DIMENSIONE OSLAVIA – Storie di Ribolla Gialla

DIMENSIONE OSLAVIA – Storie di Ribolla Gialla

Se dovessimo pensare ad un luogo nel mondo che rappresenti al meglio il concetto di confine, questo sarebbe Oslavia. Frazione di Gorizia, situata al confine orientale italiano, Oslavia ha rappresentato durante la prima guerra mondiale il limite dell’Est e dell’Ovest insegnando agli abitanti, loro malgrado, il concetto di differenza. Non è un caso che sia proprio questo paesino che guarda in faccia la Slovenia il protagonista di un punto di svolta anche nel mondo del vino.

Scopo del seminario è appunto quello di raccontare il luogo in cui l’occidente ha conosciuto gli orange wines e l’uva protagonista di questa storia anche attraverso la degustazione di sette etichette di altrettanti produttori aderenti alla Associazione Produttori Ribolla di Oslavia: Prinčič, Fiegl, Gravner, Il Carpino, La Castellada, Primosic, Radikon.

Un’occasione unica per vivere la genesi di un grande Terroir.

Relatore
Altai Garin, classe 1990, valdostano, si trasferisce nel 2010 da Courmayeur a Milano per studiare filosofia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Durante gli studi decide di approfondire le proprie conoscenze vitivinicole nella prospettiva di rilevare un giorno il ristorante del padre “La Maison de Filippo” a Courmayeur dove ha lavorato sin dall’età di 16 anni. Nel 2016 diventa Sommelier AIS presso la Delegazione milanese. Nel 2017 frequenta il Master ALMA diplomandosi con una tesi dal titolo “Les Vignerons des Pyrenées: Storie di lotta ed amore ” che ottiene il riconoscimento di “Migliore tesi del corso”. Nel 2019 viene abilitato all’insegnamento ai corsi AIS per la lezione di enografia “Piemonte e Valle d’Aosta”.

  oristano@ais-sardegna.it
Sommelier Alessandro Benini 348 2887662

Dettagli Evento

  • Data: venerdì 22 aprile 2022
  • Relatore: Sommelier Altai Garin
  • Sede: Hotel Mariano IV – Piazza Mariano, 50 – 09170 Oristano – ingresso Via Mariano IV
  • Orario: 19:30
  • Contributo Soci: € 45,00 (in regola con l’ultima quota associativa)
  • Quota partecipazione non soci: € 60,00 (nei limiti della disponibilità della sala)
  • Posti disponibili: max 35
  • Scadenza iscrizioni: fino ad esaurimento posti ed entro il 19 aprile 2022
  • Disdetta iscrizioni: Se dopo la prenotazione l’iscritto fosse impossibilitato a partecipare dovrà darne  avviso all’organizzazione tempestivamente e comunque entro le 48 ore precedenti il seminario. La mancata presentazione o la disdetta a meno di 48 ore dall’inizio dell’evento non daranno diritto al rimborso.
  • Lista d’attesa: All’esaurirsi dei posti, gli iscritti saranno inseriti in lista d’attesa e contattati secondo l’ordine di iscrizione non appena si dovessero liberare dei posti.
  • Bicchieri da degustazione: i soci partecipanti dovranno munirsi della valigetta con i bicchieri.
  • Avvertenza: l’accesso al seminario sarà consentito soltanto agli iscritti, nel pieno rispetto delle norme anti-Covid, ivi compreso il possesso del Green Pass rafforzato detto anche Super Green Pass

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Borgogna – La materia dei sogni

Borgogna – La materia dei sogni

Incontro eno-letterario – Presentazione del libro di Massimo Castellani “Un sogno in Borgogna” e percorso di degustazione articolato in cinque vini e altrettanti territori.

Conversazione con l’autore a cura di Giorgio Demuru.

Sarà un format inedito quello proposto dalla Delegazione di Sassari agli associati di AIS Sardegna nell’incontro in programma venerdì 1° aprile, con inizio alle ore 19:00, presso l’Hotel Grazia Deledda (Viale Dante 47, Sassari). Approfittando della presenza di un relatore illustre come Massimo Castellani, profondo conoscitore della Borgogna e titolare del prestigioso riconoscimento di Chevalier du Tastevin, verrà presentato il suo debutto nella narrativa, il romanzo “Un sogno in Borgogna”, pubblicato nei mesi scorsi dalle Edizioni Bertani & C.

A conversare con l’autore sarà il nostro collega Giorgio Demuru, che ha avuto modo di conoscere il libro in maniera approfondita in qualità di giurato del Premio Eno-letterario Vermentino, manifestazione nella quale il romanzo di Castellani ha ottenuto grandi apprezzamenti nonché una delle menzioni speciali.

La conversazione sul libro, dopo una breve parte introduttiva di carattere più prettamente letterario, assumerà la fisionomia di un vero e proprio percorso didattico e degustativo in cui, seguendo gli spostamenti dei protagonisti del romanzo, verranno approfonditi cinque tra i più celebrati areali della Côte d’Or nel coinvolgente racconto di Massimo Castellani, che altresì guiderà da par suo la degustazione di cinque grandi vini (un bianco e quattro rossi) prodotti in quei territori.

Questi i vini in degustazione:

Meursault Les Vireuils 2019 – André Goichot

Aloxe-Corton 2020 – Domaine Arnoux Père et Fils

Nuits-Saint-Georges Vieilles Vignes 2020 – Domaine Fleurot

Chambolle-Musigny 2019 – Domaine Roblot Marchand et Fils

Gevrey-Chambertin 1er Cru Les Corbeaux 2019 – Closerie des Alisiers

 

  sassari@ais-sardegna.it
Sommelier Luisa Teatini 347 2264893

Dettagli Evento

  • Data: venerdì 1° aprile 2022
  • Relatore: Sommelier Massimo Castellani
  • Sede: Hotel Grazia Deledda – Viale Dante, 47, 07100 Sassari
  • Orario: 19:00
  • Contributo Soci: € 45,00 (in regola con l’ultima quota associativa)
  • Quota partecipazione non soci: € 55,00 (nei limiti della disponibilità della sala)
  • Posti disponibili: max 40
  • Scadenza iscrizioni: fino ad esaurimento posti ed entro il 29 marzo 2022
  • Disdetta iscrizioni: Se dopo la prenotazione l’iscritto fosse impossibilitato a partecipare dovrà darne avviso all’organizzazione tempestivamente e comunque entro le 48 ore precedenti il seminario. La mancata presentazione o la disdetta a meno di 48 ore dall’inizio dell’evento non daranno diritto al rimborso.
  • Lista d’attesa: All’esaurirsi dei posti, gli iscritti saranno inseriti in lista d’attesa e contattati secondo l’ordine di iscrizione non appena si dovessero liberare dei posti.
  • Bicchieri da degustazione: i partecipanti dovranno dotarsi della valigetta con i bicchieri.
  • Avvertenza: l’accesso al seminario sarà consentito soltanto agli iscritti, nel pieno rispetto delle norme anti-Covid, ivi compreso il possesso del Green Pass rafforzato detto anche Super Green Pass

 

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La forza tranquilla – La Contralta e i suoi vini, tra ambizione e minimalismo

La forza tranquilla – La Contralta e i suoi vini, tra ambizione e minimalismo

La crescita costante del mercato del vino ha incentivato l’arrivo di capitali e ha fatto sì che numerose aziende nascessero come una sorta di investimento, ma il segreto della riuscita è chiaramente da individuare nella scelta del materiale umano in grado di rielaborare quella magica alchimia che traduce la vite impiantata in un determinato luogo nel vino che degustiamo nei calici.

E ben si può dire che la Società Domo (fondo di investimento inglese ma di proprietà italiana) si sia mossa seguendo questi binari, creando nel 2019 l’azienda La Contralta e individuando in Giovanni Nicola Dettori (Presidente del CDA e responsabile finanziario) e Roberto Gariup (Amministratore Delegato e Direttore Tecnico) gli interpreti più qualificati per questa nuova declinazione del terroir gallurese. Gariup, friulano di origine e sardo per scelta di cuore, si è formato nell’Istituto agrario di Cividale, maturando esperienze con aziende importanti come quella di Marco Felluga. E “galeotta” fu proprio l’azienda Felluga nell’ospitare per uno stage Marianna Mura, al tempo specializzanda in enologia, che al termine del tirocinio rientrò in Sardegna, ma non da sola…

Poi, nella composizione dell’organigramma aziendale, la scelta è caduta sempre su professionisti preparati e sintonizzati sulla medesima lunghezza d’onda, dalla responsabile vendite Anna Maria Fara (specializzata in marketing del vino, Sommelier, esperienze come guida eno-turistica) all’agronomo Maurizio Saettini (toscano, da diversi anni attivo in Sardegna), dal responsabile del personale in vigna Alessandro Raspitzu al segretario Bachisio Sirena, entrambi provenienti da lunghe esperienze nelle aziende locali. Potrebbe sembrare stucchevole questa elencazione di nomi, ma è proprio l’aspetto “umanistico” il primo a colpire nell’entrare in contatto con questa nuova azienda, e per quanto il mio personale giudizio possa apparire condizionato dalla conoscenza ravvicinata di alcuni dei protagonisti, sono sicuro che la stessa impressione sia condivisa da tutti i partecipanti al Press tour (o incontro con la stampa che dir si voglia) che ha avuto luogo lo scorso mercoledì 16 marzo, e che ha visto la collaborazione all’organizzazione dalla brillante Teresa Caniato dell’agenzia GDComunicazione, partner aziendale fin dall’inizio dell’attività. Al momento i vigneti di più recente impianto (per i quali è stata scelta la forma di allevamento ad alberello) sono ubicati a Palau, in Località Le saline, ed entreranno in produzione nei prossimi anni, mentre le uve lavorate nelle prime tre vendemmie provengono dalla tenuta di Enas (con i vigneti a spalliera impiantati dalla precedente proprietà tra il 2005 e il 2007), nel territorio di Loiri-Porto San Paolo, sede della cantina in cui si svolge l’intero processo produttivo, che prevede l’utilizzo di vasche inox e in cemento, anfore in ceramica, barrique e tonneau, recipienti che ospitano indifferentemente bianchi e rossi.

Eh sì, perché in questo caso emerge l’imprinting friulano di Roberto Gariup che già da tempo ha affiancato alle vinificazioni più tradizionali una serie di sperimentazioni – soprattutto con l’interessante e minimalista progetto Venas – sui bianchi macerati, tipologia che rappresenta in maniera molto efficace la terra di confine da cui proviene. Certo, lì si lavora su ribolla gialla, friulano, vitovska e malvasia istriana, ma la sfida era proprio quella di testare questo stile di vinificazione sul vermentino, soprattutto quello coltivato in Gallura, e in futuro anche sugli altri varietali. E i primi risultati ottenuti hanno indubbiamente fornito risposte molto positive.

L’impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale”, giusto per rifarsi ai “classici”, ed è proprio la volontà di evitare i voli pindarici e rimanere ben ancorati alla terra il filo conduttore della filosofia aziendale: scelta dei vitigni tradizionali del territorio (vermentino, cannonau, carignano; in futuro anche caricagiola e pascale di Cagliari), agricoltura biologica, rispetto delle biodiversità e minimalismo enologico. Minimalista è anche la connotazione estetica del logo e del packaging, ispirati alle opere d’arte di Costantino Nivola e realizzati dal designer inglese John Pawson.

A far da sottofondo, un pensiero ambizioso, dichiarato non con proclami roboanti ma con la cura estrema per ogni più piccolo dettaglio: il simbiotico legame di tutto il team col territorio che si riverbera nell’anima più profonda dei vini e che vuole essere elemento identitario e chiave di accesso per arrivare ai consumatori, facendo in modo che in questi stessi valori si possano riconoscere.

E se, oltre che nell’architettura e nelle arti visive, il minimalismo ha fornito grandi risultati in musica (da John Cage a Philip Glass, etc.) e letteratura (Raymond Carver su tutti), nulla vieta di sognarne la piena realizzazione anche in ambito vitivinicolo.

Il primo approccio con La Contralta è proprio nel luogo eponimo, la tenuta in zona Le Saline, a Palau, che digrada verso la piccola spiaggia che ha dato il nome all’azienda. Un antico stazzo, filologicamente restaurato, offre un efficace complemento allo spettacolare panorama che già di per sé non avrebbe bisogno di presentazioni e consente ai partecipanti di sostare brevemente per un primo brindisi con un calice di Vermentino di Gallura Superiore Fiore del sasso 2019. Si tratta della primissima referenza prodotta, un vermentino in purezza maturato in acciaio sui lieviti con un’aggiunta del 20% dalla massa maturata in tonneau con macerazione. Un vino agile e prestante, con una invidiabile connotazione ancora “giovanile”, perfetto come biglietto da visita.

L’arrivo a Enas, in località Zappallì, ci mostra la nuovissima e moderna cantina (progettata e realizzata dallo studio Conzinu-Desteghene, di proprietà di due giovani ma già esperti architetti olbiesi), perfettamente integrata nel paesaggio, in cui è presente una confortevole sala degustazione affacciata sui vigneti. I vini aziendali vengono degustati durante il pranzo realizzato dallo chef Giorgio Barone, olbiese di origine ma attivo a livello nazionale. Primo vino degustato, il Fiore del sasso 2020, realizzato più o meno con le stesse modalità del millesimo precedente, con la differenza che l’aggiunta del 20% maturato in tonneau proviene in parte dalla massa in macerazione e in parte da vinificazione tradizionale in bianco. Anche questo millesimo conferma le doti del precedente: deciso ed elegante impatto olfattivo, palato ricco e teso, piacevole retrogusto amaricante. Si prosegue poi con il Sicut erat 2020, prodotto sempre con uve vermentino fermentate con lieviti autoctoni a contatto con le bucce per 67 giorni in anfora; nello stesso recipiente matura poi per 9 mesi prima dell’imbottigliamento. Un bianco dai profumi netti e variegati, in cui emergono anche delicate note di pasticceria, che entra al palato discreto e poi si impone con una lunga persistenza, oltre a mostrare un perfetto equilibrio nonostante la generosa dotazione alcolica. È quindi il turno del vino che ha ottenuto le 4 viti, simbolo dell’eccellenza, nell’ultima edizione della nostra Guida Vitae, Al sol brilla 2019. Un “orange wine” ottenuto da uve vermentino con fermentazione in tonneau per 15 giorni a contatto con le bucce, a cui segue la maturazione suddivisa fra 12 mesi in legno e 8 in acciaio prima dell’imbottigliamento. Un vino ricco e opulento, con sentori mielati e speziati e con una potenza aromatica e gustativa mai disgiunta dalla freschezza e dalla piacevolezza di beva.

Si passa quindi ai rossi, con le due annate finora prodotte del Cannonau L’ora grande, che fermenta in acciaio e matura per 6 mesi in barrique: il 2019, che ha già avuto importanti riconoscimenti dalla stampa specializzata, conferma l’agile e piacevole beva caratterizzata da un filo conduttore di note balsamiche, mentre è la golosa componente fruttata a marcare maggiormente il profilo del millesimo 2020. Arriva infine il momento del M’illumino 2019, ottenuto da uve carignano fermentate in acciaio che hanno maturato poi per 19 mesi un unico tonneau. La produzione è infatti molto limitata e vengono imbottigliati solo 350 magnum. Un rosso austero e potente, con un profilo olfattivo variegato (confettura di amarene, spezie piccanti, note balsamiche) e una dinamica gustativa piena e appagante, che mostra anche un buon potenziale evolutivo. In chiusura, Roberto Gariup riserva ai presenti una sorpresa che è anche una piacevole primizia: il campione di vasca di un Vermentino, ottenuto da uve appassite in pianta, che sta maturando in botte. Un vino “in fieri”, con un buon impatto olfattivo e un palato molto appetitoso, grazie alla dolcezza “controllata” e alla buona dote fresco-sapida.

È doveroso, a questo punto, dedicare qualche riga ai nomi dei vini. L’influenza friulana è ben presente anche in questo caso, visto che per buona parte delle etichette l’ispirazione è da ricercare nei versi del poeta triestino Umberto Saba: Contovello per Fiore del sasso, L’ora nostra per L’ora grande, Confine per Al sol brilla. Fanno eccezione M’illumino, ispirato alla celebre poesia Mattina di Giuseppe Ungaretti, e Sicut erat (espressione in lingua sarda mutuata dal latino), che rimanda alla popolare canzone “Nanneddu meu”, incisa fra gli altri anche dai Tazenda e basata sulla poesia A Nanni Sulis scritta a fine ‘800 dal tonarese Peppino Mereu: non a caso l’unico vino al momento maturato in anfora, secondo uno stile antico, “così com’era” una volta. E che fa eccezione anche per l’etichetta, ispirata ai telai e alle opere d’arte di Maria Lai.

Un’azienda giovane, nata solo tre anni fa, che ha dovuto subito affrontare il “battesimo di fuoco” di un biennio problematico come non mai. Ma le premesse per lavorare bene ci sono tutte.

Marisa Cuomo e il Fiorduva

Marisa Cuomo e il Fiorduva

La storia delle Cantine Marisa Cuomo ha inizio nel 1980 a Furore quando Andrea Ferraioli, discendente di un’antica famiglia di vignaioli locali, fece dono a Marisa Cuomo, in vista delle future nozze, delle vigne ereditate dal padre, ed al contempo perfezionò l’acquisto del marchio Gran Furor Divina Costiera, nato già nel 1942 per la commercializzazione dei vini della Costa di Furore.
Furore è un piccolo comune che si affaccia nel cuore del Golfo di Salerno, nella bellissima Costiera Amalfitana, in un territorio tanto affascinante quanto impervio, dove la viticoltura è veramente eroica; le viti, quasi centenarie e franche di piede, sono allevate a pergola nei vari terrazzamenti a picco sul Golfo e si inerpicano tra le rocce.
In questo scenario complesso e al contempo molto suggestivo Marisa e Andrea, con il prezioso apporto enologico del professor Luigi Moio, realizzano il loro successo, raggiungendo in pieno l’ obbiettivo iniziale: produrre grandi vini utilizzando i vitigni autoctoni del territorio.
Oggi Cantine Marisa Cuomo è una delle più importanti realtà vitivinicole campane; il loro gioiello è il Furore Bianco Fiorduva, vero e proprio simbolo enologico della Costiera Amalfitana, ottenuto da uve Ripoli, Fenile e Ginestra.
E proprio il Costa D’Amalfi Furore Bianco Doc Fiorduva sarà il grande protagonista della serata, in una straordinaria verticale di 6 annate.
Cicerone d’eccezione del nostro viaggio alla scoperta dell’azienda, del terroir e di questo rinomato vino, tra aneddoti e curiosità, sarà il vulcanico Guido Invernizzi, noto ed apprezzato relatore AIS, profondo conoscitore del territorio e insignito del titolo di cittadino onorario di Furore.
Se siete interessati, affrettatevi a formalizzare la vostra iscrizione; i posti disponibili sono solo 40.

Di seguito le etichette in degustazione

Costa D’Amalfi DOC 2008 Furore Bianco Fiorduva

Costa D’Amalfi DOC 2015 Furore Bianco Fiorduva

Costa D’Amalfi DOC 2016 Furore Bianco Fiorduva

Costa D’Amalfi DOC 2017 Furore Bianco Fiorduva

Costa D’Amalfi DOC 2018 Furore Bianco Fiorduva

Costa D’Amalfi DOC 2019 Furore Bianco Fiorduva

 

  oristano@ais-sardegna.it
Sommelier Alessandro Benini 348 2887662

Dettagli Evento

  • Data: venerdì 18 marzo 2022
  • Relatore: Sommelier Guido Invernizzi
  • Sede: Hotel Mariano IV – Piazza Mariano, 50 – 09170 Oristano – ingresso Via Mariano IV
  • Orario: 19:30
  • Contributo Soci: € 50,00 (in regola con l’ultima quota associativa)
  • Quota partecipazione non soci: € 70,00 (nei limiti della disponibilità della sala)
  • Posti disponibili: max 40
  • Scadenza iscrizioni: fino ad esaurimento posti ed entro il  15 marzo 2022
  • Disdetta iscrizioni: Se dopo la prenotazione l’iscritto fosse impossibilitato a partecipare dovrà darne  avviso all’organizzazione tempestivamente e comunque entro le 48 ore precedenti il seminario. La mancata presentazione o la disdetta a meno di 48 ore dall’inizio dell’evento non daranno diritto al rimborso.
  • Lista d’attesa: All’esaurirsi dei posti, gli iscritti saranno inseriti in lista d’attesa e contattati secondo l’ordine di iscrizione non appena si dovessero liberare dei posti.
  • Bicchieri da degustazione: i soci partecipanti dovranno munirsi della valigetta con i biccchieri.
  • Avvertenza: l’accesso al seminario sarà consentito soltanto agli iscritti, nel pieno rispetto delle norme anti-Covid, ivi compreso il possesso del Green Pass rafforzato detto anche Super Green Pass

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Memorie della Valle – I vini della Valle d’Aosta, fra Storia e tradizione

Memorie della Valle – I vini della Valle d’Aosta, fra Storia e tradizione

A circa due anni dall’ultimo seminario in presenza, la Delegazione AIS di Sassari “riparte”, simbolicamente e non solo, concentrando l’attenzione sulla Valle d’Aosta, il territorio da cui normalmente prende il via l’elenco delle regioni italiane: verrà infatti proposto il seminario dal titolo Memorie della Valle – I vini della Valle d’Aosta, fra Storia e tradizione”, in programma venerdì 18 febbraio 2022 presso l’Hotel Grazia Deledda con inizio alle ore 19.00.

Grazie alla presenza di un relatore qualificato come il giovane Altai Garin, valdostano di nascita, sarà possibile conoscere in profondità il panorama vitivinicolo della Valle d’Aosta, con un occhio particolare alle vinificazioni e ai vitigni autoctoni maggiormente legati alle tradizioni del territorio. Un vero e proprio mosaico ricco di preziosi tasselli: il prié blanc in versione spumantizzata, la petite arvine pressata a grappolo intero, il pinot grigio vinificato in anfora, le diverse espressioni – secca (e in questo caso macerata) e dolce – del muscat petit grain coltivato nell’anfiteatro morenico di Chambave, il fumin e il petit rouge assemblati con piccoli saldi di vitigni francesi come syrah, pinot noir e gamay, infine una efficace declinazione del pinot noir acclimatatosi alla perfezione nel territorio valdostano.

Ecco l’elenco completo delle etichette in degustazione:

– VdA Blanc de Morgex et de La Salle Metodo Classico Pas dosé Pavese XXXVI 2016 – Ermes Pavese

– VdA Petite Arvine Nuances 2018 – Ottin

– Tacsum III 2020 – vinTage

– Et Cinis (La cenere) 2020 – La Plantze

– VdA Pinot Noir Tradition 2020 – Maison Anselmet

– VdA Fumin 2018 – André Pellissier

– VdA Enfer d’Arvier 2020 – Thomain

– VdA Chambave Muscat Flétri 2017 – La Vrille

Al termine del seminario verrà offerto l’assaggio, in singole confezioni chiuse, di Fontina Valdostana DOP e Lardo di Arnad DOP.

  sassari@ais-sardegna.it
Sommelier Luisa Teatini 347 2264893

Dettagli Evento

  • Data: venerdì 18 febbraio 2022
  • Relatore: Sommelier Altai Garin
  • Sede: Hotel Grazia Deledda – Viale Dante, 47, 07100 Sassari
  • Orario: 19:00
  • Contributo Soci: € 35,00 (in regola con l’ultima quota associativa)
  • Quota partecipazione non soci: 50,00 (nei limiti della disponibilità della sala)
  • Posti disponibili: max 40
  • Scadenza iscrizioni: fino ad esaurimento posti ed entro il 15 febbraio 2022
  • Disdetta iscrizioni: Se dopo la prenotazione l’iscritto fosse impossibilitato a partecipare dovrà darne avviso all’organizzazione tempestivamente e comunque entro le 48 ore precedenti il seminario. La mancata presentazione o la disdetta a meno di 48 ore dall’inizio dell’evento non daranno diritto al rimborso.
  • Lista d’attesa: All’esaurirsi dei posti, gli iscritti saranno inseriti in lista d’attesa e contattati secondo l’ordine di iscrizione non appena si dovessero liberare dei posti.
  • Bicchieri da degustazione: i partecipanti dovranno dotarsi della valigetta con i bicchieri.
  • Avvertenza: l’accesso al seminario sarà consentito soltanto agli iscritti, nel pieno rispetto delle norme anti-Covid, ivi compreso il possesso del Green Pass rafforzato detto anche Super Green Pass

 

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Ἑλλάς – I vini della Grecia

Ἑλλάς – I vini della Grecia

Il vino eleva l’anima e i pensieri, e le inquietudini si allontanano dal cuore dell’uomo.
Pindaro (518 a.C. circa – 438 a.C. circa)

Culla della civiltà occidentale, la Grecia è una delle regioni vitivinicole più antiche del mondo. I greci infatti sono stati tra i primi a sfruttare la qualità della vite e diffonderla in tutta Europa. Lo testimoniano ancora oggi i più di 300 vitigni autoctoni presenti sul territorio. Venerdì 25 febbraio scopriremo la sua storia e i sui tesori grazie alla dotta conduzione di Guido Invernizzi, grande appassionato, estroso relatore e profondo conoscitore della vitivinicoltura greca. Vi proporremo un ideale viaggio attraverso il tempo, il terroir e i vitigni ancora poco conosciuti di questo territorio. Protagoniste della serata otto etichette che ci porteranno a conoscere la Grecia e la sua biodiverstità enologica, un patrimonio ricco e variegato in grado di offrire vini non solo fortemente legati all’identità dei luoghi di origine, ma di straordinario valore culturale.

Se siete interessati, affrettatevi a formalizzare la vostra iscrizione; i posti disponibili sono solo 40.

Di seguito le etichette in degustazione:

Amalia brut – Tenuta Tselepos

Retsina Kechribari – Kechris

Promara 2020 – Tsiakkas

Santorini DOP 2020 – Sigalas

Aspros Lagos 2019 – Douloufakis

Naoussa 2015 – Markovitis

Nemea Riserva 2017 – Driopi

Commandaria Teodora Gold 2016 – Karseras

 

  cagliari@ais-sardegna.it
Sommelier Simona Gulli 370 1232810

Dettagli Evento

  • Data: venerdì 25 febbraio 2022
  • Relatore: Sommelier Guido Invernizzi
  • Sede: Caesar’s Hotel – Via Charles Darwin, 2/4, 09126 Cagliari CA
  • Orario: 20:00
  • Contributo Soci: € 40,00 (in regola con l’ultima quota associativa)
  • Quota partecipazione non soci: € 55,00 (nei limiti della disponibilità della sala)
  • Posti disponibili: max 40
  • Scadenza iscrizioni: fino ad esaurimento posti ed entro il 23 febbraio 2022
  • Disdetta iscrizioni: Se dopo la prenotazione l’iscritto fosse impossibilitato a partecipare dovrà darne  avviso all’organizzazione tempestivamente e comunque entro le 48 ore precedenti il seminario. La mancata presentazione o la disdetta a meno di 48 ore dall’inizio dell’evento non daranno diritto al rimborso.
  • Lista d’attesa: All’esaurirsi dei posti, gli iscritti saranno inseriti in lista d’attesa e contattati secondo l’ordine di iscrizione non appena si dovessero liberare dei posti.
  • Bicchieri da degustazione: i partecipanti dovranno dotarsi della valigetta con i biccchieri.
  • Avvertenza: l’accesso al seminario sarà consentito soltanto agli iscritti, nel pieno rispetto delle norme anti-Covid, ivi compreso il possesso del Green Pass rafforzato detto anche Super Green Pass

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