da AIS Sardegna - Delegazione di Oristano | Apr 24, 2024 | 2022, Articoli, Laboratori, News
Nel contesto dell’evoluzione del mondo brassicolo, è innegabile il ruolo cruciale che i luppoli hanno giocato nell’arricchire e definire la complessità sensoriale. Le varietà di luppolo oggi disponibili sul mercato offre ai birrai un vero e proprio ventaglio di possibilità per esprimere la propria creatività e produrre birre che stimolano i sensi e soddisfano i palati più esigenti.
I luppoli non sono solo ingredienti, ma veri e propri protagonisti nella creazione di birre dalle personalità uniche. Ogni varietà porta con sé una distintiva combinazione di aromi e amaro, che possono trasformare radicalmente il carattere di una birra. Dalle note agrumate e floreali dei luppoli americani alle tonalità terrose e speziate di quelli europei, le possibilità sono infinite e permettono ai birrai di giocare con una gamma di sapori che spaziano dall’audace e deciso all’elegante e raffinato.
Il 16 maggio con la guida del Presidente regionale AIS Sardegna Antonio Furesi esploreremo in dettaglio il ruolo fondamentale dei luppoli nell’universo birraio contemporaneo.
Attraverso una panoramica sugli stili birrari che maggiormente hanno sfruttato l’utilizzo dei luppoli, nelle loro caratteristiche distintive e nelle modalità in cui influenzano il profilo gustativo e aromatico delle birre.
Dalle tradizioni consolidate alle nuove frontiere dell’innovazione, esploreremo le diverse metodologie di coltivazione e utilizzo dei luppoli.
Degusteremo 6 birre che mostrano al meglio le potenzialità e le sfumature offerte dai luppoli ma soprattutto la ricerca dei birrai per offrire la perfetta combinazione di luppoli per creare prodotti di straordinaria complessità e piacevolezza gustativa.

Di seguito le birre in degustazione:
- Pohjala “Uus Maailm” (Session IPA – Estonia)
- Lervig “Tasty Juice” (New England Style IPA – Norvegia)
- Buxton “Axe Edge” (DDH IPA – UK)
- Canediguerra “American IPA” (American IPA – Italia)
- P3 100 nodi (Double IPA – Italia)
- Galway Bay “Resin & Rye” (Barley Wine – Irlanda)
oristano@ais-sardegna.it
Sommelier Alessandro Benini 348 2887662
Dettagli Evento
- Data: giovedì 16 maggio 2024
- Relatore: Sommelier Antonio Furesi
- Sede: Hotel Mariano IV – Piazza Mariano, 50 – 09170 Oristano – ingresso Via Mariano IV
- Orario: 19:30
- Contributo Soci: € 30,00 (in regola con l’ultima quota associativa 2024)
- Contributo Soci 2023 non in regola con la quota 2024 al momento dell’iscrizione: € 30,00 + IVA
- Contibuto NON SOCI: € 40,00 +IVA
- Posti disponibili: max 40
- Scadenza iscrizioni: fino ad esaurimento posti ed entro il 13 maggio 2024
- Disdetta iscrizioni: Se dopo la prenotazione l’iscritto fosse impossibilitato a partecipare dovrà darne avviso all’organizzazione tempestivamente e comunque entro le 48 ore precedenti il seminario. La mancata presentazione o la disdetta a meno di 48 ore dall’inizio dell’evento non daranno diritto al rimborso. Dal rimborso della quota sarà detratta una somma di €5,00 a titolo di spese amministrative.
- Lista d’attesa: All’esaurirsi dei posti, gli iscritti saranno inseriti in lista d’attesa e contattati secondo l’ordine di iscrizione non appena si dovessero liberare dei posti.
- Bicchieri da degustazione: i soci partecipanti dovranno munirsi della valigetta con i bicchieri.
ATTENZIONE: per motivi fiscali, i Soci 2023 e i NON Soci devono effettuare ordini e pagamenti SEPARATI dai Soci.
NON SONO AMMESSE ISCRIZIONI E PAGAMENTI A NOME DI SOCIETÀ

da Antonio Furesi - Delegazione di Sassari | Mar 22, 2022 | Articoli

Le foto sono di Simona Gulli
Interpretando un pensiero del celebre Kuaska, al secolo Lorenzo Dabove, che rievocando la versatilità delle birre nel vasto dedalo degli abbinamenti con il cibo postulò “Là dove le birre osano, i vini non possono osare”, nei giorni scorsi AIS Sardegna ha voluto organizzare una serata improntata al sottile e impervio abbinamento della nobile e multiforme bevanda con il cioccolato.
L’evento, realizzato online nella ormai collaudata piattaforma Zoom, si intitolava “Birre in abito scuro (all’appuntamento con il cioccolato)” e, in una veste non troppo formale, puntava a voler percorrere un itinerario sensoriale nella degustazione di differenti tipologie di cioccolato accompagnate da alcuni stili brassicoli improntati alla valorizzazione di tonalità gusto-olfattive “scure”, tostate, caramellate e piacevolmente amaricanti nell’uso di malti che hanno fatto la fortuna del mondo delle dark ales anglosassoni.
Coinvolgente conduttore della serata è stato Riccardo Antonelli, Sommelier e Relatore AIS, Membro della Commissione Nazionale AIS sulla Birra dal 2016, ma soprattutto Master Universitario in Brewing Technologies e Mastro Birraio, pertanto grande esperto di questo mondo e, cosa non da poco, abile oratore. Antonelli ha voluto dare all’evento un’impronta quasi giocosa, mirando soprattutto a fare apprezzare, in modo un po’ informale, la piacevolezza o le eventuali criticità dei diversi abbinamenti che si sono succeduti.
Dopo una doverosa introduzione esplicativa sul contesto tecnologico e storico legato alle birre in degustazione – tre capisaldi della cultura anglosassone e una sorta di ousider – il relatore ha guidato i partecipanti lungo le varie degustazioni non lesinando informazioni, curiosità e soprattutto importanti descrizioni sensoriali dei cioccolati e delle birre abbinate. Le distanze dettate dal collegamento online si sono fatte poco alla volta impercettibili, grazie al piacevole e divertente coinvolgimento le quasi tre ore di degustazione sono trascorse con agilità e grande partecipazione di tutti.
L’evento ha avuto il pregio di mettere alla prova ancora una volta la grande versatilità del panorama brassicolo nel complesso mondo degli abbinamenti con il cibo, testimoniando quanto interessante sia e, perché no anche divertente, l’esperienza con una materia così particolare come è il cioccolato.
Birre in degustazione:
Põhjala Õhtu (Porter)
Samuel Smith Oatmeal Stout
Ridgeway Foreign Export Stout
Rochefort 10 – Abbaye Saint-Rémy Rochefort
abbinate a:
Gianduiotto Classico Gianduia 1865, Caffarel.
Cioccolato Fondente 75%, Montezuma, Venchi 1878.
Cioccolato fondente Extra Fondente 85%, Venchi.

da Redazione | Nov 15, 2020 | 2020, Laboratori
FOCUS SUL MONDO DELLE BIRRE LUPPOLATE: dalle classiche IPA britanniche alle nuove double IPA per arrivare alle emergenti NE-IPA.
Contrariamente alle nostre attese, la recrudescenza dell’epidemia ci ha costretto a un nuovo stop delle attività associative in presenza, rispetto alle quali non è neppure possibile fare previsioni sui tempi di ripresa.
Questa situazione ci induce a valutare soluzioni alternative che ci consentano di mantenere vivo il rapporto con tutti i soci in questo periodo particolare, organizzando eventi formativi che possano svolgersi anche da remoto. Abbiamo quindi pensato di mettere in cantiere una serie di iniziative su alcuni temi che più di altri si prestano ad essere trattati anche on line, sperimentando così nuove modalità di confronto per i nostri associati.
Dando seguito alla prima iniziativa sperimentale del giugno scorso dedicata ad un approfondimento su tendenze, stili e prospettive del mondo delle birre artigianali, vorremmo proseguire ad indagare il settore brassicolo con un focus sul mondo delle birre luppolate dal titolo “Questione di Luppolo” che si terrà online sulla piattaforma Zoom il 4 dicembre p.v. alle ore 19.
Il seminario, condotto dal Sommelier e relatore AIS Antonio Furesi, si propone di presentare in sintesi gli stili che maggiormente hanno cavalcato, sia nella tradizione che nelle nuove tendenze, l’utilizzo dei luppoli come protagonisti, andando a esplorare territori di coltivazione sempre diversi e metodi di utilizzo differenti.
Sarà l’occasione per degustare alcune etichette di sicuro pregio in cui la maestria dei produttori ha saputo valorizzare le doti dei luppoli utilizzati per ottenere, con un sapiente dosaggio, birre pregevoli, ricche di amaro, profumi e complessità gustativa. Queste le birre in degustazione da servire alla temperatura di 7-8 °C:
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LUCKY JACK BIRRIFICIO LERVIG – NORVEGIA (A.P.A.)
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AXE EDGE BIRRIFICIO BUXTON – INGHILTERRA (I.P.A.)
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PUFFIN TEARS BIRRIFICIO HARBOUR BREW.CO.- INGHILTERRA (I.P.A.)
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GREAT LAKES BIRRIFICIO BIG SMOKES BREW.CO. – INGHILTERRA (N.E.I.P.A) .
La quota di partecipazione comprensiva delle spese di spedizione delle birre a domicilio è stabilita in € 30,00. e dovrà essere versata (solo dopo aver avuto conferma dell’accettazione) a mezzo bonifico sul c.c.b. n. 2954.17 intestato a A.I.S. Sardegna, c/o Monte dei Paschi di Siena, Agenzia 1, Cagliari – IBAN IT31 P010 3004 8010 0000 0295 417.
In alternativa, per i soli soci, le birre potranno essere ritirate presso la Birroteca Hamelin Via Perantoni Satta, 11 a Sassari. In tal caso la quota di partecipazione sarà contenuta in € 20,00.
Il Seminario è riservato ad un numero massimo di 40 persone con priorità per i Soci AIS Sardegna. Solo in via residuale potranno essere ammessi anche non-soci per i quali la quota di partecipazione è stabilita in € 35,00.
L’iscrizione al Seminario e il pagamento dovranno essere effettuate tassativamente entro il 22 novembre attraverso il sito web dell’Associazione cliccando sul link in calce che vi rimanderà alla sezione Eventi dove potrete compilare e inviare il modulo di prenotazione. L’iscrizione sarà considerata valida solo se accompagnata dalla ricevuta del versamento della quota di partecipazione.
Per info telefonare ai numeri 347.0168788 – 349.0683997.
da Antonio Furesi - Delegazione Sassari | Set 20, 2019 | 2019, Articoli
Quando John Mayall e i suoi mitici Bluesbreakers calcavano le scene internazionali e raggiungevano l’apice del loro successo, io ero ancora molto giovane e sul mio vecchio e fedele piatto del giradischi passavano vinili di ben altri stili musicali. Dovettero passare ancora diversi anni quando, grazie all’ascolto di monumenti musicali come Eric Clapton, B.B. King e appunto John Mayall, il blues iniziò a fare parte delle mie ampie e svariate preferenze musicali.
In uno dei miei recentissimi (e a periodi rari) momenti di relax, l’ascolto di storici brani di questo grande bluesman è stato il fulcro per una delle mie tante esperienze di degustazione e abbinamento accompagnate dal fumo lento.
La scelta ricade su un Avana di interessante provenienza; si tratta del Mañanitas di Vegueros. Questo sigaro, prodotto presso la fabbrica “Francisco Donatién”, nella zona più vocata per le migliori piante di tabacco, ovvero la Vuelta Abajo nella provincia di Pinar del Rio, appartiene a una linea dedicata ai Vegueros, i coltivatori delle piantagioni cubane, ed è declinata su tre differenti ligadas: Tapados, Entretiempos e appunto Mañanitas.

Si tratta del formato più piccolo della produzione ed è l’unico figurado, più precisamente un piramide di 100 mm di lunghezza e 46 di cepo.
L’whisky che fa da degno accompagnamento a questo interessante prodotto caraibico è il Single malt Origin 10 years old della distilleria Isle of Jura. L’unica distilleria dell’omonima isola scozzese produce questo distillato, imbottigliato dopo un duplice affinamento in botti di Bourbon prima e di Sherry Oloroso in finale. Si tratta del primo whisky prodotto dalla distilleria e in questo senso si colloca come l’antesignano di una linea che ha costituito l’asse portante della rinascita del marchio, avvenuta nel 1963, dopo che la precedente produzione, originaria del 1810, venne interrotta nel 1901.
Lo stereo diffonde al giusto volume (l’aggettivo giusto è di personale interpretazione e la consorte non sarebbe tanto d’accordo) le note di “Remember This” mentre verso nel bicchiere il distillato, con la sua veste topazio brillante, e inizio a sentire a crudo gli aromi dell’habano dalla veste colorado claro, liscia e setosa, che denota una perfetta costruzione. Gli aromi del sigaro sono delicati e invitanti; fieno, legni dolci, un accenno di cuoio e cioccolato formano un buon bouquet. Avvicino allora il naso al bicchiere per percepire i primi sentori del distillato, piacevolmente eterei, che si dipanano su note agrumate di cedro candito, nocciole tostate, seguite poi da sfumature affumicate tenui, miste ad accenni di spezie dolci. In bocca è deciso nell’ingresso alcolico, ma subito aperto su note tostate ben amalgamate con lunghe sensazioni di miele e spezie su uno sfondo appena torbato.

Accendo il sigaro e, dopo alcune boccate, il primo tercio si rivela molto delicato, abbastanza asciutto, morbido, con note di cacao, spezie dolci e accenni lignei.
In sottofondo le note dello stereo inanellano altri brani, fra cui “So Many Roads” e il blues un po’ graffiante di John Mayall continua ad accompagnare altre boccate e i sorsi dell’Whisky, in un abbinamento che si sviluppa su sinergie che esaltano gli intrecci fra le pur tenui note torbate e speziate del distillato e gli effluvi del sigaro. Nel connubio si arricchiscono le sfumature di legno e nocciola e in chiusura del sorso il palato, gradevolmente asciutto, è pervaso da aromi agrumati e canditi.
Si avvicina il finale di fumata e le percezioni si fanno un po’ più piccanti e speziate, il gusto più deciso e l’abbinamento si gioca più sui contrasti con le morbidezze dell’Whisky, le sensazioni mielate, con gli accenni maltati.
Istanti di relax che si perdono nelle note di “The Mists of Time”.
Remember this
https://www.youtube.com/watch?v=AUTGuoT0RLc
So Many Roads
https://www.youtube.com/watch?v=kUGEikZBHvo&list=PLHlE2fgsqRwYr6xG0lFZhqwUl79xZNb4B
The mists of time
https://www.youtube.com/watch?v=kmyoDqbitUc&list=PLHlE2fgsqRwYr6xG0lFZhqwUl79xZNb4B
Sempre utile ricordare che fumare nuoce alla salute!
da Giorgio Demuru - Delegazione Sassari | Set 9, 2019 | Articoli, Senza categoria
Già da tempo la didattica AIS ha soffermato l’attenzione su ambiti diversi dal vino in senso stretto, come è avvenuto per le birre e i distillati. Negli ultimi anni, grande interesse ha suscitato il mondo del cosiddetto “fumo lento”, soprattutto in un’ottica di accostamento dei sigari alle bevande, e in particolare ai distillati. La Delegazione AIS di Sassari ha proposto, nella giornata di venerdì 6 settembre, un incontro di approfondimento incentrato su questa materia, giovandosi della sinergia tra due relatori d’eccezione come Ivano Menicucci, appartenente alla Delegazione di Roma (ma sardo d’origine per parte di madre), grande conoscitore del mondo dei sigari, e il “nostro” Antonio Furesi, relatore per le lezioni su birre e distillati (e, da pochi giorni, anche Lombardia e Trentino Alto-Adige, congratulazioni!).
L’incontro, ospitato dal Ristorante Fratelli Tola, ha preso il via con una esauriente disamina di Ivano Menicucci sull’universo del tabacco e dei sigari, a cominciare dalle prime testimonianze
dell’utilizzo di foglie di tabacco risalenti a circa 5000 anni prima di Cristo in un’area che si potrebbe localizzare in un ideale crocevia tra gli attuali Perù, Cile, Bolivia e Argentina. Scorrendo velocemente la cronologia, dalla civiltà egizia a quella romana, per arrivare alle popolazioni pre-colombiane, si arriva alla data spartiacque del 1492 con l’approdo di Colombo in quello che diventerà il continente americano. Un vero e proprio Big Bang per la diffusione del tabacco in Europa, una diffusione ostacolata più volte da dazi e divieti per la natura “quasi stupefacente” del tabacco. Comunque, nel XVIII secolo il tabacco diviene di uso comune e nel 1731 appare a Siviglia il primo sigaro con la struttura praticamente uguale a quella attuale. L’intervento di Ivano Menicucci è proseguito con la descrizione delle tre fasi della produzione dei sigari: agricola, pre-manifatturiera e manifatturiera, un processo che dalla posa dei minuscoli semini della pianta del tabacco porta al prodotto finito. Indispensabile l’acquisizione di un glossario minimo, composto ovviamente da termini in lingua spagnola come capa, capote e tripa (in italiano fascia, sottofascia e ripieno), le tre parti che compongono il sigaro, per proseguire con la ligada (miscela delle diverse foglie), ideata dal Mastro ligador e materialmente realizzata dal torcedor.
Dopo la cena proposta dalla cucina del ristorante Fratelli Tola, accompagnata da uno Chardonnay dell’azienda toscana Capezzana e da un Pinot Noir rosato della cantina lombarda Ca’ di Frara, Antonio Furesi ha descritto il processo di realizzazione dei due distillati in degustazione: il Rum Flor de Caña 12 year Collection Centenario, prodotto dalla Compañia Licorera de Nicaragua, affinato in piccoli barili da 135 litri, utilizzati in precedenza per il Bourbon; la Grappa Segnana Alto Rilievo Riserva, prodotta dall’azienda trentina Segnana, di proprietà dei Fratelli Lunelli (produttori degli spumanti Ferrari, per intenderci), ottenuta da vinacce di uve diverse e affinata in botti da Sherry.
Ed è giunto dunque il momento fatidico della distribuzione ai presenti del sigaro cubano Por Larrañaga. L’esame olfattivo a sigaro spento ha presentato sentori di fieno, miele e frutta secca come nocciola e macadamia. Una volta provveduto al taglio della “perilla” (la testa, cioè la parte che si porta alle labbra) e dell’accensione del sigaro, la fumata si è dimostrata asciugante, presentando sensazioni di secchezza, una leggera dolcezza e la conferma delle note di frutta secca. Un sigaro medio leggero, senza alcuna nota pungente. Il rum, accostato in prima battuta, ha mostrato all’olfatto sentori evoluti con un’impronta vinosa, speziatura dolce di vaniglia e infine scorza d’arancia. Un sorso potente, rotondo, morbido con il ritorno delle note vinose e
agrumate. Un buon abbinamento, con la freschezza del distillato a compensare la secchezza del sigaro. La grappa, degustata successivamente, ha mostrato all’olfatto profumi di cedro candito, vaniglia, pasticceria e frutta secca. L’assaggio ha evidenziato la notevole struttura, l’eleganza e il ritorno dei canditi e della frutta secca. Anche in questo caso l’abbinamento col sigaro è stato felice, nonostante la maggiore struttura della grappa. Il giusto tempo da dedicare al fumo lento è proseguito così in maniera molto distesa e conviviale, tra chiacchiere e prove di abbinamento, a conclusione di una serata soddisfacente per tutti i partecipanti, con l’auspicio comune che serate come questa possano diventare un appuntamento fisso una o due volte l’anno.
Foto di Daniela Serra