Sulle Strade del Vino tedesche: un viaggio nella viticoltura del Pfalz

Sulle Strade del Vino tedesche: un viaggio nella viticoltura del Pfalz

Francesco Piras, ricercatore presso il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Sassari, ci ha proposto questo suo reportage sull’areale del Pfalz (Palatinato), incentrato soprattutto sull’analisi dell’attività enoturistica. Pubblichiamo volentieri il suo contributo, per l’importanza dell’argomento trattato e per la cura e la chiarezza divulgativa che contraddistinguono il testo e le foto, realizzate dallo stesso autore. (G.D.)

Nella parte sud-occidentale della Germania, tra dolci colline, castelli medievali e villaggi pittoreschi, si snoda la Deutsche Weinstraße, la “strada del vino” tedesca, un percorso che unisce il fascino della tradizione con una profonda vocazione alla viticoltura d’eccellenza.

Questa regione, una delle più importanti e suggestive aree vitivinicole della Germania, rappresenta un esempio virtuoso di come tradizione, innovazione e sostenibilità possano convivere.

Durante un recente soggiorno, ho avuto l’opportunità di visitare tre cantine rappresentative di diverse storie, approcci e modi di vivere l’enoturismo, oltre al prestigioso Weincampus, centro universitario dedicato alla formazione e alla ricerca in enologia e viticoltura. Ne è nato un racconto fatto di persone, scelte produttive e paesaggi, che restituisce l’immagine di un comparto dinamico, aperto al mondo ma profondamente radicato nel territorio. La magnifica esperienza vissuta nel Pfalz non sarebbe stata tale senza la preziosa disponibilità della collega Laura Ehm, docente di marketing ed economia aziendale, la cui accoglienza e generosità nel trascorrere il suo tempo con me è andata oltre ogni aspettativa.

Cantina Von Winning: eleganza e tradizione

La prima visita è stata alla cantina Von Winning, situata nel suggestivo borgo di Deidesheim che merita sicuramente una visita e che può essere considerato come uno dei cuori pulsanti di questa regione con le sue molteplici cantine perfettamente integrate tra le vie del centro.

Con una produzione di circa 500.000 bottiglie esportate in 49 paesi e una superficie vitata di 65 ettari (più altri 20 in affitto), l’azienda è membro dell’associazione di qualità VDP che certifica le loro bottiglie attraverso il famoso simbolo inserito nelle capsule. I vitigni principali sono il riesling e, in misura minore, il sauvignon blanc e il pinot nero.

La cantina, fondata nel 1849 e costruita in pietra rossa, conserva al suo interno imponenti botti da 1500 litri, utilizzate ancora oggi per la maturazione e l’addomesticamento del riesling, vitigno di punta della cantina. Il legno gioca un ruolo importante nei processi di vinificazione, affiancato da vasche in acciaio inox per garantire equilibrio fra tradizione e tecnologia.

Tra i vini degustati, il Riesling WIN WIN, ottenuto da uve provenienti da Deidesheim e Ruppertsberg, 12% vol, si è rivelato un bianco minerale e aromatico. Metà del vino fermenta spontaneamente e matura in botti di legno neutro e metà in acciaio inox. Si tratta di un vino corposo e saporito, con una nota di freschezza legata all’acidità non verde ma da uva matura che conferisce una grande piacevolezza di beva.

Il Riesling Deidesheimer 2023, ottenuto con uve provenienti dai migliori vigneti di Deidesheim, fermentato principalmente in rovere per almeno sette mesi, esprime eleganza e freschezza, tipica dei suoli di arenaria, con sentori di frutta bianca e una leggera nota di riduzione.

Infine, lo spumante Riesling Extra Brut, metodo classico con affinamento sui lieviti per 36 mesi, ha colpito per il perfetto equilibrio tra acidità e perlage, e per l’aroma delicato che valorizza il vitigno mentre la sua bassa gradazione alcolica, 12% vol., ne facilita la beva.

L’ampia gamma di referenze completa una offerta enoturistica che prevede degustazioni nel curatissimo punto vendita aziendale, visite guidate, eventi nei raffinati ambienti della cantina e un ristorante di alta gamma.

Cantina Berizzi: il volto giovane del vino tedesco

Il secondo incontro è stato con la giovane coppia Julius e Janina Berizzi, enologo lui, esperta di marketing lei. Nel 2019 hanno rilevato una storica cantina a Edenkoben, nel Palatinato meridionale, mantenendo viva la tradizione ma introducendo elementi di forte innovazione.

La giovane coppia ha mantenuto parte della linea storica dei vini che hanno da sempre caratterizzato la cantina ma al contempo hanno rinnovato completamente gli ambienti, hanno creato una nuova linea di pronta e facile beva e forniscono un ampio ventaglio di proposte enoturistiche che vanno da una folta programmazione di incontri ed eventi in cantina a lezioni di cucina e abbinamento cibo-vino, il tutto attraverso una comunicazione giovane ed efficace.

I loro vini biologici nascono da una filosofia minimalista: nessuna chiarifica preliminare, fermentazioni spontanee senza controllo della temperatura, affinamenti in botti di legno neutro del Palatinato. Il risultato sono vini minerali, espressivi ma di grande bevibilità.

Cantina Bernard Koch: sostenibilità e relazione con il cliente

La terza visita è stata alla cantina Bernard Koch, realtà da 53 ha con una produzione annua di 600 mila bottiglie. Due terzi della produzione è venduta direttamente dall’azienda tramite l’e-commerce o il punto vendita aziendale, grazie a un modello basato sulla fidelizzazione del cliente, prezzi fissi e trasparenti e un rapporto prezzo qualità vantaggioso. L’approccio della famiglia Kock si basa su un contatto diretto con i consumatori. La cantina è aperta 7 giorni su 7, il sabato e la domenica i proprietari sono coinvolti in prima persona nelle attività di accoglienza. L’offerta è arricchita da un ristorante e un bistrot interni e da formule enoturistiche che vanno dalla semplice degustazione a tour completi con abbinamenti cibo-vino.

Nel 2017, la famiglia Koch ha deciso di adottare un approccio olistico alla sostenibilità ottenendo la certificazione Fair’n Green per la propria azienda vinicola. Oggi l’agricoltura sostenibile va ben oltre la protezione fitosanitaria ecocompatibile in vigna. Comprende anche l’intero spettro del consumo energetico e dell’impatto ambientale, della gestione dei rifiuti e delle condizioni di lavoro eque per i dipendenti. La nuova cantina, inaugurata nel 2021, ha migliorato i flussi di lavoro e ospita una moderna struttura di vinificazione, con acciaio inox, 900 barrique e grandi botti di rovere.

Tra i vini degustati in compagnia del sig. Koch, il Riesling Weyher 2023, 12,5% vol, si è distinto per la sua asciuttezza, mineralità e aromi di pesca e agrumi: un vino secco, diretto e identitario.

Il Weincampus: formazione e ricerca per la viticoltura del futuro

Il Weincampus di Neustadt rappresenta uno dei fiori all’occhiello del sistema vitivinicolo tedesco. Centro universitario nato dalla collaborazione tra Hochschule Kaiserslautern e istituzioni pubbliche e private, offre corsi di laurea triennale e magistrale in enologia e viticoltura, con forte impronta interdisciplinare.

La struttura integra laboratori all’avanguardia, strette collaborazione con le cantine e imprese del settore vitivinicolo e una didattica che guarda alla sostenibilità, all’internazionalizzazione e all’innovazione. Il contatto diretto con la filiera, e l’attenzione alla sperimentazione rendono il Weincampus un modello formativo efficace e replicabile. Il Campus dispone di campi sperimentali e vigneti di proprietà, una cantina ottimamente attrezzata anche con strumentazioni per progettazioni pilota, e un punto vendita all’interno del quale vengono proposti al pubblico i vini ottenuti dalle attività sperimentali sui vitigni PIWI e le etichette frutto delle attività didattiche portate avanti con gli studenti.

Riflessioni finali

Il viaggio nel Palatinato ha offerto uno sguardo su un sistema vitivinicolo efficiente, orientato alla qualità e capace di parlare al mondo senza dimenticare le proprie radici. Le cantine visitate mostrano approcci diversi ma complementari, dalla tradizione aristocratica di Von Winning alla spinta innovativa dei giovani Berizzi, fino al modello customer oriented e sostenibile di Koch.

In tutti i casi, emerge l’importanza del rapporto con il consumatore, esaltata da una attività di accoglienza curata nei dettagli e gestita in modo assolutamente professionale. Le cantine sono bellissime, tanto da non sembrare dei luoghi di produzione, e perfettamente integrate nei paesi, altrettanto accoglienti, in cui tutto ruota attorno alla coltivazione della vite.

Alla base della virtuosa evoluzione della viticoltura tedesca, un ruolo centrale viene giocato dalla formazione. Il mondo produttivo può contare su un apporto scientifico di qualità. La ricerca scientifica non agisce in condizioni isolate, oggettive e decontestualizzate ma in un contesto ben definito con interazioni e trasferimenti tecnico scientifici con gli altri attori a monte e a valle della vigna. La regione del Pfalz sembra abbracciare un modello organizzativo con alla base il concetto di comunità, condivisione, cooperazione, trasferimento delle conoscenze e formazione intesa come arricchimento delle persone oltre che specializzazione professionale.

Un’esperienza che suggerisce spunti preziosi anche per il contesto italiano, in termini di promozione, sostenibilità e soprattutto connessione tra ricerca e impresa.

Riesling Globetrotter

Riesling Globetrotter

Dalla Mosella alla Nuova Zelanda, dall’Uruguay all’Australia, dal Sudafrica all’Alsazia: in un seminario di particolare interesse, organizzato dalla Delegazione AIS di Sassari, un ispirato Guido Invernizzi ha guidato in modo gioviale i partecipanti in un viaggio sensoriale attraverso culture, terroir, storia e tecnica.

Ci sono viaggi che si fanno con una valigia e altri che cominciano con un calice. Mercoledì 7 maggio, in una sala riscaldata da luci calde e sguardi curiosi, ha preso vita il seminario Riesling Globetrotter (originale titolo ideato da Giorgio Demuru), capace di fondere tecnica, emozione e divertimento in un racconto appassionante durato due ore e mezza decisamente coinvolgenti. Un tempo che non è mai sembrato troppo e che anzi ha lasciato nel pubblico la sensazione di voler restare ancora un po’ in sala, proprio come accade nei luoghi dove si sta davvero bene.

Guido Invernizzi è stato il perfetto conduttore di questo itinerario enoico: relatore appassionato e coinvolgente, ha saputo dosare con equilibrio, competenza e ironia, approfondimenti tecnici e aneddoti gustosi, nozioni storiche, geografia, leggende e battute argute. Il suo tono, brillante e coinvolgente, ha trasformato il seminario in un vero spettacolo del gusto, dove ogni sorso era una scena e ogni racconto un cambio di scenografia.

Il Riesling – definito “uno dei vini bianchi più importanti del mondo” – ha trovato in questo evento la cornice ideale per esprimere tutta la sua straordinaria e multiforme poliedricità: dalla purezza verticale dei cru alsaziani, alla piacevole freschezza dei vini neozelandesi, dalla mineralità scolpita dei Riesling tedeschi, alla solarità palpitante dell’Australia meridionale, fino alle incursioni aromatiche dell’Uruguay e alle promesse di intensità del Sudafrica.

Ogni vino degustato non era semplicemente un’etichetta, è stato una bandierina appuntata sulla mappa emotiva del mondo. Guido Invernizzi ha sottolineato come “ogni sommelier debba tenere sempre accesa la fiamma della curiosità”, perché ogni vino – e in questo caso, ogni Riesling – è diverso a seconda della filosofia di coltivazione, di dove cresce del territorio di produzione, della luce che riceve, dell’altitudine delle vigne, e di tanti altri elementi di contorno. Così, un Riesling tedesco parlava con accenti acidi, idrocarburici e vellutata morbidezza, quello australiano mostrava vibrante freschezza; in Uruguay soffiavano eleganti sbuffi esotici, mentre in Sudafrica risuonavano echi di lime e biancospino.

Ma il seminario non ha raccontato solo geografia e aromi: è stato punteggiato di storie che hanno dato a ogni vino un volto, un carattere, un’anima. Contadini ostinati che sfidano pendenze impossibili, leggende, miti, enologi e viticoltori che reinventano antichi metodi in terre lontane o che hanno aperto nuove vie del vino in territori ancora inesplorati. Una narrazione viva, fatta di sorrisi, espressioni stupite e tanti “oh!” di meraviglia da parte del pubblico.

La sala, gremita ma rilassata, ha seguito entusiasta con domande curiose, appunti scritti con passione e risate condivise. La forza del seminario è stata la sua leggerezza: un’ironia sapiente, mai fuori posto, ha attraversato tutto l’incontro come una vena di freschezza. Tra un sentore descritto e un riferimento storico, Guido Invernizzi ha inserito giochi di parole, battute improvvisate, citazioni colte e leggende capaci di strappare applausi e creare complicità.

Il risultato è stato un’esperienza completa, capace di parlare al cuore e alla mente. Un momento in cui conoscenza e piacere, spirito e materia si sono fusi, lasciando in chi ha partecipato non solo preziose nozioni sul Riesling ma anche un vivido e quasi affettivo ricordo di una bellissima serata. C’è chi si è detto sorpreso dalla bellezza di un vitigno ritenuto freddo, e chi ha scoperto per la prima volta paesi produttori inaspettati. Tutti, però, sono usciti con un sorriso stampato sul volto e il desiderio di tornare presto a viaggiare tra i vini del mondo.

Un’esperienza che ha dimostrato, ancora una volta, come il vino – quando è raccontato con passione e competenza – possa diventare veicolo di cultura, emozione e, perché no, anche felicità.

Grazie alla Delegazione AIS di Sassari, alla Segreteria organizzativa e al Gruppo di Servizio, che con maestria e impeccabile organizzazione hanno regalato un momento associativo di rara bellezza.

RIESLING GLOBETROTTER: Un viaggio sensoriale attraverso quattro continenti

RIESLING GLOBETROTTER: Un viaggio sensoriale attraverso quattro continenti

Viaggiare attraverso il vino è un’esperienza straordinaria, un modo per esplorare culture, territori e tradizioni senza uscire di casa. Il 7 maggio con inizio alle ore 19:00, presso l’Hotel Carlo Felice (Via Carlo Felice, 43 – Sassari), la Delegazione AIS di Sassari propone un imperdibile seminario nel quale Guido Invernizzi ci condurrà attraverso quattro continenti, guidati da un unico, nobile vitigno: il riesling.

Spesso associato alle eleganti colline della Germania e ai paesaggi mozzafiato dell’Alsazia, il riesling è in realtà un vero “globetrotter”, capace di esprimere personalità uniche e affascinanti in areali anche molto lontani tra loro. Questa sua incredibile adattabilità ci regalerà un’esperienza di degustazione sorprendente, mettendo in luce come lo stesso vitigno possa assumere sfumature così diverse a seconda dei diversi terroir, ossia del clima, del suolo e della filosofia del produttore.

Preparatevi ad un’esplorazione sensoriale che ci porterà dalle rive della Mosella alle valli della Nuova Zelanda, dalle calde terre australiane alle emergenti realtà dell’Uruguay e alle certezze del Sud Africa. Degusteremo sei espressioni di riesling che testimoniano la sua versatilità e la sua capacità di dare vita a vini di carattere, capaci di emozionare e di raccontare storie di luoghi e di persone.

Durante questo viaggio enologico, Guido Invernizzi ci aiuterà a cogliere le specificità di ogni vino, il suo legame indissolubile con la terra da cui proviene e come il riesling si sia sapientemente adattato a contesti pedoclimatici così differenti. Sarà un’occasione unica per ampliare i nostri orizzonti sensoriali e per celebrare la bellezza e la diversità del mondo del vino.

Allora, siete pronti ad imbarcarvi in questo “Riesling Globetrotter“?

Il nostro itinerario di degustazione prevede le seguenti tappe:

Alsazia: Domaine Fernand Engel – Riesling Grand Cru Praetenberg 2020
Nuova Zelanda (Marlborough): St.Clair Family Estate Riesling 2021
Germania (Mosella): Karlsmuhle Kaseler Nies’chen Riesling Spätlese 2022
Australia (Eden Valley, Barossa): Peter Lehmann  Portrait – Eden Valley Riesling 2023
Uruguay: Familie Lahusen Los Cerros de San Juan 2023 Riesling
Sud Africa (Oak Valley): Stone & Steel  Riesling 2023

  sassari@ais-sardegna.it
Sommelier Luisa Teatini 347 2264893

 


Dettagli Evento

  • Data: mercoledì 7 maggio 2025
  • Sede: Hotel Carlo Felice (Via Carlo Felice 43, Sassari)
  • Orario: 19:00
  • Relatore: Sommelier Guido Invernizzi
  • Contributo Soci: € 40,00 (in regola con la quota associativa 2025)
  • Contributo Soci 2024 non in regola con la quota 2024 al momento dell’iscrizione: € 40,00 + IVA
  • Contributo NON Soci: € 45,00 + IVA
  • Posti disponibili: max 40
  • Scadenza iscrizioni: fino ad esaurimento posti e fino al 7 maggio 2025
  • Disdetta iscrizioni: Se dopo la prenotazione l’iscritto fosse impossibilitato a partecipare dovrà darne  avviso all’organizzazione tempestivamente e comunque entro le 48 ore precedenti il seminario. Dal rimborso della quota sarà detratta una somma di €5,00 a titolo di spese amministrative.
  • La mancata presentazione o la disdetta a meno di 48 ore dall’inizio dell’evento non daranno diritto al rimborso.
  • Lista d’attesa: All’esaurirsi dei posti, gli iscritti saranno inseriti in lista d’attesa e contattati secondo l’ordine di iscrizione non appena si dovessero liberare dei posti (inviare un messaggio whatsapp a Luisa Teatini al 3472264893).
  • Bicchieri da degustazione: i partecipanti dovranno dotarsi della valigetta con i bicchieri.

 

ATTENZIONE: per motivi fiscali, i Soci 2024 e i NON Soci devono effettuare ordini e pagamenti SEPARATI dai Soci.

NON SONO AMMESSE ISCRIZIONI E PAGAMENTI A NOME DI SOCIETÀ

 

 

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