Champagne – Gemme di piccoli produttori

Champagne – Gemme di piccoli produttori

Il termine Champagne non ha bisogno di grandi presentazioni, grazie al lavoro delle grandi Maison che dominano il mercato, oggi tutti conoscono il significato di questa parola.

Se sei un vero appassionato di questa celebre regione e desideri approfondire la tua conoscenza di questo vino straordinario, non perdere l’opportunità di partecipare alla nostra esclusiva masterclass dedicata ai piccoli produttori, che ci regalano esperienze uniche e autentiche e che meritano assolutamente di essere scoperte.

Durante questa masterclass, avrai l’opportunità di esplorare le storie e le tradizioni di questa magnifica regione e di alcuni dei suoi produttori, veri e propri artigiani del vino che si dedicano con passione alla coltivazione delle loro vigne e alla produzione di Champagne sostenibili e di alta qualità. Scoprirai come la loro attenzione ai dettagli e l’amore per il territorio si riflettano nei loro vini.

Venerdì 20 Dicembre, Guido Invernizzi, grande conoscitore della regione ed esperto relatore ci accompagnerà in un viaggio sensoriale attraverso una selezione di 6 etichette, ognuna con il proprio carattere distintivo e le proprie peculiarità. Non si tratta solo di bere champagne ma di vivere un’esperienza completa.

Se siete interessati, affrettatevi a formalizzare la vostra iscrizione; i posti disponibili sono solo 45.

Al termine della serata è previsto un piccolo rinfresco.

Di seguito le etichette in degustazione:

  • Richard Cheurlin – Brut Rosè
  • Delouvin Nowack – Meunier Perpetuel extra brut
  • Olivier Herbert – Nature
  • Andrè Robert – Les Jardin du Mesnil Blanc de Blanc Grand Cru (2017)
  • Pascal Henin – Blanc Comme Neige Extra Brut (2016)
  • MINIÈRE F&R – SYMBIOSE 2014 – extra brut

 

 

  oristano@ais-sardegna.it
Sommelier Alessandro Benini 348 2887662370 

 

 

 

 

 

 

Dettagli Evento

  • Data: venerdì 20 dicembre 2024
  • Relatore: Sommelier Guido Invernizzi
  • Sede:  Hotel Mariano IV – Piazza Mariano, 50 – 09170 Oristano – ingresso Via Mariano IV
  • Orario: 19:30
  • Contributo Soci: € 60,00 (in regola con l’ultima quota associativa 2024)
  • Contributo Soci 2023 non in regola con la quota 2024 al momento dell’iscrizione: € 60,00 + IVA
  • Contibuto NON SOCI: € 70,00 +IVA
  • Posti disponibili: max 45
  • Scadenza iscrizioni: fino ad esaurimento posti ed entro il 17 dicembre 2024
  • Disdetta iscrizioni: Se dopo la prenotazione l’iscritto fosse impossibilitato a partecipare dovrà darne  avviso all’organizzazione tempestivamente e comunque entro le 48 ore precedenti il seminario. La mancata presentazione o la disdetta a meno di 48 ore dall’inizio dell’evento non daranno diritto al rimborso. Dal rimborso della quota sarà detratta una somma di €5,00 a titolo di spese amministrative. 
  • Lista d’attesa: All’esaurirsi dei posti, gli iscritti saranno inseriti in lista d’attesa e contattati secondo l’ordine di iscrizione non appena si dovessero liberare dei posti.
  • Bicchieri da degustazionei soci partecipanti dovranno munirsi della valigetta con i bicchieri.

 

ATTENZIONE: per motivi fiscali, i Soci 2023 e i NON Soci devono effettuare ordini e pagamenti SEPARATI dai Soci.

NON SONO AMMESSE ISCRIZIONI E PAGAMENTI A NOME DI SOCIETÀ

 

L’evento è SOLD OUT per essere inseriti nella lista d’attesa inviare una mail a oristano@ais-sardegna.it

 

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Corso 1° livello CAGLIARI 2024/25

Corso 1° livello CAGLIARI 2024/25

Viste le numerose richieste, la Delegazione AIS di Cagliari propone un nuovo Corso per Sommelier di 1° livello.

Il corso introduce all’affascinante mondo della sommellerie approfondendo i temi di viticoltura, enologia, tecnica della degustazione e del servizio, che rappresentano le basi della professionalità del Sommelier.

Ai seguenti link  è possibile scaricare:

 

Di seguito riportiamo tutte le informazioni utili per una più compiuta comprensione dei contenuti del corso e delle modalità di iscrizione.

 

Sede del Corso: Caesar’s Hotel, Via Charles Darwin, 2/4, 09126 Cagliari CA
Inizio lezioni: lunedì 18 novembre 2024
Calendario lezioni: vedi allegati
Orari: 1° turno dalle 16:30 alle 18:45

2° turno dalle 20:00 alle 22:15 POSTI ESAURITI – NON POSSIAMO ACCETTARE PIU’ ISCRIZIONI

Percorso didattico: 16 lezioni in aula e visita ad una azienda vitivinicola.
Materiale didattico:  Valigetta con bicchieri da degustazione e libri di testo editi da AIS.
Costo: € 600,00 (€ 510 + quota di € 90 per l’iscrizione alla Associazione Italiana Sommelier) in un’unica soluzione o in due rate (€ 300,00 in acconto e il saldo di 210,00€ entro la quinta lezione).
Posti disponibili: max 60
Scadenza15 NOVEMBRE 2024 e fino ad esaurimento posti.
Direttore del Corso: Sommelier Simona Gulli
Referente: Sommelier Simona Gulli – Delegato AIS Cagliari
Infocagliari@ais-sardegna.it – cell. 370 1232810

Numero assenze massime consentite: 2

 

ISCRIZIONI ONLINE

La procedura di iscrizione al corso sarà interamente online.

Cliccando sul bottone sottostante ISCRIVITI ORA verrete rimandati alla pagina di iscrizione al Corso. Trattandosi di un primo livello, Vi verrà richiesto di procedere prima alla registrazione all’Associazione Italiana Sommelier inserendo tutti i dati presenti sulla pagina. Successivamente potrete dare seguito all’iscrizione al Corso.

La procedura si perfezionerà solo con il pagamento da effettuarsi prima dell’inizio delle lezioni.

Per ricevere assistenza su tale procedura potrete contattare il numero: 349.0683997 o inviare una mail a segreteria@ais-sardegna.it

 

I POSTI DISPONIBILI SONO ESAURITI
NON POSSIAMO ACCETTARE NUOVE ISCRIZIONI


Chi fosse interessato a partecipare a un prossimo corso a Cagliari può inviare una mail al seguente indirizzo cagliari@ais-sardegna.it

 

Corso 3° livello ARZACHENA 2024/25 (IPSAR Costa Smeralda)

Corso 3° livello ARZACHENA 2024/25 (IPSAR Costa Smeralda)

La Delegazione AIS Gallura propone un nuovo Corso per Sommelier di 3° livello ad Arzachena (IPSAR Costa Smeralda).

Questo modulo del Corso offre ai partecipanti la possibilità di esplorare il mondo della produzione vitivinicola italiana e straniera, con particolare attenzione al legame indissolubile con il territorio. Consente altresì di perfezionare la tecnica della degustazione del vino, determinante per poterne apprezzare ogni sfumatura sensoriale e, in particolare, per esprimere un giudizio sulla sua qualità.

Ai seguenti link  è possibile scaricare:

Di seguito riportiamo tutte le informazioni utili per una più compiuta comprensione dei contenuti del corso e delle modalità di iscrizione.

 

(altro…)

Corso 2° livello OLBIA 2024/25

Corso 2° livello OLBIA 2024/25

La Delegazione AIS Gallura riprende la sua programmazione didattica con un nuovo Corso per Sommelier di 2° livello a Olbia.

Questo modulo del Corso offre ai partecipanti la possibilità di esplorare il mondo della produzione vitivinicola italiana e internazionale, con particolare attenzione al legame indissolubile con il territorio. Consente altresì di perfezionare la tecnica della degustazione del vino, determinante per poterne apprezzare ogni sfumatura sensoriale e, in particolare, per esprimere un giudizio sulla sua qualità.

Di seguito riportiamo tutte le informazioni utili per una più completa comprensione dei contenuti del corso nonchè delle modalità di iscrizione.

Al seguente link  è possibile scaricare:

 

 

 


 

Sede del Corso: Olbia presso Runway Aviazione Generale – Via degli Aviatori snc
Inizio lezioni: mercoledì 6 novembre 2024
Programma e Calendario lezioni: vedi allegati
Orari: dalle 19:30 alle 22:00
Percorso didattico: 16 lezioni in aula.
Materiale didattico:  n. 2 libri di testo editi da AIS e quaderno con le schede per le diverse degustazioni.
Costo: € 600,00 in un’unica soluzione o in due rate (€ 300,00 in acconto e il saldo di 300,00€ entro la quarta lezione).
Posti disponibili: max 42
Scadenza: 3 NOVEMBRE 2024 e fino ad esaurimento posti.
Direttore del Corso: Sommelier Luigi Regaglia
Info: ais.gallura@gmail.com – Attilia Medda – Delegato AIS Gallura – Info: Sommelier Luigi Regaglia – 340 840 5003

Avvertenza: l’accesso alla sede del Corso sarà consentito soltanto agli iscritti i quali devono essere in regola con la quota associativa AIS 2024

 

 

ISCRIZIONI ONLINE

La procedura di iscrizione al corso sarà interamente online.

Cliccando sul bottone sottostante ISCRIVITI ORA verrete rimandati alla pagina di iscrizione al Corso.

La procedura si perfezionerà solo con il pagamento da effettuarsi prima dell’inizio delle lezioni.

Per ricevere assistenza su tale procedura potrete contattare il seguente numero: 349.0683997  ovvero inviare una mail a segreteria@ais-sardegna.it

 

I POSTI DISPONIBILI SONO ESAURITI
NON POSSIAMO ACCETTARE NUOVE ISCRIZIONI


Chi fosse interessato a partecipare a un prossimo Corso a Olbia può inviare una mail al seguente indirizzo ais.gallura@gmail.com

 

 

Mandrolisai, cuore della Sardegna: vini e prodotti in un paesaggio rurale al centro dell’Isola

Mandrolisai, cuore della Sardegna: vini e prodotti in un paesaggio rurale al centro dell’Isola

Nell’edizione del Vinitaly appena conclusa, fra le tante interessanti masterclass messe in calendario dalla Regione Sardegna presso lo stand della collettiva regionale, ha trovato posto un seminario, organizzato da AIS Sardegna, dedicato alla straordinaria bellezza dei paesaggi, alla ricchezza della biodiversità e alla lunga storia dei vigneti che caratterizzano il Mandrolisai.

La conferenza ha offerto ai partecipanti l’opportunità di esplorare le peculiarità di questo areale vitivinicolo, caratterizzato da colline ondulate, foreste rigogliose e vallate pittoresche, dove si estendono vigneti che, incastonandosi nel variegato paesaggio, creano un panorama mozzafiato che incanta l’anima e affascina i sensi.

L’evento è stato anche l’occasione per presentare i primi passi del neonato Consorzio Volontario per la Tutela dei Vini del Mandrolisai DOC, appena costituitosi e che porta avanti un’opera di amalgama essenziale per la valorizzazione del territorio e della DOC Mandrolisai. A tal proposito abbiamo chiesto al Presidente del Consorzio, Massimiliano Mura, consulente del lavoro e viticoltore, di descrivere natura e finalità di questo nuovo organismo: “Finalmente il territorio del Mandrolisai avrà gli strumenti giusti per presentarsi al mondo del vino con vesti collettive e non più individuali. Sarà un intero territorio che cercherà di intercettare mercati e consumatori di tutto il mondo. Il Consorzio vorrebbe fare da “volano” a tutto l’indotto che ruota attorno al mondo del vino e non solo. Penso, ad esempio, alle attività di ristorazione, alle attività legate al turismo e tanto altro. La scoperta di luoghi e paesaggi che qui sono “imbalsamati” potrebbe attirare un flusso turistico durante tutto l’anno. C’è tanto nel Mandrolisai, non solo “vigna &vino”.

Oltretutto, il Consorzio è un istituto giuridico appositamente creato anche per creare una rappresentanza unitaria sia nella partecipazione alle fiere che nella distribuzione commerciale. Al momento la partecipazione ad ogni evento/fiera/manifestazione è affidata alle iniziative dei singoli produttori o, al massimo, di un gruppo di produttori. Con il Consorzio si avrà una corsia preferenziale sia nell’attività di studio che nell’organizzazione degli eventi, i cui vantaggi ricadranno sull’intero territorio. Stesso discorso verrà intrapreso con la distribuzione commerciale che, avendo numeri e autorizzazioni, sarà appannaggio del Consorzio che opererà nell’interesse di tutti i consorziati, siano essi grandi o piccoli produttori.”

Alla vice-presidenza del Consorzio è stato eletto Sebastiano Etzo, agronomo, viticoltore nonché nostro collega Sommelier. A lui abbiamo chiesto quale ulteriore contributo può offrire una stretta correlazione fra la nostra associazione e il neonato Consorzio: “Già da diversi anni l’AIS sta prestando grande attenzione al Mandrolisai. Questo è sicuramente dovuto al movimento imprenditoriale che si è creato negli ultimi anni, che ha fatto aumentare in maniera esponenziale le etichette prodotte in questo areale, e soprattutto alla qualità e alle peculiarità del prodotto. Il contributo che l’AIS può dare al neonato consorzio e a tutto il territorio in generale è quello di promuovere con le sue attività editoriali, culturali e didattiche la nostra DOC soprattutto fuori dalla Sardegna, dove è meno conosciuta.”

Durante la masterclass sono stati approfonditi alcuni temi legati alla biodiversità del territorio, del grande patrimonio vitivinicolo, fatto di vigneti e viti centenari, di altrettanto antiche tradizioni, evidenziando l’importanza di preservare e proteggere l’ecosistema unico di questa enclave isolana. Gli esperti hanno sottolineato il ruolo cruciale dei vigneti nell’ecosistema locale, in cui cannonau, monica e bovale sardo (o muristellu) coesistono per dare vita a vini unici.

Uno dei punti salienti dell’evento è stato sicuramente la degustazione di alcuni vini della DOC Mandrolisai, abilmente accostati a due prelibati salumi locali, una lonza di maiale e una salsiccia stagionata, e a due formaggi, un pecorino maturo e un ovi-caprino semi-stagionato. I partecipanti sotto la guida di due competenti relatori di AIS Sardegna, quali Pier Paolo Fiori e Roberto Pisano, hanno avuto l’opportunità di immergersi nei sapori autentici e nelle tradizioni culinarie della regione, scoprendo l’armonia tra i vini locali e i piatti tipici del Mandrolisai.

La masterclass, la prima al Vinitaly che vede AIS Sardegna protagonista, ha riscosso un ottimo risultato, testimoniato da un’affluenza di partecipanti che ne ha decretato il sold-out. I relatori hanno saputo magistralmente condividere con entusiasmo le loro conoscenze e le loro esperienze, suscitando un vivo interesse nei confronti dei temi affrontati e delle degustazioni condotte.

Un arrivederci al prossimo Vinitaly con un nuovo evento AIS Sardegna.

Viaggio alla scoperta della Turchia del vino

Viaggio alla scoperta della Turchia del vino

Un lungo ponte fisico e culturale che connette Europa e Medio Oriente dalla notte dei tempi, strategicamente incastonato tra le coste mediterranee della Grecia e le vette dell’Ararat, custode di un’incredibile ricchezza geologica, e quindi di svariati e sempre diversi capolavori paesaggistici. Questo – e molto altro – è la Turchia, che nel corso degli ultimi anni ha destato l’interesse dei più curiosi enoviaggiatori per il suo storico e profondo legame con il vino, che in questo quadrilatero formato da Turchia, Armenia, Georgia e Azerbaigian vede le sue origini ormai plurimillenarie, comprovate da inconfutabili testimonianze archeologiche. Una tra tutte, il sito di Çatalhöyük nell’Anatolia meridionale, il più antico villaggio neolitico finora rinvenuto, oggi visitabile Patrimonio Unesco, i cui scavi hanno riportato alla luce elementi di lavorazione di una bevanda ottenuta dall’uva e riconducibile a quello che oggi potremmo definire un protovino. Dobbiamo infatti immaginarci questo “şarap” – “vino” in turco – come probabilmente il termine stesso, arrivato nel nostro vocabolario sotto il lemma di “sciroppo”, ci suggerisce: vale a dire, una bevanda, sì ottenuta dal frutto della vite, ma che per composizione risulta molto più vicina alle narrazioni omeriche del “pramno”, un vino corposo, profumato e dolce da aggiunta di miele e spezie. Un vago ricordo a simili profili organolettici potrebbe rappresentare oggi il “Mahlep” anatolico, esclusivo prodotto della tenuta Diren, vino aromatizzato, dal lungo finale di rabarbaro ed erbe officinali – il “Punt e Mes” turco – che i locali amano spesso abbinare al loro caffè. Per quanto possa apparire lontano dal nostro immaginario odierno un vino che, con tali caratteristiche, potesse essere consumato nella quotidianità, è pur vero che oggi, dalla Turchia al Sudafrica, dal Cile alla Nuova Zelanda, il vino si beve, come ieri, “per togliere agli ospiti la sete ardente” (Iliade XI).


Nonostante la Turchia sia oggi il quarto produttore di uva al mondo, solo il 2,5% di questa viene trasformata in vino. Questo dato ci racconta del rapporto sempre controverso che questo Paese a grande maggioranza musulmana ha avuto nei confronti del vino, considerato una risorsa economica con uno stretto legame al passato da un lato, ma un’immonda opera di Satana dall’altro. È forse anche a seguito di un divieto così rigido alla produzione enoica, che gran parte del patrimonio ampelografico turco è andato perso nel tempo. È tanto più da stimare allora il lavoro di alcuni produttori i cui vini, tutti ottenuti da vitigni autoctoni, dopo un lungo viaggio, sono finalmente sbarcati a Cagliari in occasione dell’ultimo seminario di degustazione magistralmente condotto da Guido Invernizzi.
Una nota introduttiva a queste referenze – qualità che le accomuna tutte – è la particolare vivacità dei colori e le tonalità che si manifestano nel calice vivide e lucenti, quasi a voler comunicare: “mondo del vino, ci siamo anche noi!”.

Cappadocia Emir 2021 – Tenuta Turasan
100% emir
Cappadocia, regione particolarmente affascinante paesaggisticamente. Qui, e solo qui, su suoli vulcanici a 1000 metri slm troviamo una produzione a piede franco di emir, vitigno a bacca bianca, che per le forti escursioni termiche tra il giorno e la notte regala corredi organolettici eleganti, per alcuni esperti riconducibili a quelli del pinot grigio, e una piacevole acidità. Spicca, tra le altre, la nota rinfrescante di finocchietto selvatico e quella di scorza d’agrume. Ottimo al tramonto, in accompagnamento a un tour in mongolfiera da dove poter godere della bellezza dei panorami di questa suggestiva regione.

 


Misket 2021 – Tenuta Kavaklıdere
100% bornova misketı
Dalla Cappadocia ci spostiamo nella zona egea. Vino ottenuto meticolosamente: i grappoli di questo vitigno aromatico vengono raccolti a mano, di notte, da singole parcelle lavorate separatamente, i cui mosti vengono poi uniti solo dopo la fermentazione. Il risultato è un bianco di inaspettata complessità dove alle note prettamente varietali, si aggiungono quelle vegetali di rosmarino, floreali di gelsomino, e quindi fruttate di bergamotto, oltre a note salmastre, in un corredo gusto-olfattivo che non stanca mai per la sua varietà e per la sua freschezza. Sorprendente.

 


Arkeo Fersun 2021– Tenuta Likya
100% fersun
Dalla costa ci inoltriamo verso l’interno, che sulla cartina geografica si colora di marrone. La tenuta celebra nel suo nome l’antica civiltà Licia, popolazione indoeuropea che ha vissuto nella zona sud occidentale dell’Anatolia a partire dal II millennio a.C. L’azienda ha infatti come missione quella di far rivivere, attraverso una linea produttiva in purezza denominata “Arkeo”, antichi vitigni in via d’estinzione, tra i quali il fersun, vitigno a bacca rossa, che al calice si esprime subito con invitanti note di melograno e mora, profumi di tè e speziatura di pepe nero. Solo per far comprendere meglio ai più che non lo conoscono il suo profilo organolettico e la sua struttura, qualcuno ha provato a definirlo “il Beaujolais turco”. Questo vino può tuttavia vivere di vita propria, data la sua straordinaria espressività territoriale.

 


Arkeo Acıkara 2021 – Tenuta Likya
100% acikara
Il progetto di riscoperta di antichi vitigni della Tenuta Likya riguarda anche il vitigno acıkara, anch’esso a bacca nera, il cui termine si traduce come “nero amaro”. Dal suo nome non è difficile comprendere la consistenza della sua trama cromatica, impenetrabile, seppur vivace nei suoi riflessi. Anche il corredo olfattivo si apre da subito su note scure, che rimandano a un fitto sottobosco, alla liquirizia e al goudron francese. Un possibile abbinamento potrebbe essere con lo Hünkârbeğendi, ricco stufato di melanzane e carne di agnello di origine ottomana, ancora ampiamente diffuso nella cultura gastronomica locale.

 


Prestige Kalecik Karası 2019 – Tenuta Kavaklıdere
100% kalecik karası
Vitigno autoctono, produce vini di grande raffinatezza adatti alla maturazione in legno, come questa etichetta, ottenuta con un élevage di 9 mesi in tonneau francesi e che la Tenuta Kavaklıdere ha voluto dedicare alla sua linea “prestige”. Anche qui c’è chi ha voluto trovare un corrispondente europeo, nello specifico il pinot nero, e per la trasparenza del suo colore, e per l’eleganza dei suoi profumi.

Di questo viaggio per i mari e per i monti della Turchia ci portiamo dietro la piacevole scoperta di un territorio dove il tessuto imprenditoriale vinicolo, sebbene ancora in crescita, denota già ampi margini di successo nel panorama internazionale sia per la qualità delle sue produzioni, sia per la storia che le lega ai loro luoghi d’origine.
Concludiamo con i preziosi versi del famoso poeta persiano Omar Khayyâm, grande estimatore del vino, vissuto tra l’ XI e il XII sec., musulmano abbastanza sui generis:

“Mi dice la gente: “Gli ubriachi andranno all’inferno!”
Ma son parole queste prive di senso pel cuore:
se dunque andranno all’infermo i bevitori e gli amanti,
vedrai il Paradiso domani nudo come palmo di mano!”