Da un Presidente all’altro – Intervista a Roberto Dessanti e Antonio Furesi

Da un Presidente all’altro – Intervista a Roberto Dessanti e Antonio Furesi

Le elezioni del 26 e 27 giugno scorsi hanno indubbiamente rappresentato una pagina importante per la nostra Associazione, sia per il positivo “battesimo” del nuovo sistema di voto, completamente on line, sia per lo straordinario dato dell’affluenza alle urne “telematiche” (45%) che ha visto un netto incremento del numero dei votanti rispetto alle elezioni del 2018 (il 16% in più e tra i due aspetti c’è ovviamente una stretta correlazione). Il nuovo Consiglio Nazionale espresso dai voti degli associati ha eletto come Presidente l’umbro Sandro Camilli, supportato alla vicepresidenza dal veneto Marco Aldegheri. In Sardegna c’è stato l’avvicendamento nel ruolo di Presidente, passato da Roberto Dessanti (reduce da due mandati) ad Antonio Furesi. Per quanto riguarda i consiglieri si è andati prevalentemente nel segno della continuità: dei cinque consiglieri inseriti nel “listino” ci sono state tre conferme, Roberto Pisano (Cagliari), Roberto Piras (Sassari) e Antonio Massaiu (Nuoro) e due nuove immissioni, Nicola Pandolfi (Gallura) e Paolo Meloni (Oristano); per quanto riguarda, infine, i consiglieri di Delegazione, l’unico avvicendamento si è avuto a Cagliari, con Simona Gulli che è subentrata a Tiziana Cossu, mentre Attilia Medda, Pier Paolo Fiori, Francesco Deriu e Alessandro Benini sono stati riconfermati, rispettivamente, alla guida delle Delegazioni di Gallura, Sassari, Nuoro e Oristano.

Mentre si comincia a prendere le misure nei confronti degli impegni che ci aspettano nel prossimo quadriennio e, soprattutto, mentre fervono i lavori per la Guida Vitae 2023, ci è sembrato opportuno dare la parola ai due Presidenti (quello uscente e il neoeletto) per avere un po’ il polso della situazione. Doveroso iniziare da Roberto Dessanti, che dal 2014 all’altroieri ha avuto l’impegnativo compito di guidare la territoriale sarda.

Presidente Dessanti (mi permetto di usare ancora per qualche giorno questa definizione), inevitabile chiedere in partenza un sintetico bilancio degli otto anni appena trascorsi.

Non spetterebbe a me fare bilanci che rischierebbero di apparire di parte. Certamente ho ricevuto dalla collega Giuseppina Pilloni un’associazione in buona salute e questo ci ha messo nelle migliori condizioni per crescere, non soltanto incrementando l’attività istituzionale di formazione ma anche affrontando nuove sfide; penso all’impegno in campo editoriale per la redazione della Guida Vitae e ancora per le due edizioni della Guida alle Birre Artigianali della Sardegna che, guarda caso, ha avuto proprio in Antonio Furesi il principale promotore. Nella parte conclusiva del mio mandato siamo riusciti inoltre a portare a termine anche l’iniziativa di solidarietà Alba Vitae, alla quale tengo molto e che ha ulteriormente ampliato il nostro orizzonte di azione nel settore.

In questo arco di tempo ho avuto l’impressione che i cambiamenti nel mondo del vino (dallo sviluppo dell’enoturismo al rinnovamento della narrazione, per fare solo due esempi) abbiano avuto una notevole accelerazione e devo dire che, pur tra tante difficoltà, la nostra associazione sia stata una delle componenti che maggiormente è riuscita a farsi trovare pronta, a sincronizzarsi e a rimanere “sul pezzo”. Certo, è un percorso in divenire, però credo che le potenzialità per continuare ad essere un cardine del comparto ci siano tutte. Sei d’accordo con questa mia idea?

Sono d’accordo e se posso dire il risultato è frutto di un impegno particolare profuso in questa direzione. Voglio dire che lo sforzo è stato quello di crescere non solo come associazione e quindi guardando al proprio interno, ma anche e soprattutto nei rapporti con i produttori, in particolare attraverso i Consorzi, e le altre istituzioni del settore. Credo di poter dire che AIS Sardegna con le sue iniziative di comunicazione in ambito enogastronomico abbia conquistato un credito crescente nel comparto, tanto da accreditarsi come valido interlocutore, capace di dare un proprio contributo anche stimolando il dibattito tra i diversi protagonisti. Purtroppo l’emergenza sanitaria degli ultimi due anni ci ha costretto a rinunciare ad alcuni progetti ai quali il neopresidente spero potrà ridare slancio.

Spostando l’attenzione sulla nostra realtà isolana, quali sono le impressioni che, dal tuo osservatorio privilegiato, puoi condividere con i nostri associati?

I punti di osservazione sul comparto sono diversi e una lettura generale non potrebbe che essere superficiale. Se mi soffermo sull’aspetto produttivo non possiamo che registrare una crescita costante del settore che deve tuttavia fare i conti con numeri ancora molto limitati. È indubbio comunque che negli ultimi dieci anni il mercato isolano si è dimostrato dinamico e capace di nuove proposte che hanno attualizzato l’offerta enologica sarda senza sacrificarne le radici più identitarie. Tutto ciò è il frutto anche dell’approdo al mondo del vino di soggetti che provengono da altre esperienze imprenditoriali. Attualmente il fenomeno al quale credo si debba guardare con grande attenzione è quello che vede importanti investimenti in Sardegna da parte di imprenditori “continentali”, sia per l’acquisto di marchi isolani di grande notorietà che per l’avvio ex novo di realtà produttive in alcune zone dell’Isola particolarmente vocate. L’ambito che però meriterebbe maggiore considerazione da parte nostra è sempre quello del rapporto con il mondo della ristorazione e ricettivo in genere. Attraverso i nostri Corsi di formazione, ai quali sempre più di frequente partecipano operatori del settore, possiamo dire di aver instaurato un proficuo rapporto. Molto però resta ancora da fare in chiave di valorizzazione della vocazione enoturistica della nostra regione; e in questo ambito il nostro contributo deve esser più incisivo.

È inevitabile parlare anche delle elezioni per il rinnovo del Consiglio Nazionale, alle quali eri candidato. L’ottimo risultato in termini numerici, con un alto quantitativo di preferenze ottenute anche al di fuori dalla tua regione, non è stato però sufficiente per rientrare tra i nove eletti. Rimane la soddisfazione per la stima e l’apprezzamento rivolti alla tua persona e alla tua attività, e un pizzico di delusione, soprattutto per la forzatura che ha un po’ snaturato lo spirito della norma statutaria (che tu conosci molto bene, avendo ricoperto per molti anni il ruolo di Presidente dell’apposita commissione), concepita per la scelta dei canditati come singoli e non come appartenenti a liste bloccate. Mi piacerebbe sentire il tuo pensiero in merito a questo aspetto.

I risultati elettorali vanno sempre accettati, soprattutto quando sono il frutto di una consultazione che ha visto una partecipazione così importante. Dopo otto anni di impegno in ambito regionale mi sarebbe piaciuto indirizzare il mio impegno sul fronte nazionale, forte di una buona conoscenza della macchina associativa. Non è andata; ma come dici tu, non posso che ritenermi soddisfatto delle preferenze ottenute. A parte il mio personale risultato, penso comunque che andrebbe rivisto il meccanismo elettorale per la selezione dei nove Consiglieri che con i Presidenti regionali vanno a comporre il Consiglio Nazionale. Le ultime elezioni hanno visto in campo quattordici candidati, dei quali nove si proponevano come componenti di una sorta di lista e sono stati eletti in blocco. Questo meccanismo, del tutto legittimo per intenderci, finisce però per cambiare il sistema elettorale orientandolo verso un sistema a liste “chiuse” del tutto diverso da quello attuale che prevede, non a caso, candidature singole. Per contenere gli effetti di questo meccanismo si sarebbe dovuto attribuire all’elettore un numero di preferenze inferiore rispetto ai Consiglieri da eleggere. Ma su questi temi ci sarà modo di avviare una attenta riflessione in vista della prossima consultazione. Resta ora da vedere se l’unità in fase elettorale si tradurrà in una condivisione di intenti e di progetti che caratterizzi l’intero mandato.

Adesso che, apparentemente, ti ritrovi con un “tesoretto” di tempo libero a disposizione, come vedi il tesserato Roberto Dessanti all’interno di AIS Sardegna?

Devo riconoscere che l’impegno di Presidente è stato considerevole in termini di tempo ed energie per cui quello che mi trovo a gestire oggi è qualcosa di più di un tesoretto. In parte dovrò saldare qualche debito con la famiglia e la professione, per il resto conto di dare il mio contributo al pari degli altri associati che, senza “titoli e mostrine”, mettono a disposizione il loro impegno disinteressato senza il quale la nostra Associazione non potrebbe sopravvivere. Sono onorato perciò di rientrare nei ranghi per così dire da soldato semplice e collaborare con i colleghi che mi hanno sostenuto nella mia esperienza da Presidente. Una parte del tempo voglio anche dedicarla all’approfondimento di quegli argomenti che mi hanno sempre affascinato, in particolare la legislazione vitivinicola e l’abbinamento cibo-vino.

In conclusione, che augurio ti senti di rivolgere al neoeletto Presidente Antonio Furesi?

Credo che l’Associazione vada in mani affidabili e capaci e sono sicuro che il nuovo Consiglio che Antonio andrà a presiedere saprà consolidare i risultati ottenuti e aprire nuovi spazi operativi, forte di un rinnovato slancio che solitamente caratterizza l’avvio di un nuovo corso. L’augurio che rivolgo al neopresidente e al nuovo Consiglio è quello di poter contare su una compagine associativa coesa, fattivamente partecipe e impegnata verso un obbiettivo condiviso di crescita e di piena realizzazione del nostro scopo sociale.

Passiamo adesso proprio ad Antonio Furesi, che per i prossimi quattro anni guiderà i tastevin sardi.

Antonio, innanzitutto congratulazioni per il nuovo incarico e in bocca al lupo per il tanto lavoro da svolgere. Per iniziare in maniera soft, come è nata l’idea della tua candidatura?

Prima di rispondere alla tua domanda, permettimi di congratularmi con tutto il nuovo Consiglio direttivo, augurando un quadriennio di proficuo lavoro. Non posso inoltre trascurare un doveroso ringraziamento al collega Roberto Dessanti che ha condotto con maestria la Sezione regionale per ben otto anni e ai consiglieri uscenti Tiziana Cossu, Giuseppina Pilloni e Gavino Virdis per la loro dedizione all’esecutivo uscente.

La mia candidatura nasce un po’ fortuitamente; era mia intenzione per questa tornata elettorale mettermi a disposizione del candidato presidente, qualora volesse coinvolgermi nella rosa dei consiglieri, ma il destino ha voluto che alla fine fossi io, dopo una lunga e ponderata decisione, spinto anche da molte istanze di colleghi, a dichiararmi disponibile all’incarico.

Pur non rivestendo incarichi ufficiali, in tutti questi ultimi anni sei sempre stato molto “organico” all’associazione e hai comunque ricoperto ruoli importanti (come il coordinamento della Guida alle birre artigianali della Sardegna), per cui hai sicuramente un’idea abbastanza definita riguardo la territoriale che Roberto Dessanti ti lascia in eredità.

Come scrissi nel profilo pubblicato nel sito istituzionale dell’AIS nel periodo pre-elettorale, mi avvicino a questa prestigiosa (e onerosa) carica di Presidente regionale, in punta di piedi, con il proposito sia di dare continuità a tutto ciò che è stato positivamente costruito negli ultimi anni, sia di contribuire, in modo innovativo e propositivo, ad un ulteriore progresso della mia Sezione Territoriale e di tutte le delegazioni. È innegabile che in questi ultimi due quadrienni, l’associazione è cresciuta moltissimo sia come mission che come volume e qualità degli impegni, e il collega Dessanti ha saputo sicuramente dare un grande impulso allo sviluppo della Sezione isolana, portandola al livello di performance che oggi ci contraddistinguono. Mi rendo quindi conto come sia opportuno proseguire nel solco già tracciato, dando quella freschezza di contributo che è tipico di che si affaccia “vergine” a una gestione che ormai necessita di un ampio spettro di competenze che vanno dalla conoscenza del territorio e i rapporti con esso, a una spiccata capacità di comunicazione e di ascolto, infine a una buona dimestichezza nella gestione amministrativa e così via.

Secondo te, quali sono gli ambiti nei quali è più necessario intervenire per continuare a mantenere l’Associazione nel ruolo di partner privilegiato del comparto vitivinicolo isolano?

Come accennato, non si può trascurare l’esigenza di un costante contatto con il territorio e i protagonisti della realtà vitivinicola ed enogastronomica della Sardegna. Su questo ambito vale la pena spendere energie per garantire la presenza di AIS nei momenti più importanti dei processi di sviluppo di questo comparto e per assicurare sempre un alto livello qualitativo in uno dei ruoli che contraddistingue AIS: la formazione e la comunicazione del vino. A tale proposito, si rende sicuramente utile intrecciare maggiori rapporti con gli istituti formativi del settore. La Sardegna ha un patrimonio scolastico nel settore Alberghiero di tutto rispetto e penso che AIS possa dire la sua nella crescita qualitativa della professione. È anche a questo obiettivo che guardano gli accordi firmati da AIS nazionale con il MIUR, in occasione della recente Giornata Nazionale della Cultura del Vino e dell’Olio

In questi giorni siamo impegnati nei lavori per la Guida Vitae 2023 e presumibilmente quest’anno si riuscirà a mettere in cantiere la terza edizione della Guida alle birre artigianali della Sardegna: pensi che il nostro sito possa essere ancora la “palestra” per scovare tra i soci le “penne” in grado di collaborare alle attività redazionali?

Penso che il sito istituzionale di AIS-Sardegna sia uno degli esempi di come sia cresciuto il quoziente qualitativo della nostra Sezione. In un bel percorso evolutivo si sono visti e letti numerosi contributi di ottimo livello in un caleidoscopio multidisciplinare che ha spaziato dal vino, alla birra, ai distillati, ai sigari, ecc. Sicuramente resta un ottimo “luogo” dove le nostre colleghe e i nostri colleghi possono trovare un valido spazio per testare la loro creatività e conoscenza, fornendo al contempo un contributo che aiuta alla crescita del sito. Come tu stesso hai detto oggi siamo tutti impegnati nei lavori della Guida Vitae 2023 e questo impegno, annualmente, coinvolge molti colleghi e colleghe nelle degustazioni. Mi piace evidenziare, proprio citando le attività che stanno alla base di questa Guida, come nel prossimo futuro sia necessario dare un proficuo supporto a chi vuole avvicinarsi a questo lato del mondo AIS, cercando di promuovere eventi, seminari e attività indirizzati all’aggiornamento della figura dei sommelier, dei degustatori e dei relatori. Anche se sono piuttosto di parte, considerato che ne ho curato la nascita e lo sviluppo, sento di dover spendere due parole per quella che reputo un po’ una chicca della nostra AIS isolana, la Guida alle Birre artigianali della Sardegna. Nata per generare quel giusto trait d’union tra l’AIS e il mondo brassicolo, devo dire che ha dato all’associazione sarda delle belle soddisfazioni e ha avvicinato molti nostri colleghi a quel mondo multiforme che è la cultura delle birre artigianali. Purtroppo il Covid ha sentenziato una lunga battuta di arresto, ma non disperiamo di dar luce quanto prima alla tanto agognata terza edizione.

La nostra isola ha un’estensione molto vasta (la terza regione, a livello nazionale) e anche tu, sassarese come Dessanti, ti troverai ovviamente a dover trascorrere molto tempo nella non vicinissima sede di Cagliari. Certo, il periodo Covid ha portato in dote la diffusione delle riunioni a distanza sulle piattaforme digitali, ma pensi comunque di incrementare ulteriormente la presenza fisica nelle varie Delegazioni?

Al momento non mi è stato ancora possibile andare fisicamente in sede a Cagliari, anche e soprattutto a causa di situazioni contrarie date dall’attuale momento sanitario, che addirittura ci ha costretto a svolgere la prima riunione consiliare in modalità online. Tuttavia sono consapevole che è molto importante garantire a tutti i soci una giusta percezione di vicinanza del consiglio direttivo e nella fattispecie del suo Presidente. Ciò detto confido nella possibilità, appena la morsa dell’epidemia si sarà un pochino allentata, di attivarmi per essere il più possibile presente presso le delegazioni, e potere in questo modo accrescere la conoscenza delle persone e delle esigenze che possono provenire da ogni parte della nostra regione.

Bene, lascio a te i saluti finali da rivolgere ai colleghi sommelier isolani.

Voglio primariamente ringraziare tutti i soci che hanno voluto spendere un poco del loro tempo per partecipare alla consultazione elettorale; il 45% degli iscritti è tanto e per me è un grande onore, ma anche una grande responsabilità. Responsabilità che si dovrà concretizzare in una risposta efficace per dare all’Associazione quella energia e quella consistenza necessarie per far sentire tutti i soci parte di un sistema di eccellenza. Il mio impegno sarà in questa direzione, lavorando, spero proficuamente, per dare ulteriore spolvero ai diversi settori del mondo AIS (didattica, servizio, eventi, comunicazione, ecc.), grazie anche a un idoneo meccanismo di coinvolgimento diffuso.

Un caro saluto a tutte e a tutti e ovviamente “fingers crossed”!

Intervista al Presidente di AIS Sardegna

Intervista al Presidente di AIS Sardegna

Giovedì 5 luglio si è riunito per la prima volta il Consiglio Regionale di AIS Sardegna nella forma “allargata” prevista dalla nuova stesura dello Statuto, approvato all’unanimità nell’Assemblea dello scorso gennaio. La prima deliberazione assunta dal Consiglio Regionale ha riguardato la nomina dei Delegati, che ha seguito le indicazioni dei votanti che lo scorso 9 giugno hanno eletto i Consiglieri su base di Delegazione. La scelta dei responsabili di Delegazione è andata per 4/5 nel solco della continuità (Attilia Medda in Gallura, Tiziana Cossu a Cagliari, Francesco Deriu a Nuoro e Pier Paolo Fiori a Sassari), mentre ad Oristano Alessandro Benini ha avvicendato Giuseppe Recupero. La nostra Associazione sta attraversando un momento molto importante, a livello nazionale e territoriale, e mi è sembrato opportuno coinvolgere il rieletto Presidente Regionale Roberto Dessanti in una chiacchierata ad ampio raggio, diciamo così. In ossequio alle regole delle vecchie scuole di giornalismo, per una volta mi rivolgerò con il “lei” al Presidente, per sottolineare l’importanza del ruolo.

Allora, Presidente Dessanti, mi sembra giusto partire con un bilancio del quadriennio appena concluso.

Il mio parere potrebbe apparire viziato da un palese conflitto di interesse; ma accetto il rischio e dico che il bilancio, per molti aspetti, è più che positivo. Se guardiamo ai numeri, per esempio, dal 2015 la media dei nostri iscritti è stata di 848 associati con una punta di 919 nel 2018. Questo è il frutto dell’ottimo lavoro portato avanti indistintamente da tutti i delegati a livello territoriale, con un contributo naturalmente maggiore da parte della delegazione di Cagliari, ottimamente condotta da Tiziana Cossu. Un risultato incoraggiante soprattutto se si considera che ormai altre Associazioni operano nel nostro stesso settore. Evidentemente l’affidabilità e la storia dell’AIS sono ancora un valore aggiunto per chi si avvicina al mondo della sommellerie e del vino in particolare.
Ma, a prescindere dai numeri, quello che trovo positivo è stata l’apertura della nostra Associazione verso nuove attività. Quella editoriale in particolare ci ha dato molte soddisfazioni; mi riferisco alla Guida dei Vini Vitae, giunta alla quarta edizione (e la quinta è in “lavorazione”), la cui sezione sarda è interamente prodotta dai degustatori regionali sotto l’attenta regia di Pier Paolo Fiori; e ancora la Guida delle Birre artigianali della Sardegna: un lavoro del tutto nuovo portato avanti da colleghi di tutte le delegazioni coordinati da Antonio Furesi. Due prodotti che ci hanno messo in condizione, tra l’altro, di entrare in un rapporto diverso e più stretto con il mondo della produzione. Nella stessa direzione si colloca la Giornata Nazionale della Cultura del Vino e dell’Olio, un appuntamento annuale al quale teniamo molto e che ci ha accreditato presso le istituzioni e consentito di assumere un ruolo propositivo all’interno del settore dell’agroalimentare.

Il nuovo Statuto dell’AIS – che lei, come sappiamo, conosce molto bene per aver avuto un ruolo centrale in fase di revisione – ha avuto un primo importante banco di prova nelle recenti elezioni del 9 giugno. Ci può dare le sue impressioni sulle prime risultanze?

 È forse ancora presto per capire come incideranno le modifiche statutarie approvate di recente. L’aspettativa principale è che riescano a favorire una maggiore collegialità nel governo della Associazione sia a livello nazionale che regionale. In questo senso va letta la scelta di restituire al Consiglio Nazionale l’elezione del Presidente e del Vicepresidente e così pure l’allargamento dei Consigli Regionali e quindi l’attribuzione a questo organo – e non più al Presidente – della nomina dei Delegati territoriali. In entrambi i casi, infatti, un organo collegiale che è stato portato al centro dell’amministrazione dell’AIS nazionale e regionale.

In sede di organi consiliari sarà indispensabile garantire la sintesi tra le diverse istanze, anche per superare alcune spaccature emerse durante la campagna elettorale. Si trova d’accordo con questa mia osservazione?

 Certamente; ma non parlerei di spaccature. Il dibattito che ha preceduto le elezioni è stata un’ottima occasione di confronto tra visioni diverse di quelli che possono essere gli strumenti e le strategie più efficaci per dare attuazione al nostro scopo sociale. Questo confronto, anche appassionato, io lo considero un valore per la democrazia interna dell’Associazione. Concluse le elezioni, però, il nostro obbiettivo deve essere unico e condiviso, e in questo senso sarà determinante il ruolo del Presidente Nazionale che per Statuto è chiamato a dare unità di indirizzo all’Associazione e quindi a fare sintesi delle diverse posizioni e sensibilità emerse in campagna elettorale e rappresentate in Consiglio.

Passando alla nostra realtà isolana, il nuovo Consiglio Regionale rappresenta una bella immagine del panorama di AIS Sardegna, con le diverse aree geografiche rappresentate da colleghi stimati e apprezzati da tutti i soci. Domanda retorica (e forse un po’ maligna): si trova a suo agio nella nuova compagnia “allargata”?

Assolutamente sì. Direi anzi che la nuova composizione del Consiglio regionale risponde ad una esigenza molto sentita nell’ultimo quadriennio: quella di coinvolgere nel governo dell’Associazione colleghi in grado di portare professionalità diverse e nuove energie necessarie per far fronte alle sfide sempre più difficili che AIS Sardegna intende affrontare. Direi anzi che mi sento molto confortato dalla presenza in Consiglio dei colleghi che ho voluto nel mio listino e che con me sono stati eletti. Mi riferisco in primo luogo a Giuseppina Pilloni che, dopo aver ricoperto la carica di Presidente per dodici anni, con generosità ha accolto la mia richiesta di restare in Consiglio come segno tangibile della continuità del nuovo corso con la storia precedente dell’AIS in Sardegna. Ma ancora Roberto Pisano, Antonio Massaiu, Roberto Piras e Gavino Virdis, tutti colleghi di provata esperienza che mi affiancheranno nella amministrazione dell’Associazione Regionale che vorrei fosse più collegiale possibile. Qualcuno, scherzosamente ma non troppo, mi ha detto che avrò il mio bel da fare a “coordinare” dieci persone. L’idea non mi spaventa, né mi spaventa un confronto anche critico perché è il sale di un’Associazione.

Ritiene opportuno indicare in maniera ufficiale, nero su bianco, le scelte in merito alle cosiddette “deleghe” da affidare ai colleghi individuati come i più idonei ad occuparsi dei vari ambiti in cui si articola l’attività della nostra Associazione?

 In realtà in questa prima riunione le scelte collegiali hanno riguardato, come hai ricordato tu, i Delegati, ai quali sarà affidata l’organizzazione delle attività in ambito territoriale. In proposito lasciami precisare che non è affatto automatico che il Delegato sia individuato nel Consigliere eletto nell’ambito della delegazione ben potendo la delega esser attribuita a qualunque componente del Consiglio. Abbiamo quindi provveduto a nominare il Vicepresidente; un ruolo al quale intendo dare sempre maggior peso e per il quale ho ritenuto opportuno proporre Roberto Pisano; scelta che il Consiglio ha approvato all’unanimità ben conoscendo la professionalità e le doti umane di Roberto.
Fin qui le nomine previste dallo Statuto. Sulle deleghe per singoli settori, che per Statuto sono di competenza del Presidente, ho pensato di prendere ancora un po’ di tempo per valutare meglio le esigenze e le persone che meglio di altre possono interpretare il ruolo. Unica conferma è stata quella del Segretario Regionale, un incarico di particolare responsabilità per il quale ho voluto ancora al mio fianco per il prossimo quadriennio il “collaudatissimo” Franco Melis. Posso però anticipare che le aree per le quali intendo attribuire una delega sono quelle della comunicazione, del gruppo di servizio, degli eventi e infine della didattica. Per quest’ultima in particolare, considerata l’importanza che riveste per la nostra attività, penserei più che a una persona singola ad una commissione all’interno della quale individuare poi un coordinatore.

Pensa che la formula dell’organismo direttivo collegiale si possa (o si debba) applicare anche su base di Delegazione?

Sono realtà diverse ma certamente dobbiamo cogliere quella voglia di partecipazione espressa dagli associati e testimoniata anche dalla affluenza alle urne delle ultime elezioni. Ebbene, il Consiglio di Delegazione costituisce uno strumento importante messo a disposizione dallo Statuto. Motivo per cui abbiamo sollecitato i Delegati a dare piena attuazione a questa istanza di partecipazione nominando quanto prima i componenti del Consiglio, che potranno esser fino a dieci e che affiancheranno il Delegato nello svolgimento dei suoi compiti.

Come accennato in precedenza, l’unico avvicendamento tra i responsabili delle Delegazioni isolane è quello che ha riguardato Oristano, dove Giuseppe Recupero, dopo oltre vent’anni, ha passato la mano al giovane Alessandro Benini. Credo sia doveroso un riferimento (e un ringraziamento) ad un’autentica colonna di AIS Sardegna come è stato – ed è tuttora – Giuseppe Recupero. 

Sono assolutamente d’accordo con te: Giuseppe Recupero, per dedizione e spirito associativo, è stato un autentico esempio per tutti noi; lo abbiamo perciò festeggiato e ringraziato con una serata che si tenuta ad Oristano e che abbiamo dedicato ad un vino simbolo della terra di origine di Giuseppe: il Marsala. Una manifestazione alla quale hanno partecipato sommelier provenienti da tutta la Sardegna a testimonianza dell’affetto e della riconoscenza nei confronti di questo nostro amico e collega. Sono sicuro però che Alessandro Benini saprà riproporre questi valori dando ulteriori prospettive ad un territorio come quello oristanese, al quale teniamo tutti in modo particolare se non altro perché proprio ad Oristano affondano le radici dell’AIS in Sardegna.

In conclusione, cosa ci dovremo aspettare per i prossimi quattro anni?

Il Consiglio Direttivo sta lavorando ad un’AIS sempre più strutturata e presente nel territorio. Le idee in campo sono diverse e in questo inizio del mio secondo e ultimo mandato vorrei sollecitare il contributo e la partecipazione di tutti. Per far ciò abbiamo in programma in autunno una “convention” per confrontarci sulle prospettive dell’associazione in Sardegna partendo da proposte concrete relative ad alcune aree tematiche che andremo a individuare.
I Corsi di formazione continuano a rappresentare il nostro principale impegno ma non il solo. Cercheremo perciò di mettere in campo iniziative nuove volte a fidelizzare i nostri associati e a consolidare il ruolo dell’AIS Sardegna quale soggetto attivo del settore. Insomma un’AIS più aperta e impegnata in una prospettiva di crescita complessiva del comparto regionale. In questa prospettiva un ruolo importante sarà assunto dalla comunicazione, per cui confido molto nel supporto che ci verrà anche dal nostro sito web che abbiamo sottoposto ad un completo restyling e che in questi anni ci ha fatto scoprire tra i nostri soci qualche promettente talento.

Nella foto da sinistra: Piras, Massaiu, Benini, Deriu, Virdis, Pilloni, Dessanti, Pisano, Medda, Cossu e Fiori.