Vignerons – Storie di piccoli grandi produttori di champagne

Vignerons – Storie di piccoli grandi produttori di champagne

E’ la regione vitivinicola più famosa al mondo, non ha bisogno di grandi presentazioni. Grazie anche all’efficace lavoro delle grandi Maison, che rappresentano il principale canale di produzione e commercializzazione di questo incantevole vino, oggi tutti sanno cosa vuole dire  “Champagne”.

Il mondo dello Champagne è tuttavia così complesso che sarebbe riduttivo consegnare alle nobili Maison l’onore della produzione delle bollicine più apprezzate di tutti i tempi. A fianco a loro, infatti, con una filosofia produttiva divergente e maggiormente improntata alla cura artigianale e personalizzata, si collocano i più piccoli Vignerons, Récoltant Manipulant, viticoltori, spesso a conduzione familiare, che coltivano le loro uve in vigna, le lavorano in cantina e le commercializzano con la propria etichetta.

Venerdì 18 Novembre apprezzeremo le storie e le produzioni di questi  veri artigiani dello Champagne. A guidarci nel racconto e nella degustazione ci sarà Guido Invernizzi, esperto relatore e profondo estimatore delle bollicine della regione francese.

Protagoniste della serata sei etichette che ci guideranno in un viaggio nei luoghi maggiormente vocati del territorio: da Reims all’Aube, avremo modo di approfondire i loro terroir, esaltati con originalità ed eleganza dai loro Vigneros.

Se siete interessati, affrettatevi a formalizzare la vostra iscrizione; i posti disponibili sono solo 50.

Di seguito le etichette in degustazione:

  • – Bruno Roulot – Blanc de Blancs Brut
  • – Olivier Herbert – Champagne Cuvée Nature Premier Cru
  • – Joly-Champagne – Brut Rosé
  • Richard Cheurlin – Pinot Blanc Extra Brut
  • – Delouvin-Nowack – Meunier Perpétuel Extra Brut
  • – Richard Cheurlin – Cuvée Jeanne Millésime 2013 Brut

 

  cagliari@ais-sardegna.it
Sommelier Simona Gulli 370 1232810

 

Dettagli Evento

  • Data: venerdì 18 novembre 2022
  • Relatore: Sommelier Guido Invernizzi
  • Sede: Caesar’s Hotel – Via Charles Darwin, 2/4, 09126 Cagliari CA
  • Orario: 20:00
  • Contributo Soci: € 45,00 (in regola con l’ultima quota associativa)
  • Quota partecipazione non soci: € 60,00 (nei limiti della disponibilità della sala)
  • Posti disponibili: max 50
  • Scadenza iscrizioni: fino ad esaurimento posti ed entro il 15 novembre 2022
  • Disdetta iscrizioni: Se dopo la prenotazione l’iscritto fosse impossibilitato a partecipare dovrà darne  avviso all’organizzazione tempestivamente e comunque entro le 48 ore precedenti il seminario. La mancata presentazione o la disdetta a meno di 48 ore dall’inizio dell’evento non daranno diritto al rimborso.
  • Lista d’attesa: All’esaurirsi dei posti, gli iscritti saranno inseriti in lista d’attesa e contattati secondo l’ordine di iscrizione non appena si dovessero liberare dei posti.
  • Bicchieri da degustazione: i partecipanti dovranno dotarsi della valigetta con i biccchieri.

 

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Dal Golfo di Biscaglia al Golfo dell’Asinara: il fuoriclasse sardo-bordolese – Verticale Hassan 2012-2017

Dal Golfo di Biscaglia al Golfo dell’Asinara: il fuoriclasse sardo-bordolese – Verticale Hassan 2012-2017

Vedere realizzati in maniera tangibile i prodotti della propria immaginazione regala sempre una buona dose di gratificazione. Quando poi il risultato va anche al di là delle aspettative, la soddisfazione è senza dubbio massima. Questo discorso ben si adatta alla vicenda imprenditoriale di Roberto Sassu che una quindicina di anni fa, parallelamente ad altre attività nel campo dell’edilizia, decise di metter su insieme alla moglie Grazia un’azienda vitivinicola. La stella polare (intesa come vini del cuore) era indubbiamente l’area di Bordeaux, in particolare il cosiddetto “taglio bordolese”, la magica alchimia nata sulle rive della Garonna che dal connubio tra cabernet sauvignon, cabernet franc e merlot ha dato vita a grandi vini rossi in tanti (piccoli e meno piccoli) angoli del pianeta. La sfida prevedeva però un ulteriore grado di difficoltà, perché Sassu non solo voleva sperimentare il taglio bordolese in terra sarda, ma intendeva anche arricchirlo con una quota del vitigno principe dell’isola, il cannonau. La scelta dei terreni da impiantare a vigneto cadde su una suggestiva area dell’agro di Sorso affacciata sul golfo dell’Asinara, l’isola nell’isola che poi avrebbe anche suggerito il nome dell’azienda, battezzata appunto Tenuta Asinara.

Giacomo Tachis nei terreni di Tenuta Asinara

Una volta acquisiti i terreni, sorse la necessità di impostare e disegnare l’impianto dei vigneti e Roberto Sassu decise di rivolgersi a uno dei maggiori esperti a livello internazionale, e cioè Giacomo Tachis, “padre” del Sassicaia e anche del Turriga, giusto per citare due tra le sue numerose e prestigiose “creature”. Tachis rimase molto colpito dal terreno a disposizione e si trovò a esprimere grande meraviglia per la luce, presente per un altissimo numero di ore nell’arco della giornata con una diffusione di notevole estensione, per la ventilazione e anche per la utilissima esposizione al mare. Con la vendemmia 2011, i grappoli delle uve a bacca nera diedero vita al primo rosso, lavorato solo in acciaio, che venne battezzato Herculis (e che comunque, nel tempo, con millesimi di qualità crescente ed “ereditando” le barrique utilizzate in prima battuta dal fratello maggiore, ha definito con merito la sua brillante fisionomia di “second vin”). Solo un’anticipazione di quanto sarebbe avvenuto l’anno successivo, quando l’arrivo delle barrique diede il via al progetto del grande rosso aziendale, momentaneamente ancora senza nome.

Giovanni Fancello

Più che propizio fu dunque, qualche anno dopo, l’incontro con il giornalista e scrittore Giovanni Fancello, il quale, tra le sue enciclopediche letture, andò a scovare la storia di un pastorello sardo che, nel XVI secolo, venne rapito dai corsari che controllavano l’isola dell’Asinara e portato in Africa dove fu ribattezzato Hassan; crescendo, si mise in luce come uno degli uomini più influenti fino a diventare Re di Algeri. La vicenda piacque molto a Roberto Sassu, che decise quindi di battezzare Hassan il rosso della vendemmia 2012 che, dopo qualche anno di maturazione e affinamento, venne finalmente imbottigliato a inizio 2015. Da allora, la ricetta è stata sempre la stessa: quattro vitigni utilizzati (cannonau, cabernet sauvignon, cabernet franc e merlot) maturazione per circa un anno e mezzo in barrique di primo passaggio, ulteriore permanenza in vasche inox e prolungato affinamento in bottiglia prima della distribuzione commerciale. Al momento sono sei le annate in commercio, dalla 2012 alla 2017. La 2018 è stata inviata in anteprima per le degustazioni delle Guide, tra cui Vitae 2023, e bisognerà pazientare ancora qualche settimana per saperne di più. Ho avuto la possibilità di degustare, insieme ad alcuni colleghi della Delegazione AIS di Sassari, i sei millesimi a disposizione, per una “verticale” che ricorderemo tutti a lungo visto che riguarda uno dei rossi più interessanti apparsi in Sardegna in questi ultimi 10 anni.

Di seguito alcune note di degustazione redatte in collaborazione con i colleghi Pier Paolo Fiori e Antonio Furesi.

Hassan 2017

Il colore granato con riflessi rubino sull’unghia “dichiara” la giovane età, confermata dalla fragranza fruttata di more e amarene. Una delicata speziatura di pepe e noce moscata completa il quadro olfattivo. Al palato si presenta caldo, con una buona fluidità di beva e una raffinata trama tannica. Finale balsamico con ritorni agrumati di arancia sanguinella. Dopo aver degustato le annate precedenti, ci si è trovati tutti concordi nell’individuare proprio nell’annata 2017 il “cambio di passo” dal punto di vista stilistico, con una maggiore attenzione all’acidità che conferirà ai millesimi successivi un potenziale evolutivo ancora più elevato.

Hassan 2016

Colore granato compatto e vivace. Profumi di confettura di ribes e susine, poi amarene sotto spirito, con note speziate di pimento, tabacco inglese, china e sentori di tostatura. Assaggio potente e voluminoso con tannini decisi e rifiniti. Finale speziato in cui permane una elegante nota chinata.

Hassan 2015

La massa cromatica è declinata sul granato fitto con nuance aranciate. Al naso, l’iniziale chiusura si scioglie poi in un impatto che presenta i primi accenni terziari, con note terrose, sentori di sottobosco, carruba e spezie piccanti. All’assaggio si impone per prima la componente alcolica, bilanciata da una buona freschezza e da tannini pressanti. Finale leggermente amaricante per un millesimo che presenta qualche segno di “stanchezza”.

Hassan 2014

Granato molto fitto, quasi impenetrabile, con riflessi arancio. La leggera nota eterea introduce un’intensa palette olfattiva con frutti neri, cioccolato, caffè, cuoio, tabacco e radice di china; con l’ossigenazione emergono anche eleganti note balsamiche e fumé. All’assaggio è caldo, asciutto, avvolgente, con un’inaspettata freschezza e tannini ben torniti. Lenta e coerente dissolvenza su toni speziati e balsamici, per un grande vino che si contende col successivo l’Oscar della serata.

Hassan 2013

Tonalità decisamente granate con evidenti sfumature aranciate. Bouquet complesso che evidenzia subito griotte sotto spirito, cacao e cenni di torrefazione, con decisi sentori speziati, soprattutto pepe nero. Eleganti note boisé e balsamiche completano il quadro olfattivo. Assaggio austero e imponente, in cui emerge il calore alcolico tonificato da freschezza balsamica, per una beva impreziosita da una raffinatissima texture tannica. Lunga persistenza per il degnissimo rappresentante di un grande millesimo.

Hassan 2012

Granato denso e compatto con marcate inflessioni aranciate. Quadro olfattivo declinato su note di frutti di bosco macerati, corteccia, china, humus e tabacco. Il sorso evidenzia una componente alcolica un po’ sopra le righe, ma è capace di mostrare ancora un vivissima trama tannica, mentre la spalla acida, pur conferendo il suo contributo strutturale, è meno brillante dei millesimi successivi e penalizza leggermente l’aspetto dell’equilibrio. Buon finale con qualche segnale evolutivo.

Di vini greci  – Viaggio tra i bianchi delle isole elleniche

Di vini greci – Viaggio tra i bianchi delle isole elleniche

Dici “Grecia” e pensi “vacanza”. Dici “Grecia” e pensi alla piacevolezza degli studi classici. Ma cultura e letteratura elleniche sono così pregne di materia vinicola da non poter, inoltre, immaginare la Grecia senza i suoi vini. Dai poemi di Esiodo e di Omero, alle più alte tragedie fino alle esilaranti commedie, non c’è opera in cui non si induca il lettore a questa bevanda di grande civiltà, tanto di piaceri generatrice, quanto di ebbrezze e debolezze portatrice. E così come nel corso dei millenni donne e uomini hanno cercato nel divino la spiegazione ai numerosi eventi della vita, così per il vino in principio era Dioniso detto Dígonos, il “nato due volte”.

Le versioni sul suo mito sono numerose, tuttavia tutte concordano sul fatto che egli fosse figlio di Zeus e della principessa tebana Semele, la quale, incitata da Era, gli chiese di rivelarsi nel suo vero aspetto. Di fronte a tale insistenza, Zeus si mostrò avvolto da fulmini e nembi dai quali la fanciulla, incinta di sei mesi, rimase – ahimé – incenerita. Per salvare il nascituro, estratto dal ventre della madre, Zeus lo cucì nella sua coscia, che fece da incubatrice fino al naturale concepimento. Il mito continua ai limiti della nostra immaginazione, ma diremo in breve che, divenuto adulto, Dioniso scopre la vite e l’uso dell’uva tanto da diffondere tra i popoli la viticoltura, la vendemmia e le tecniche di produzione del vino. Su Dioniso, che fosse vero dio o vero uomo, modello da imitare o esempio da ripudiare, potremmo discutere a lungo, ma di una cosa siamo sicuri: la cultura enoica greca affonda le sue radici in tempi e tradizioni antichissime, oggi saggiamente integrate nella sua contemporaneità.

Il vino “Retsina”, ottenuto – secondo antica ricetta – con l’aggiunta di resina di pino naturale in fase fermentativa, e l’originale passito cipriota “Commandaria”, frutto di un rigido disciplinare, sono due dimostrazioni significative dell’originalità del vino ellenico, e proprio per le loro uniche peculiarità meriterebbero un approfondimento a parte. Sia che si pensi a esso come luogo di vacanza o come culla del pensiero filosofico e democratico, del teatro e della medicina, quindi, questo Paese dalle seimila isole solo a nominarlo genera vibrazioni positive. Guidati da questa giusta disposizione d’animo, ci avviamo al piacevole ricordo di una degustazione di etichette elleniche, che sebbene tenutasi lo scorso febbraio a cura di Guido Invernizzi con la collaborazione della Delegazione AIS di Cagliari, trova il suo vero habitat naturale in queste ultime giornate d’estate, ancora intrise di salsedine, come questi bianchi tutti in purezza, nati circondati, e inevitabilmente influenzati, dal mare:


Amalia brut – Tenuta Tselepos

100% moschofilero

Ci troviamo nel Peloponneso. Sulla terra che conobbe la guerra più sanguinosa combattuta nell’antichità tra popoli greci, a 720 metri slm, si inserisce la produzione di questo fresco metodo classico di benvenuto, ottenuto in purezza dal vitigno moschofilero, che per la sua spiccata acidità si presta alla produzione di spumanti. Giovane, semplice, fresco. Ottimo in accompagnamento ad attimi di leggerezza estiva.

Santorini DOP 2020 – Cantina Sigalas

100% assyrtiko

Siamo in una delle isole più visitate dell’arcipelago delle Cicladi. Il suolo è vulcanico, fatto di lapilli e pietra lavica. A protezione dalle folate di vento, così come accade per le tradizionali “hoyos” delle isole Canarie, la vite, coltivata a “nido di uccello”, sbuca quasi miracolosamente dal terreno, e le sue foglie, in contrasto con il nero pece del suolo, brillano di un verde luminescente. A completare il quadro, l’Anedosa, nebbia-pioggia marina che risale le scogliere, per poi diffondersi sul resto dell’isola.

La vite a nido d’uccello

In questo dipinto si inserisce la produzione del vitigno autoctono assyrtiko, coltivato rigorosamente a piede franco, protagonista di questo vino che non ha necessità di ulteriori parole per essere descritto, poiché rispetta appieno le caratteristiche del suo habitat, caldo come il suolo dal quale nasce, sapido come la nebbia marina che lo riveste.

Il fenomeno dell’anedosa

Promara 2020 – Cantina Tsiakkas

100% promara

Ci dirigiamo a est, e sbarchiamo a Cipro. In questa isola che si posiziona terza per grandezza nel Mediterraneo dopo Sicilia e Sardegna, a ben 1200 metri slm nasce su piede franco il vitigno promara, appunto, precoce. Da una parte i suoli, argillosi e sabbiosi, dall’altra la straordinaria altitudine, restituiscono un vino dal forte carattere aromatico e dalla piacevole freschezza. Da sfondo, anche qui, una buona dose di sapidità. Meritano sicuramente una visita le tenute, immerse in un panorama mozzafiato, che sprigiona la poderosità della vite in altitudine.

Aspros Lagos 2019 – Cantina Douloufakis

100% vidianò

A sud di Santorini si staglia nitida sulla cartina geografica l’isola di Creta. Patria di una delle leggende greche più famose al mondo, quella del “Minotauro”, dà i natali a questo vino, che per caratteristiche organolettiche prende le distanze dai bianchi finora presentati. Ottenuto dal vitigno autoctono vidianò, una delle più nobili uve cretesi – lo chiamano il “viognier greco” – si caratterizza per la sua morbidezza e rotondità, risultato in parte delle caratteristiche del vitigno stesso, ma anche di un uso sagace del legno. Qui l’abbinamento con un buon dentice “alla mediterranea” è quasi d’obbligo.

Non sappiamo ancora cosa ci riservi il destino, se gli abissi dell’Ade o le cime dell’Olimpo, in ogni caso, che sia Minosse a giudicarci o Zeus ad accoglierci, quanto a vino sarebbe meglio non farsi trovare troppo impreparati. A buon intenditor…

Da un Presidente all’altro – Intervista a Roberto Dessanti e Antonio Furesi

Da un Presidente all’altro – Intervista a Roberto Dessanti e Antonio Furesi

Le elezioni del 26 e 27 giugno scorsi hanno indubbiamente rappresentato una pagina importante per la nostra Associazione, sia per il positivo “battesimo” del nuovo sistema di voto, completamente on line, sia per lo straordinario dato dell’affluenza alle urne “telematiche” (45%) che ha visto un netto incremento del numero dei votanti rispetto alle elezioni del 2018 (il 16% in più e tra i due aspetti c’è ovviamente una stretta correlazione). Il nuovo Consiglio Nazionale espresso dai voti degli associati ha eletto come Presidente l’umbro Sandro Camilli, supportato alla vicepresidenza dal veneto Marco Aldegheri. In Sardegna c’è stato l’avvicendamento nel ruolo di Presidente, passato da Roberto Dessanti (reduce da due mandati) ad Antonio Furesi. Per quanto riguarda i consiglieri si è andati prevalentemente nel segno della continuità: dei cinque consiglieri inseriti nel “listino” ci sono state tre conferme, Roberto Pisano (Cagliari), Roberto Piras (Sassari) e Antonio Massaiu (Nuoro) e due nuove immissioni, Nicola Pandolfi (Gallura) e Paolo Meloni (Oristano); per quanto riguarda, infine, i consiglieri di Delegazione, l’unico avvicendamento si è avuto a Cagliari, con Simona Gulli che è subentrata a Tiziana Cossu, mentre Attilia Medda, Pier Paolo Fiori, Francesco Deriu e Alessandro Benini sono stati riconfermati, rispettivamente, alla guida delle Delegazioni di Gallura, Sassari, Nuoro e Oristano.

Mentre si comincia a prendere le misure nei confronti degli impegni che ci aspettano nel prossimo quadriennio e, soprattutto, mentre fervono i lavori per la Guida Vitae 2023, ci è sembrato opportuno dare la parola ai due Presidenti (quello uscente e il neoeletto) per avere un po’ il polso della situazione. Doveroso iniziare da Roberto Dessanti, che dal 2014 all’altroieri ha avuto l’impegnativo compito di guidare la territoriale sarda.

Presidente Dessanti (mi permetto di usare ancora per qualche giorno questa definizione), inevitabile chiedere in partenza un sintetico bilancio degli otto anni appena trascorsi.

Non spetterebbe a me fare bilanci che rischierebbero di apparire di parte. Certamente ho ricevuto dalla collega Giuseppina Pilloni un’associazione in buona salute e questo ci ha messo nelle migliori condizioni per crescere, non soltanto incrementando l’attività istituzionale di formazione ma anche affrontando nuove sfide; penso all’impegno in campo editoriale per la redazione della Guida Vitae e ancora per le due edizioni della Guida alle Birre Artigianali della Sardegna che, guarda caso, ha avuto proprio in Antonio Furesi il principale promotore. Nella parte conclusiva del mio mandato siamo riusciti inoltre a portare a termine anche l’iniziativa di solidarietà Alba Vitae, alla quale tengo molto e che ha ulteriormente ampliato il nostro orizzonte di azione nel settore.

In questo arco di tempo ho avuto l’impressione che i cambiamenti nel mondo del vino (dallo sviluppo dell’enoturismo al rinnovamento della narrazione, per fare solo due esempi) abbiano avuto una notevole accelerazione e devo dire che, pur tra tante difficoltà, la nostra associazione sia stata una delle componenti che maggiormente è riuscita a farsi trovare pronta, a sincronizzarsi e a rimanere “sul pezzo”. Certo, è un percorso in divenire, però credo che le potenzialità per continuare ad essere un cardine del comparto ci siano tutte. Sei d’accordo con questa mia idea?

Sono d’accordo e se posso dire il risultato è frutto di un impegno particolare profuso in questa direzione. Voglio dire che lo sforzo è stato quello di crescere non solo come associazione e quindi guardando al proprio interno, ma anche e soprattutto nei rapporti con i produttori, in particolare attraverso i Consorzi, e le altre istituzioni del settore. Credo di poter dire che AIS Sardegna con le sue iniziative di comunicazione in ambito enogastronomico abbia conquistato un credito crescente nel comparto, tanto da accreditarsi come valido interlocutore, capace di dare un proprio contributo anche stimolando il dibattito tra i diversi protagonisti. Purtroppo l’emergenza sanitaria degli ultimi due anni ci ha costretto a rinunciare ad alcuni progetti ai quali il neopresidente spero potrà ridare slancio.

Spostando l’attenzione sulla nostra realtà isolana, quali sono le impressioni che, dal tuo osservatorio privilegiato, puoi condividere con i nostri associati?

I punti di osservazione sul comparto sono diversi e una lettura generale non potrebbe che essere superficiale. Se mi soffermo sull’aspetto produttivo non possiamo che registrare una crescita costante del settore che deve tuttavia fare i conti con numeri ancora molto limitati. È indubbio comunque che negli ultimi dieci anni il mercato isolano si è dimostrato dinamico e capace di nuove proposte che hanno attualizzato l’offerta enologica sarda senza sacrificarne le radici più identitarie. Tutto ciò è il frutto anche dell’approdo al mondo del vino di soggetti che provengono da altre esperienze imprenditoriali. Attualmente il fenomeno al quale credo si debba guardare con grande attenzione è quello che vede importanti investimenti in Sardegna da parte di imprenditori “continentali”, sia per l’acquisto di marchi isolani di grande notorietà che per l’avvio ex novo di realtà produttive in alcune zone dell’Isola particolarmente vocate. L’ambito che però meriterebbe maggiore considerazione da parte nostra è sempre quello del rapporto con il mondo della ristorazione e ricettivo in genere. Attraverso i nostri Corsi di formazione, ai quali sempre più di frequente partecipano operatori del settore, possiamo dire di aver instaurato un proficuo rapporto. Molto però resta ancora da fare in chiave di valorizzazione della vocazione enoturistica della nostra regione; e in questo ambito il nostro contributo deve esser più incisivo.

È inevitabile parlare anche delle elezioni per il rinnovo del Consiglio Nazionale, alle quali eri candidato. L’ottimo risultato in termini numerici, con un alto quantitativo di preferenze ottenute anche al di fuori dalla tua regione, non è stato però sufficiente per rientrare tra i nove eletti. Rimane la soddisfazione per la stima e l’apprezzamento rivolti alla tua persona e alla tua attività, e un pizzico di delusione, soprattutto per la forzatura che ha un po’ snaturato lo spirito della norma statutaria (che tu conosci molto bene, avendo ricoperto per molti anni il ruolo di Presidente dell’apposita commissione), concepita per la scelta dei canditati come singoli e non come appartenenti a liste bloccate. Mi piacerebbe sentire il tuo pensiero in merito a questo aspetto.

I risultati elettorali vanno sempre accettati, soprattutto quando sono il frutto di una consultazione che ha visto una partecipazione così importante. Dopo otto anni di impegno in ambito regionale mi sarebbe piaciuto indirizzare il mio impegno sul fronte nazionale, forte di una buona conoscenza della macchina associativa. Non è andata; ma come dici tu, non posso che ritenermi soddisfatto delle preferenze ottenute. A parte il mio personale risultato, penso comunque che andrebbe rivisto il meccanismo elettorale per la selezione dei nove Consiglieri che con i Presidenti regionali vanno a comporre il Consiglio Nazionale. Le ultime elezioni hanno visto in campo quattordici candidati, dei quali nove si proponevano come componenti di una sorta di lista e sono stati eletti in blocco. Questo meccanismo, del tutto legittimo per intenderci, finisce però per cambiare il sistema elettorale orientandolo verso un sistema a liste “chiuse” del tutto diverso da quello attuale che prevede, non a caso, candidature singole. Per contenere gli effetti di questo meccanismo si sarebbe dovuto attribuire all’elettore un numero di preferenze inferiore rispetto ai Consiglieri da eleggere. Ma su questi temi ci sarà modo di avviare una attenta riflessione in vista della prossima consultazione. Resta ora da vedere se l’unità in fase elettorale si tradurrà in una condivisione di intenti e di progetti che caratterizzi l’intero mandato.

Adesso che, apparentemente, ti ritrovi con un “tesoretto” di tempo libero a disposizione, come vedi il tesserato Roberto Dessanti all’interno di AIS Sardegna?

Devo riconoscere che l’impegno di Presidente è stato considerevole in termini di tempo ed energie per cui quello che mi trovo a gestire oggi è qualcosa di più di un tesoretto. In parte dovrò saldare qualche debito con la famiglia e la professione, per il resto conto di dare il mio contributo al pari degli altri associati che, senza “titoli e mostrine”, mettono a disposizione il loro impegno disinteressato senza il quale la nostra Associazione non potrebbe sopravvivere. Sono onorato perciò di rientrare nei ranghi per così dire da soldato semplice e collaborare con i colleghi che mi hanno sostenuto nella mia esperienza da Presidente. Una parte del tempo voglio anche dedicarla all’approfondimento di quegli argomenti che mi hanno sempre affascinato, in particolare la legislazione vitivinicola e l’abbinamento cibo-vino.

In conclusione, che augurio ti senti di rivolgere al neoeletto Presidente Antonio Furesi?

Credo che l’Associazione vada in mani affidabili e capaci e sono sicuro che il nuovo Consiglio che Antonio andrà a presiedere saprà consolidare i risultati ottenuti e aprire nuovi spazi operativi, forte di un rinnovato slancio che solitamente caratterizza l’avvio di un nuovo corso. L’augurio che rivolgo al neopresidente e al nuovo Consiglio è quello di poter contare su una compagine associativa coesa, fattivamente partecipe e impegnata verso un obbiettivo condiviso di crescita e di piena realizzazione del nostro scopo sociale.

Passiamo adesso proprio ad Antonio Furesi, che per i prossimi quattro anni guiderà i tastevin sardi.

Antonio, innanzitutto congratulazioni per il nuovo incarico e in bocca al lupo per il tanto lavoro da svolgere. Per iniziare in maniera soft, come è nata l’idea della tua candidatura?

Prima di rispondere alla tua domanda, permettimi di congratularmi con tutto il nuovo Consiglio direttivo, augurando un quadriennio di proficuo lavoro. Non posso inoltre trascurare un doveroso ringraziamento al collega Roberto Dessanti che ha condotto con maestria la Sezione regionale per ben otto anni e ai consiglieri uscenti Tiziana Cossu, Giuseppina Pilloni e Gavino Virdis per la loro dedizione all’esecutivo uscente.

La mia candidatura nasce un po’ fortuitamente; era mia intenzione per questa tornata elettorale mettermi a disposizione del candidato presidente, qualora volesse coinvolgermi nella rosa dei consiglieri, ma il destino ha voluto che alla fine fossi io, dopo una lunga e ponderata decisione, spinto anche da molte istanze di colleghi, a dichiararmi disponibile all’incarico.

Pur non rivestendo incarichi ufficiali, in tutti questi ultimi anni sei sempre stato molto “organico” all’associazione e hai comunque ricoperto ruoli importanti (come il coordinamento della Guida alle birre artigianali della Sardegna), per cui hai sicuramente un’idea abbastanza definita riguardo la territoriale che Roberto Dessanti ti lascia in eredità.

Come scrissi nel profilo pubblicato nel sito istituzionale dell’AIS nel periodo pre-elettorale, mi avvicino a questa prestigiosa (e onerosa) carica di Presidente regionale, in punta di piedi, con il proposito sia di dare continuità a tutto ciò che è stato positivamente costruito negli ultimi anni, sia di contribuire, in modo innovativo e propositivo, ad un ulteriore progresso della mia Sezione Territoriale e di tutte le delegazioni. È innegabile che in questi ultimi due quadrienni, l’associazione è cresciuta moltissimo sia come mission che come volume e qualità degli impegni, e il collega Dessanti ha saputo sicuramente dare un grande impulso allo sviluppo della Sezione isolana, portandola al livello di performance che oggi ci contraddistinguono. Mi rendo quindi conto come sia opportuno proseguire nel solco già tracciato, dando quella freschezza di contributo che è tipico di che si affaccia “vergine” a una gestione che ormai necessita di un ampio spettro di competenze che vanno dalla conoscenza del territorio e i rapporti con esso, a una spiccata capacità di comunicazione e di ascolto, infine a una buona dimestichezza nella gestione amministrativa e così via.

Secondo te, quali sono gli ambiti nei quali è più necessario intervenire per continuare a mantenere l’Associazione nel ruolo di partner privilegiato del comparto vitivinicolo isolano?

Come accennato, non si può trascurare l’esigenza di un costante contatto con il territorio e i protagonisti della realtà vitivinicola ed enogastronomica della Sardegna. Su questo ambito vale la pena spendere energie per garantire la presenza di AIS nei momenti più importanti dei processi di sviluppo di questo comparto e per assicurare sempre un alto livello qualitativo in uno dei ruoli che contraddistingue AIS: la formazione e la comunicazione del vino. A tale proposito, si rende sicuramente utile intrecciare maggiori rapporti con gli istituti formativi del settore. La Sardegna ha un patrimonio scolastico nel settore Alberghiero di tutto rispetto e penso che AIS possa dire la sua nella crescita qualitativa della professione. È anche a questo obiettivo che guardano gli accordi firmati da AIS nazionale con il MIUR, in occasione della recente Giornata Nazionale della Cultura del Vino e dell’Olio

In questi giorni siamo impegnati nei lavori per la Guida Vitae 2023 e presumibilmente quest’anno si riuscirà a mettere in cantiere la terza edizione della Guida alle birre artigianali della Sardegna: pensi che il nostro sito possa essere ancora la “palestra” per scovare tra i soci le “penne” in grado di collaborare alle attività redazionali?

Penso che il sito istituzionale di AIS-Sardegna sia uno degli esempi di come sia cresciuto il quoziente qualitativo della nostra Sezione. In un bel percorso evolutivo si sono visti e letti numerosi contributi di ottimo livello in un caleidoscopio multidisciplinare che ha spaziato dal vino, alla birra, ai distillati, ai sigari, ecc. Sicuramente resta un ottimo “luogo” dove le nostre colleghe e i nostri colleghi possono trovare un valido spazio per testare la loro creatività e conoscenza, fornendo al contempo un contributo che aiuta alla crescita del sito. Come tu stesso hai detto oggi siamo tutti impegnati nei lavori della Guida Vitae 2023 e questo impegno, annualmente, coinvolge molti colleghi e colleghe nelle degustazioni. Mi piace evidenziare, proprio citando le attività che stanno alla base di questa Guida, come nel prossimo futuro sia necessario dare un proficuo supporto a chi vuole avvicinarsi a questo lato del mondo AIS, cercando di promuovere eventi, seminari e attività indirizzati all’aggiornamento della figura dei sommelier, dei degustatori e dei relatori. Anche se sono piuttosto di parte, considerato che ne ho curato la nascita e lo sviluppo, sento di dover spendere due parole per quella che reputo un po’ una chicca della nostra AIS isolana, la Guida alle Birre artigianali della Sardegna. Nata per generare quel giusto trait d’union tra l’AIS e il mondo brassicolo, devo dire che ha dato all’associazione sarda delle belle soddisfazioni e ha avvicinato molti nostri colleghi a quel mondo multiforme che è la cultura delle birre artigianali. Purtroppo il Covid ha sentenziato una lunga battuta di arresto, ma non disperiamo di dar luce quanto prima alla tanto agognata terza edizione.

La nostra isola ha un’estensione molto vasta (la terza regione, a livello nazionale) e anche tu, sassarese come Dessanti, ti troverai ovviamente a dover trascorrere molto tempo nella non vicinissima sede di Cagliari. Certo, il periodo Covid ha portato in dote la diffusione delle riunioni a distanza sulle piattaforme digitali, ma pensi comunque di incrementare ulteriormente la presenza fisica nelle varie Delegazioni?

Al momento non mi è stato ancora possibile andare fisicamente in sede a Cagliari, anche e soprattutto a causa di situazioni contrarie date dall’attuale momento sanitario, che addirittura ci ha costretto a svolgere la prima riunione consiliare in modalità online. Tuttavia sono consapevole che è molto importante garantire a tutti i soci una giusta percezione di vicinanza del consiglio direttivo e nella fattispecie del suo Presidente. Ciò detto confido nella possibilità, appena la morsa dell’epidemia si sarà un pochino allentata, di attivarmi per essere il più possibile presente presso le delegazioni, e potere in questo modo accrescere la conoscenza delle persone e delle esigenze che possono provenire da ogni parte della nostra regione.

Bene, lascio a te i saluti finali da rivolgere ai colleghi sommelier isolani.

Voglio primariamente ringraziare tutti i soci che hanno voluto spendere un poco del loro tempo per partecipare alla consultazione elettorale; il 45% degli iscritti è tanto e per me è un grande onore, ma anche una grande responsabilità. Responsabilità che si dovrà concretizzare in una risposta efficace per dare all’Associazione quella energia e quella consistenza necessarie per far sentire tutti i soci parte di un sistema di eccellenza. Il mio impegno sarà in questa direzione, lavorando, spero proficuamente, per dare ulteriore spolvero ai diversi settori del mondo AIS (didattica, servizio, eventi, comunicazione, ecc.), grazie anche a un idoneo meccanismo di coinvolgimento diffuso.

Un caro saluto a tutte e a tutti e ovviamente “fingers crossed”!

Gli accenti del vino – Le molteplici espressioni delle DO Friuli Colli Orientali

Gli accenti del vino – Le molteplici espressioni delle DO Friuli Colli Orientali

Dopo le precedenti e positive esperienze con i seminari dedicati alla produzione enologica del Friuli Venezia Giulia, la Sezione Territoriale AIS Sardegna propone ai suoi associati un altro imperdibile appuntamento dedicato a questa straordinaria terra di confine, per la precisione ai vini della DOC Friuli Colli Orientali e della DOCG Friuli Colli Orientali Picolit. Il seminario, intitolato Gli accenti del vino – Le molteplici espressioni delle DO Friuli Colli Orientali, si terrà sabato 28 maggio 2022 a Sassari, presso l’Hotel Grazia Deledda (Viale Dante 47, Sassari), con inizio alle ore 19:00.

A condurre il seminario sarà Matteo Bellotto, originario di Gemona, in provincia di Udine, scrittore e Responsabile Promozione presso il Consorzio Tutela Vini Friuli Colli Orientali e Ramandolo e presso il Consorzio delle DOC – FVG.

Il seminario si articolerà in una prima parte in cui verrà descritto il meticoloso lavoro dei tecnici del Consorzio Tutela Vini Friuli Colli Orientali e Ramandolo nello studio approfondito e nella mappatura delle singole vigne, con l’analisi dettagliata delle caratteristiche geologiche e pedoclimatiche. Un’operazione su larga scala, di altissimo livello scientifico-divulgativo, che fornisce uno strumento indispensabile per la crescita qualitativa della produzione vitivinicola e, con il ricchissimo materiale illustrativo raccolto, che verrà proiettato durante la serata, uno straordinario mezzo narrativo per raccontare i territori della DOC Friuli Colli Orientali e della DOCG Friuli Colli Orientali Picolit. Un mosaico di peculiari connotazioni territoriali che troverà riscontro, durante la seconda parte del seminario, nelle diverse espressioni dei sei vini che saranno proposti in degustazione.

Ecco l’elenco completo delle etichette in degustazione:

Friuli Colli Orientali Ribolla Gialla Doc 2020 – Valerio Marinig
Friuli Colli Orientali Friulano Doc 2020 – Cornium
Friuli Colli Orientali Bianco Doc Ronco Broilo 2015 – Conte D’Attimis Maniago
Friuli Colli Orientali Schioppettino di Prepotto Doc 2019 – Sirch
Friuli Colli Orientali Refosco dal peduncolo rosso Doc 2019 – Scubla
Friuli Colli Orientali Picolit Docg 2017 – Dri Roncat

Al termine del seminario verrà offerto l’assaggio di due illustri prodotti dell’agroalimentare friulano come il prosciutto San Daniele e il formaggio Montasio, proposto in due diverse stagionature.

segreteria@ais-sardegna.it
Sommelier Franco Melis 349 0683997
sassari@ais-sardegna.it
Sommelier Luisa Teatini 347 2264893

Dettagli Evento

  • Data: sabato 28 maggio 2022
  • Relatore: Matteo Bellotto
  • Sede: Hotel Grazia Deledda – Viale Dante, 47, 07100 Sassari
  • Orario: 19:00
  • Contributo Soci: € 25,00 (in regola con l’ultima quota associativa)
  • Quota partecipazione non soci: € 35,00 (nei limiti della disponibilità della sala)
  • Posti disponibili: max 55
  • Scadenza iscrizioni: fino ad esaurimento posti ed entro il 26 maggio 2022
  • Disdetta iscrizioni: Se dopo la prenotazione l’iscritto fosse impossibilitato a partecipare dovrà darne avviso all’organizzazione tempestivamente e comunque entro le 48 ore precedenti il seminario. La mancata presentazione o la disdetta a meno di 48 ore dall’inizio dell’evento non daranno diritto al rimborso.
  • Lista d’attesa: All’esaurirsi dei posti, gli iscritti saranno inseriti in lista d’attesa e contattati secondo l’ordine di iscrizione non appena si dovessero liberare dei posti.
  • Bicchieri da degustazione: i partecipanti dovranno dotarsi della valigetta con i bicchieri.
  • Avvertenza: l’accesso al seminario sarà consentito soltanto agli iscritti, nel pieno rispetto delle prescrizioni anti-Covid, tra le quali l’uso della mascherina FFP2.

 

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Avviso di convocazione Assemblea Ordinaria dei Soci

Avviso di convocazione Assemblea Ordinaria dei Soci

Si informano tutti i soci iscritti all’A.I.S. Sardegna che l’assemblea ordinaria è convocata per venerdì 17 giugno 2022 alle ore 17.00 in prima convocazione e SABATO 18 giugno 2022 alle ore 10.00 in seconda convocazione presso REGIA HOTEL Strada Provinciale n 15 sn,  ABBASANTA (OR) con il seguente Ordine del Giorno:

  1. Relazione del Presidente sulla gestione dell’esercizio 2021 e relazione previsionale programmatica 2022.
  2. Lettura della relazione dell’Organo di Controllo
  3. Discussione e approvazione del bilancio consuntivo dell’esercizio 2021
  4. Discussione e approvazione della relazione previsionale programmatica 2022
  5. Varie ed eventuali.

Si ricorda che, secondo quanto disposto dall’art.3 dello Statuto dell’AIS Sardegna, hanno diritto di voto in Assemblea i soci in regola con la quota associativa al 28 febbraio 2022. I soci che avessero regolarizzato la propria posizione associativa dopo tale data hanno diritto di partecipare all’Assemblea senza diritto di voto.

Il Presidente
Roberto Dessanti

ATTENZIONE:  Per ragioni logistiche e organizzative è necessaria l’iscrizione iSCRIVITI ORA