindi lo chef Roberto Pisano ha portato in tavola un arancino allo zafferano e pecorino, ripieno di totano, abbinato al Mandrolisai Rosso “Favòe” 2023 della Cantina Meloni Nicolò. Un’esplosione di sapori e colori, in un abbinamento descritto con maestria dal sommelier Giorgio Demuru della Delegazione di Sassari.
La Valtellina si è presentata al pubblico isolano con lo chef Davide Maddalena, che ha proposto un taroz della tradizione con cotechino morbido, abbinato al Valtellina Superiore Valgella “Carterìa” Riserva 2021 della Cantina Fay. Un piatto che ha fatto scoprire le bellezze di questa caratteristica area della Lombardia, grazie anche alla guida del sommelier Antonio Furesi, Presidente di AIS Sardegna.

Lo chef Mauro Ladu ha risposto, interpretando un piatto d’ispirazione barbaricina: pane, formaggio, pomodoro e lardo, abbinato a Isola dei Nuraghi Bovale IGT “Olosìa” 2021 della Cantina Meana. Un’esperienza autentica e gustosa, sotto la conduzione appassionata del sommelier Francesco Deriu, Delegato di AIS Nuoro.
In ultimo, lo chef Luigi Pomata ha chiuso la degustazione con una fregula con genovese di tonno, limone e pecorino, abbinato a “Cannone 999”, vino rosso dell’Azienda Agricola Universum. Un percorso sensoriale guidato dal sommelier Roberto Pisano, della Delegazione di Cagliari, Vice Presidente di AIS Sardegna.

Il servizio dei vini in sala è stato curato puntualmente dai colleghi sommelier Tonina Chessa e Mario Deledda della Delegazione di Nuoro e Paolo Meloni della Delegazione di Oristano.
In serata l’evento è stato accompagnato dall’energia e dall’intrattenimento musicale della Seuin Street Band.
La serata, infine, si è conclusa con un tocco di tradizione: lo civalgeddu fritto, il pane fritto tipico della cultura gastronomica meanese, soffice e caldo, preparato sul momento per regalare un finale di gusto autentico e appagante.

Si è trattato, in conclusione, di un evento decisamente ben riuscito, che ha confermato la vocazione enogastronomica della Sardegna e l’importanza di tutelare e promuovere i prodotti locali. Meana Sardo ha dimostrato di essere un luogo unico, dove la natura e l’uomo si incontrano in un rapporto di felice connubio, creando qualcosa di veramente speciale.

